CRISTIANO MALGIOGLIO: UN ARTISTA CULT

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Cristiano Malgioglio

«Tutti vorrebbero fare gli artisti» mi dice Cristiano Malgioglio, durante una pausa dalle riprese del programma Grand Hotel Chiambretti, «oggi però non si fanno più i sacrifici; quelli che escono dai talent hanno già tutto pronto. Noi eravamo artisti di strada e abbiamo faticato; se resistiamo oggi è perché abbiamo alle spalle un percorso molto duro». I tempi sono cambiati: oggi c’è una turnazione molto veloce e gli artisti, dopo pochi anni finiscono nel dimenticatoio. Una cosa è certa: non ci sarà più una Mina, una Patty Pravo, Ornella Vanoni; non ci sarà più una vera showgirl come Raffaella Carrà, che sa ballare, cantare, condurre e recitare. «Oggi gli artisti non hanno più quel mix di talenti che li rendano completi».

Nel ‘74, giovanissimo, hai vinto Sanremo come autore: quali sono i tuoi ricordi?

Ho avuto la fortuna di incontrare Iva Zanicchi con un team di amici autori, tutti affiatati e alle prime armi. L’ho vinto per caso e neanche ci pensavo perché non mi interessava. Ricordo tanta gente attorno a Iva: io avevo talmente fame che sono andato a mangiarmi una pizza. L’indomani ho realizzato quando ho visto la notizia su tutti i giornali, e c’era anche il mio nome.

Sei un cittadino del mondo: qual è il Paese che ispira di più la tua arte?

Il Brasile: sono nato con la musica brasiliana nel sangue. Ho poi scoperto Cuba. La mia anima è internazionale. Ho ascoltato più musica degli altri paesi che quella italiana. Ho conosciuto cantanti che mi hanno emozionato, come Luigi Tenco, uno dei primi artisti che ho incontrato. Altri artisti meravigliosi, De Andrè che poi mi ha scoperto, Umberto Bindi; ero pazzo della voce di Gino Paoli. Ero molto complessato perché avevo un’acne tremenda al viso e allora mi cullavo con la sua voce.

Componi prima la canzone o prima scegli l’interprete?

Scrivendo ho sempre pensato a Mina; quando pensavo a lei venivano fuori delle parole diverse. Molte canzoni sono state rifiutate da Mina e sono state poi interpretate da altre. La Vanoni mi chiedeva se le avessi rifilato uno scarto di Mina.

Nel caso della canzone “Ho fatto l’amore con me”, come hai scelto Amanda Lear?

Al tempo lavoravo con Giuni Russo, la più grande cantante che abbiamo avuto in Italia. Amanda era un’artista esplosiva: le avevamo proposto questo pezzo, molto ironico e divertente; parlava della masturbazione, con tantissima eleganza e senza volgarità. Amanda era l’interprete giusta.

Un ricordo di Giuni Russo

A casa mia sempre, cucinavo per lei. Eravamo grandi amici, sempre uniti: era un divertimento stare con lei.

Oltre la musica, cosa c’è nel tuo cuore?

La ricerca continua di cose nuove e di emozioni. Non c’è nulla… e c’è tutto

Quale canzone del tuo repertorio ti rappresenta maggiormente?

Sicuramente la mia prima incisione dal titolo “Nel tuo corpo”: una canzone scritta da Roberto Carlos.

Quanto la censura ha inciso in positivo o negativo sulla tua carriera?

La censura viziata ha sempre scritto gratuitamente: io stimo i critici intelligenti, pertanto non mi sono mai creato alcun problema. All’inizio ho sofferto molto, anche perché ero un personaggio trasgressivo. Col tempo sono diventato un personaggio trasversale che sta da tutte le parti: in prima o seconda serata, al mattino. Questa è stata la grande fortuna del mio personaggio. È per me fondamentale l’educazione per entrare nelle case delle famiglie che mi seguono; non posso essere simpatico a tutti… ma fa parte del gioco.

La tua esperienza televisiva dalla rai a mediaset: cos’è cambiato?

Io sono figlio della Rai: è la mamma che mi ha dato il successo. Mediaset è una mamma nuova. È un’altra grande e meravigliosa famiglia: ho mamma Rai e mamma Mediaset, due bellissime mamme. Adesso non voglio essere legato: voglio divertirmi e sono felicissimo che Chiambretti abbia pensato a me.

Progetti nel cassetto

Da quando se ne è andato il mio amico Corrado Castellari, con il quale ho scritto le più belle canzoni per Mina, per la Vanoni, ho risentito di una grandissima perdita. Con Corrado c’era una sintonia speciale e adesso devo fare senza di lui. Progetti? Tanti!

L’esperienza dell’isola dei famosi

L’ho fatta perché Simona mi voleva e perché stavo attraversando un momento particolare della mia carriera. La prima volta l’ho fatta con un po’ di incoscienza: ricordo solo che ho sofferto una fame tremenda. Nella seconda edizione non mi sono adattato tant’è che ho abbandonato l’isola. straordinario.

Ti piacerebbe condurre un programma? Se sì, di che genere?

C’è un progetto musicale in cantiere.

Mina è per te…

Unica.

Come si fa a diventare amico di Cristiano Malgioglio?

Io ho tanti amici e pochissimi amici. Sono tutti sparsi per il mondo. Sono amico di tutti. Vado al mercato e mi fermo a mangiare un panino con la mortadella per strada, in mezzo alla gente che mi riconosce e mi chiede se anch’io faccio la spesa. Non è difficile essere amico mio, ma devo sentirlo di pancia.

Mauro Caldera

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