FATMA RUFFINI: “La Signora di Mediaset”

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Scegliere un personaggio da intervistare non è facile, soprattutto reputo che fare una bella intervista e trasmettere ai lettori delle emozioni sia sempre complicato. Prima di tutto si deve entrare in sintonia con l’intervistato, ma dopo spetta a chi scrive trasmettere quelle sensazioni che si sono provate dal vivo, con il personaggio di fronte! Ecco, io sono stato fortunato, poiché il personaggio che ho avuto l’onore di intervistare è lei, la Signora di Mediaset, Fatma Ruffini. Ho letto tutto di un fiato il suo ultimo libro, mi sono incuriosito, il personaggio era lei, chiamo il mio Editore, lui acconsente e fisso un appuntamento a Cologno Monzese. La Signora Ruffini mi riceve nel suo ufficio, mi siedo alla grande scrivania, dietro di lei ci sono tantissime piante, l’atmosfera è quella di un grande ufficio dirigenziale. Da subito scambiamo qualche battuta, cerco sul mio iPhone l’icona “memo vocali” per registrare l’intervista, la Signora Ruffini è interessata, mi dice che è una applicazione molto utile e prende appunti su un foglio (scappa una risata - ndr)... il ghiaccio è rotto, si comincia!

TV RuffiniSignora Ruffini, Lei è la persona che ha ideato più trasmissioni televisive di chiunque altro e ha saputo profondamente innovare la televisione italiana, come è iniziato il suo percorso televisivo?

Incontrando Silvio Berlusconi! Questa televisione non era ancora nata, abbiamo cominciato a parlare, discutere e cercare idee per realizzare dei programmi. Berlusconi mi disse: “Lei vada e faccia!”. La prima cosa di cui mi sono occupata è stata quella di seguire un programma per il mattino, che ai tempi ancora non c’era, “Buongiorno Italia”. Poi è arrivato Mike Bongiorno e ho cominciato a seguire tutti i suoi programmi, quindi da lì è partito tutto. 

Ci può raccontare il suo primo incontro con Silvio Berlusconi?

Il mio primo incontro con Berlusconi è stato in Via Rovani a Milano. Allora Berlusconi aveva gli uffici nella ex villa Borletti, una bellissima villa situata in una piccola traversa di Via Vincenzo Monti. Ricordo ancora che ero nel salottino ad attendere, lui è arrivato e mi ha detto: “Buongiorno, sono Silvio Berlusconi!”... È stato un bell’impatto, abbiamo parlato per circa un’ora e da quel momento è partita la mia avventura! È stato un incontro molto semplice, lui è così, molto cordiale, un uomo alla mano e disponibile, una persona molto affabile e simpatica, una persona che ti conquista.

Che tipo di editore è stato Silvio Berlusconi. Un uomo che imponeva le sue idee o che lasciava margini di autonomia si suoi collaboratori?

Tutte e due le cose, lui dava la linea guida, sapeva trasmettere cosa desiderava e come voleva che le cose fossero realizzate, poi responsabilizzava i vari dirigenti e alle nostre proposte diceva “sì” oppure “no” ...e quando arrivava il sì noi eravamo liberi di fare, ma se andava male non la faceva passare liscia (ride - ndr).

Quando ha capito di aver raggiunto il successo?

Dipende da cosa intende per successo! Se lei intende il successo delle mie trasmissioni le rispondo che quando una trasmissione piace a milioni di telespettatori significa che è un successo... E di successi di questo genere ce ne sono stati tanti. Se invece intende il mio successo personale, visto che queste trasmissioni le ho fatte io, ecco, allora le cose sono diverse. Il successo è quando hai la libertà di lavorare in autonomia e di sceglierti le persone con cui lavorare. Questa è la più grossa conquista poiché il gruppo di lavoro è fondamentale.

Qual è il programma che le è rimasto nel cuore?

Sono tantissimi i programmi che ho fatto però quello che ancora oggi ha successo è “Scherzi a Parte”, uno show che ho ideato io e che dunque ho nel cuore. Pensi che abbiamo fatto più di mille scherzi! (La Signora Ruffini ha fatto circa 120 programmi - ndr)

Quale personaggio ha meglio interpretato e condotto un suo show? E quale l’ha delusa?

