Sogeea SpA
Sogeea Spa

Lavoro sì, ma da casa e per sempre

Sogeea SpA, prima azienda in Italia, dice addio a tutti gli uffici aziendali in Italia e in Albania; nonostante oggi segni per molti il rientro al lavoro, da ora in poi Sogeea impiegherà i propri dipendenti e collaboratori solo in smart working grazie ad ALEX, il nuovo sistema digitale ideato dall’azienda che ricrea in qualsiasi posto l’ambiente ufficio. Dopo aver verificato la conclusione positiva di tutti i test sule nuove piattaforme, il Consiglio di Amministrazione lo ha reso noto al termine dell’ultima seduta, evidenziando come l’efficienza di ogni risorsa umana a marzo e aprile di quest’anno sia migliorata del 20% rispetto allo stesso periodo nei tre anni precedenti, disponendo da casa – o da dove si vuole – di tutti gli strumenti che prima il dipendente utilizzava in ufficio, compresa l’interazione in azienda ed i rapporti umani con i colleghi.

«Il modello smart, messo a punto da Sogeea con ALEX, non è un telelavoro – spiega il Presidente del Consiglio di Amministrazione Ing. Sandro Simoncini – ma un sistema nuovo che mette al centro dell’attenzione la qualità della vita ed il rapporto tra la risorsa e l’azienda, facendogli assumere un carattere innovativo ma soprattutto prezioso. Abbiamo puntato su tre aspetti – la ricerca di un nuovo sistema di lavoro efficiente, la creazione di un ambiente ideale per il lavoratore e la scelta di piattaforme altamente innovative, scegliendo Microsoft e Opensolution come partner per questa operazione».L’emergenza della pandemia Covit-19 ha fatto capire a molte aziende come possano gestire meglio ogni attività, escludendo anche ciò che prima si riteneva indispensabile e che magari rubava tempo prezioso alle risorse.

Sogeea (azienda che opera nel settore Real Estate italiano, specializzata nella regolarizzazione degli asset immobiliari e in operazioni di valutazione acquisizione e dismissione dei patrimoni immobiliari) inverte la rotta verso una gestione aziendale green e sostenibile. Basti pensare al taglio di tutto il materiale di consumo generalmente impiegato in ufficio come carta, toner e cancelleria varia. Non solo. Oggi, lunedì 4 maggio, i dipendenti e collaboratori Sogeea rimarranno a casa evitando il pericolo di assembramento, contribuendo a ridurre sia il traffico cittadino sia le emissioni nocive generate dai mezzi di trasporto.«Abbiamo solo anticipato quello che in Italia succederà tra qualche anno – ha concluso Simoncini – puntando l’attenzione alla qualità della vita personale e riscontrando la soddisfazione delle nostre preziose risorse umane che grazie a questa nuova riorganizzazione aziendale da ora in poi avranno la possibilità non solo di lavorare da casa, recuperando la durata di percorrenza, spesso interminabile, per giungere in ufficio, ma soprattutto di conciliare i tempi di vita personale e lavoro».

