MILANO PER PAOLO LIMITI. COME “ET”: «CASA»

Il piccolo schermo ci ha fatto amare la classe e l’eleganza che contraddistinguono i programmi di Paolo Limiti, autore, compositore, conduttore televisivo. L’abbiamo incontrato nella sua casa milanese.

Paolo Limiti Ph Nick ZonnaLe sue trasmissioni sono “sul filo della nostalgia”: da sfatare o confermare?

Direi che è vero che sono sul filo, o meglio, sul filone della nostalgia, intesa però come voglia di guardare alle nostre radici. Vorrei dire anzi che questo è un bel ricordare. Nel mondo dello spettacolo si fanno molto spesso dei riferimenti al passato, voglio dire oggi si parla della Callas e mai nessuno ha parlato di nostalgia, mentre quando si parla della Callas lo stai facendo con nostalgia, stai parlando di una persona scomparsa da tantissimi anni e che ci manca. È lo stesso quando vedi un film con Marilyn Monroe, una persona che da 50 anni non ci è più vicina… Quindi direi che sotto questo profilo mi fa un pò ridere questa connotazione, perché nostalgia diventa tutto: allora nessuno potrebbe più citare Manzoni, Napoleone né altri personaggi del passato senza essere “sul filo della nostalgia”…

Nato a Milano, l’infanzia a Torino e poi altre città... Cosa rappresenta Milano?

Milano come per “ET” per me rappresenta “casa”. A Milano sono cresciuto, l’ho bevuta, l’ho mangiata, mi appartiene… è casa mia. Milano per me vuol dire poter girare ogni angolo della mia città, conoscendo il carattere delle sue persone, divertendomi a vedere come cambia. Non cambierei Milano con nessuna città, nemmeno con Hollywood che è stato uno dei miei sogni, quando ero ragazzo. Per me Milano è una culla dove ti senti protetto, ti senti a posto e dove sai come muoverti quando hai bisogno di qualcosa, insomma è casa, questa è la parola che per me riassume tutto.

Costanzo, Rispoli, Funari, Baudo… tanti i personaggi con cui ha lavorato. Un ricordo particolare?

Sono tanti i ricordi… ,ciascuno di loro rappresenta un momento della mia vita …sì, direi che ho un ricordo di tutti piuttosto preciso.

Questa sua innata simpatia da dove deriva?

Paolo limiti Ph Nick Zonna 2136Non saprei rispondere, lo devono dire gli altri. Quando facevo l’autore, non avevo molte possibilità di confronto perché sono molte meno le persone che ti possono incontrare, con la TV arrivi dappertutto ed allora è lì che hai il polso di come ti leggono e devo dire che anche per me è stato così. Sono stato spinto davanti alle telecamere ed io, a dire la verità, non ci volevo proprio andare… Fu Angelo Guglielmi che mi ci buttò e ricordo che quando mi sono trovato davanti all’obiettivo mi son detto: “Ops… adesso cosa faccio? Ho deciso subito, faccio una cosa sola, faccio me stesso e se funziona bene, se non funziona arrivederci e grazie, torno indietro”. E… ha funzionato. Molte volte mi sono sentito dire questa cosa della simpatia... non saprei come spiegarla, preferisco lasciarlo fare agli altri.

E tutte quelle canzoni di successo che ha firmato, come le sono venute?

La chiave è da ricercare in parte nella storia della mia famiglia. Mio nonno scriveva, ha vinto premi di poesia. Mia madre ha fatto la giornalista e per molti anni ha collaborato con Scerbanenco, scriveva e ha vinto anche lei premi di poesia. Poi trovo ispirazioni anche nella mia casa, io lavoro qui, molte volte anche durante la notte, perché è tutto più tranquillo, non ci sono i telefoni, sei solo e quindi ti puoi concentrare molto meglio. In questo periodo sto lavorando moltissimo fino a tardi, alle tre… a volte fino alle quattro di notte, ovviamente dormo di più al mattino!

In futuro? Solo TV?

Mi piacerebbe molto fare del Cinema anche se diciamo il primo progetto vero è in corso da ormai 5 anni, nel senso che mettere insieme diverse produzioni è molto complesso. Lo sa bene un produttore spagnolo che vuole assolutamente realizzare un film su una storia che ho scritto, è riuscito a coinvolgere una coproduzione messicana, ma adesso si sta cercando quella Italiana. Nascerà quindi il film, ma nel cinema è necessario essere pazienti, è così: Spielberg per il suo ultimo film mi ha detto che ci ha impiegato 10 anni. Stiamo parlando di Spielberg, quindi si figuri io!

Proliferano, riviste, libri e trasmissioni TV dedicate alla Cucina. Che rapporto ha con la cucina?

Io l’ho avuta la passione per la cucina. Quando non sapendo cucinare neanche un uovo decisi di fare un programma TV (era il 1978), una trasmissione che insegnasse cosa volesse dire soffriggere, un pizzico di sale… insomma tutti questi termini di cucina. A quel tempo ero direttore di Telemontecarlo, ideai la trasmissione “Telemenù” e chiamai a condurla Wilma De Angelis. Devo dire che ho avuto modo di imparare tante cose, anche perché la trasmissione andò avanti 17 anni, tutti i giorni …

Grazie Paolo. Ci lascia un pensiero per i milanesi?

Fioeu, Tiremm innanz!

Dario Bordet

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