Vede, ogni personaggio viene scelto a seconda delle caratteristiche del programma. Se la scelta è giusta farà un buon lavoro, ma se sbagliamo noi nella scelta e mettiamo un personaggio che non è adatto a quel tipo di programma, facciamo un cattivo servizio al conduttore e al programma stesso, dunque risponderle è difficile, è una decisione che viene fatta a monte. Un conduttore alla Mike Bongiorno, impostato sul fare bene i quiz non sarà mai adatto a un reality poiché ha un altro linguaggio.

Quanto è stata importante Milano nello sviluppo delle televisioni commerciali?

È stata fondamentale, è nato tutto qui! Berlusconi è stato molto lungimirante, quando ha creato il bellissimo quartiere di Milano Due (scambiamo come dei veri appassionati qualche storia legata alla costruzione di questo quartiere - ndr) ha pensato di fornire agli abitanti del quartiere una televisione via cavo. Da questa idea si è domandato “ma perché non farla per tutti gli italiani?”. Erano gli anni ’70, un’idea all’avanguardia per quel periodo.

Cosa manca alla TV oggi e quale sono i suoi attuali progetti?

Secondo me alla TV di oggi, che è molto ricca, manca un po’ di innovazione, un po’ di ricerca e un po’ di personaggi nuovi. Manca un linguaggio nuovo, oggi dobbiamo costruire il domani e la ricerca continua è fondamentale!

FATMA RUFFINI 300xMa parliamo adesso del suo nuovo libro, che racconta la storia di Fatma Ruffini, la “lady di ferro” di Mediaset che si intitola “La signora di Mediaset - La mia vita con Berlusconi e i divi della TV”. Edito da Mondadori questo libro è uno spaccato della più famosa azienda televisiva privata italiana. Per la prima volta si racconta fuori dagli studi di Cologno Monzese con tante storie interessanti, dal primo incontro con Silvio Berlusconi nel 1981 fino ai successi del Karaoke, Scherzi a Parte, Casa Vianello, Stranamore e molti altri ancora. Ha intercettato gusti, ha scoperto personaggi, ha acquistato e personalizzato format da tutto il mondo... ma, soprattutto, ha amato il dietro le quinte dei suoi programmi e la sua famiglia! Porgo alla signora Ruffini qualche domanda su questo bellissimo libro.

Come è nata l’idea di questo libro?

Ero in barca, in vacanza con amici, e uno di loro, Nicola Sorrentino il famoso dietologo che ha scritto tanti bellissimi libri, mi ha detto: “Perché non scrivi anche tu un libro?”. Detto e fatto, ha chiamato l’editore e al ritorno dalla vacanza mi hanno fissato un appuntamento e così è partita questa avventura!

A chi si rivolge?

Credo che il libro si rivolga a tutti, addetti ai lavori e non. L’ultima parte è un po’ tecnica, ma racconto anche tante storie di personaggi famosi, dunque è un libro che si rivolge ad un pubblico vasto.

Pensa che questo libro possa dare spunti agli attuali direttori TV per riportare quello spirito di entusiasmo e di sperimentazione nei palinsesti di oggi?

Non sono così ottimista (sorride - ndr). Un libro non può fare tutto questo! Non bisogna vivere sul passato, bisogna vivere oggi avendo come obiettivo il domani... il passato siamo noi e tutto quello che abbiamo vissuto. Oggi siamo il frutto di tutto quello che abbiamo fatto nel passato, l’oggi è importantissimo e dobbiamo guardare avanti, sempre.

Sono riuscito a stuzzicare la vostra curiosità? Spero di sì poiché penso che questo libro sia un’ottima idea da mettere sotto l’albero di Natale, da regalare a tutti i curiosi e agli appassionati di TV. Un libro facile, veloce e ricco di passione, uno spaccato della storia della televisione commerciale italiana, ricco di racconti. Pensate che la prima trasmissione che la Signora Ruffini ha acquistato negli Stati Uniti è stato “Ok il prezzo è giusto”, ma di questi aneddoti ce ne sono molti altri. Il mio consiglio è quello di fare questa lettura, che a me ha fatto ricordare momenti bellissimi della mia vita, sempre legati alla televisione, un mezzo che ancora oggi ha molto da raccontare!

Luca Medici

www.my-home.biz

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