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MILANO. "GIROPIZZA" AL CACTUS JUICE - €12 (sabato €20)

Cactus juice - pizza bio

I PIACERI DELLA… PIZZA

ovvero "i piaceri della carne..."

 

Pur essedo la pizza entrata ufficialmente nell’olimpo delle eccellenze alimentari, patrimonio dell'umanità, c'è pizza e pizza. Se desiderate togliervi almeno per una volta la voglia di pizza “doc” mangiando a volontà i vostri gusti preferiti, ad un prezzo imbattibile (12 euro, eccetto il sabato), andate al Cactus Juice Cafè di Milano, via Gaudenzio Fantoli 7. Si perché, oltre al “Girocarne” (altra specialità assolutamente da non perdere), il menù del locale propone un indimenticabile “Giropizza”: l’incredibile prezzo comprende anche la birra o altro “soft drink” ed il caffè. Ogni sera gli esperti pizzaioli del  Cactus sfornano di continuo un’ampia gamma di colorate pizze dal diametro di 50 centimetri, che vengono tagliate in otto fette: tanti gusti che a rotazione vengono serviti ai tavoli. La formula è “all you can eat”: avete capito bene, potete gustare tutta la pizza che volete. La quantità, però, non è il principale pregio. Al Cactus trovate soprattutto la qualità: la pizza è molto leggera e digeribile, preparata con ingredienti biologici controllati che garantiscono un valore nutritivo eccellente e nessuna contaminazione di sostanze chimiche. L’impasto rispetta le più antiche tradizioni della panificazione con tempi di lievitazione lunghi ed è fatto con una varietà di farine biologiche macinate a pietra e lavorate a mano. Insomma, una pizza ad alta digeribilità che elimina i tipici problemi di gonfiore, pesantezza e sete inestinguibile. La digeribilità della pizza è strettamente legata alla trasformazione dell’amido, contenuto nella farina, in zuccheri semplici. Questo laborioso processo richiede: conoscenze biochimiche, perizia artigianale, etica e… senso di responsabilità verso i Clienti. Al Cactus la priorità è riservata alla selezione delle materie prime, alla lievitazione naturale ed alla cottura in forno rigorosamente a legna: è tutto questo che fa sentire veramente la differenza di sapore dalla “solita pizza”... È un prodotto di eccellenza, di qualità, diverso, più sano (indicato perciò anche per i più piccini) da gustare in un'atmosfera accogliente, particolare, unica.

Provare per credere!

 Giropizza Cactus - luglio agosto

TRA LEGGENDA E TRADIZIONE

regina-margherita “A pizza nu pranzo po’ puveriello e nu sfizio pà nobiltà”, ed infatti la pizza è sempre stato un piatto del popolo invidiato dalla nobiltà. La tradizione vuole che nel giugno 1889 la Regina Margherita  di Savoia  invitò a corte il più famoso pizzaiolo della città, per assaggiare il piatto che tanto piaceva al popolo napoletano. Fu così che Raffaele Esposito della pizzeria Brandi (la nota pizzeria fondata nel 1780 e ancora oggi attiva in una traversa di via Chiaia, a Napoli)  per onorare la regina d'Italia preparò tre varietà di pizza, una con olio, formaggio e basilico; una con i “cecenielli” (bianchetti) e una con mozzarella e pomodoro a cui la moglie aggiunse una foglia di basilico, ispirata dal colore della bandiera sabauda: verde basilico, bianco mozzarella e rosso pomodoro, e la chiamò proprio come la regina.

Da allora sono passati 124 anni, ma cronologicamente, la pizza napoletana più antica è la "mastunicola", la cui origine dovrebbe datare 1660. Una storia infinita, che parte da lontano e sconfina nella leggenda. Si narra che nel 1772, Ferdinando di Borbone, re di Napoli dal 1751 al 1825, avesse violato le regole dell'etichetta entrando nella pizzeria di Antonio Testa detto n'Tuono, che aveva la bottega alla Salita S. Teresa. Il re volle assaggiare quell’alimento così amato  dal suo popolo e, a Corte, lo descrisse con parole ispirate. Allora nobiluomini e nobildonne della Corte napoletana lo imitarono e la "pizzeria" divenne un locale alla moda. Già nel 1830, un certo "Riccio", nel libro “Napoli, contorni e dintorni”, aveva descritto una pizza a base di pomodoro, mozzarella e basilico. Francesco De Bourcard nel 1866, parlando delle tradizioni di Napoli riporta la descrizione dei principali tipi di pizza, ossia quelli che oggi prendono il nome di pizza marinara, pizza margherita e calzone:

«Le pizze più ordinarie, dette coll'aglio e l'oglio, han per condimento l'olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l'origano e spicchi d'aglio trinciati minutamente. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite collo strutto, e allora vi si pone disopra qualche foglia di basilico. Alle prime spesso si aggiunge del pesce minuto; alle seconde delle sottili fette di mozzarella. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomodoro, di arselle, ecc... Talora ripiegando la pasta su se stessa se ne forma quel che chiamasi calzone. »

(Francesco de Bourcard, “Usi e costumi di Napoli”, Vol. II)

 

 

 

 

             

                               Prezzo € 25,00 a persona.

A Milano il nuovo Cactus Juice Cafè, inaugurato il 9 ottobre 2007, sorge in una struttura post industriale, sembra un grande loft di circa 900 mq. L'atmosfera è quella di un locale newyorkese, i materiali usati sono il ferro, il legno grezzo, il vetro e l'acqua. Tutto sapientemente distrubuito e contrastato dalle tinte forti dei suoi muri ed arredi. Anche qui l'atmosfera, malgrado il suo look più minimalista, è calda e sensuale. Durante il giorno il locale si trasforma in un bellissimo self-service che non finirà di stupirvi per la qualità dei suoi cibi, delle sue torte "fatte in casa", e delle fantastiche ed originali insalate.

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