“Lavoro sì, ma da casa e per sempre?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Sogeea SpA, prima azienda in Italia, dice addio a tutti gli uffici aziendali in Italia e in Albania; nonostante oggi segni per molti il rientro al lavoro, da ora in poi Sogeea impiegherà i propri dipendenti e collaboratori solo in smart working grazie ad ALEX, il nuovo sistema digitale ideato dall’azienda che ricrea in qualsiasi posto l’ambiente ufficio. Dopo aver verificato la conclusione positiva di tutti i test sule nuove piattaforme, il Consiglio di Amministrazione lo ha reso noto al termine dell’ultima seduta, evidenziando come l’efficienza di ogni risorsa umana a marzo e aprile di quest’anno sia migliorata del 20% rispetto allo stesso periodo nei tre anni precedenti, disponendo da casa – o da dove si vuole – di tutti gli strumenti che prima il dipendente utilizzava in ufficio, compresa l’interazione in azienda ed i rapporti umani con i colleghi.«Il modello smart, messo a punto da Sogeea con ALEX, non è un telelavoro – spiega il Presidente del Consiglio di Amministrazione Ing. Sandro Simoncini – ma un sistema nuovo che mette al centro dell’attenzione la qualità della vita ed il rapporto tra la risorsa e l’azienda, facendogli assumere un carattere innovativo ma soprattutto prezioso. Abbiamo puntato su tre aspetti – la ricerca di un nuovo sistema di lavoro efficiente, la creazione di un ambiente ideale per il lavoratore e la scelta di piattaforme altamente innovative, scegliendo Microsoft e Opensolution come partner per questa operazione».L’emergenza della pandemia Covit-19 ha fatto capire a molte aziende come possano gestire meglio ogni attività, escludendo anche ciò che prima si riteneva indispensabile e che magari rubava tempo prezioso alle risorse. Sogeea (azienda che opera nel settore Real Estate italiano, specializzata nella regolarizzazione degli asset immobiliari e in operazioni di valutazione acquisizione e dismissione dei patrimoni immobiliari) inverte la rotta verso una gestione aziendale green e sostenibile. Basti pensare al taglio di tutto il materiale di consumo generalmente impiegato in ufficio come carta, toner e cancelleria varia. Non solo. Oggi, lunedì 4 maggio, i dipendenti e collaboratori Sogeea rimarranno a casa evitando il pericolo di assembramento, contribuendo a ridurre sia il traffico cittadino sia le emissioni nocive generate dai mezzi di trasporto.«Abbiamo solo anticipato quello che in Italia succederà tra qualche anno – ha concluso Simoncini – puntando l’attenzione alla qualità della vita personale e riscontrando la soddisfazione delle nostre preziose risorse umane che grazie a questa nuova riorganizzazione aziendale da ora in poi avranno la possibilità non solo di lavorare da casa, recuperando la durata di percorrenza, spesso interminabile, per giungere in ufficio, ma soprattutto di conciliare i tempi di vita personale e lavoro».

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Emergenza Covid-19: nel futuro cure con anticorpi monoclonali, uno o più vaccini e condivisione globale dei dati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Non ci sarà un vaccino a breve, ma vogliamo portare in Italia la sperimentazione clinica e la produzione degli anticorpi monoclonali contro Covid-19”. Lo ha annunciato questa sera il genetista dell’Università di Roma Tor Vergata, il professor Giuseppe Novelli, durante il suo intervento nel webinar ‘Pandemia Covid-19: la strada per una cura. L’impatto scientifico, sociale ed economico dei vaccini e delle terapie, oggi e domani’ promosso da Edra e moderato dall’Onorevole Beatrice Lorenzin, già ministro della Salute. “Speriamo a breve di realizzare allo Spallanzani studi in vitro e poi la sperimentazione in 2-3 centri clinici su un gruppo di pazienti”, ha aggiunto Novelli. Dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, il professor Giuseppe Ippolito ha concordato sui tempi del vaccino: “Ci sono varie fasi di sperimentazione da rispettare, per questo i tempi non saranno così brevi”. Ippolito ha inoltre ricordato che “La scienza si fa con gli Open Data. In una pandemia i dati devono essere pubblici, non bisogna essere gelosi dei dati” e, ha aggiunto “le malattie infettive vanno combattute con modelli di governo, di prepardeness”. Pensiero condiviso anche Stefano Bertuzzi, CEO dell’American Society of Microbiology che ha portato l’esperienza USA.
Pier Paolo Pandolfi della Harvard Medical School di Boston ha evidenziato che “gli Stati Uniti hanno dato 450 mln di dollari all’azienda Moderna per sviluppare il vaccino contro Covid-19”. Attualmente è in fase II di sviluppo: “Questo vuol dire che le prime dosi ovviamente andranno agli americani e forse in Italia arriveranno tre anni dopo”.
“Questi interventi sottolineano che sul fronte delle azioni contro il virus e di prevenzione ci deve essere una linea nazionale, anzi continentale – ha aggiunto Beatrice Lorenzin -. Dobbiamo adeguare le nostre istituzioni sanitarie alle emergenze e alle sfide che ci sta ponendo un mondo sempre più globalizzato. Il tema degli Open Data lo portiamo avanti da anni e ci servirà per sviluppare la nostra ricerca clinica e sperimentale”.
Poi ha concluso: “Questo incontro ci dimostra come i decisori politici debbano creare da ponte tra il mondo della ricerca e il mondo della decisione. Oggi abbiamo fatto il punto su alcune questioni focali e strategiche che si spingono oltre il Covid- 19 e vanno verso la necessità di riorganizzare la nostra società e le politiche della scienza, che sono sempre di più politiche della nostra vita quotidiana”.

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