FRANCESCO ALBERONI: UNA VITA FRA "AMORI" E "MOVIMENTI"

Francesco Alberoni r

Francesco AlberoniClasse 1929, piacentino, Francesco Alberoni si laurea a Pavia con una tesi sulla Psicologia della testimonianza. Si trasferisce a Milano dove è assistente di Padre Agostino Gemelli, diviene poi Libero Docente in Psicologia e insegna in diverse Università. È il primo italiano a scrivere di "sociologia dei consumi" ed è considerato il più importante studioso internazionale dei "movimenti collettivi". Nel '79 pubblica "Innamoramento e Amore" che, tradotto in 24 lingue, ha un successo tale che gli darà fama mondiale. Rettore alla IULM, consulente-sociologo, scrittore, collabora oggi con il Il Giornale dopo aver lavorato per quasi 30 anni per il Corriere della Sera. 

Francesco Alberoni: sociologo, psichiatra, accademico, giornalista, scrittore e …non solo 

No, no, sono solo un sociologo, non sono neppure un giornalista professionista. 

Sociologo ma anche scrittore: ha pur scritto oltre 50 libri 

Sì ma, vede, sono uno scrittore particolare, perché in realtà il libro che mi ha dato fama internazionale "Innamoramento e Amore" non è un romanzo ma un saggio anche abbastanza complicato come quello successivo - "Ti Amo" - saggi che affrontano un tema che non aveva mai trattato nessuno. Vede non mi sono mai considerato uno scrittore tradizionale, ma uno studioso. Se lei avesse fatto questa domanda a Freud o Jung le avrebbero risposto allo stesso modo: sono nella categoria degli scienziati famosi eppure hanno scritto saggi tradotti in tutto il mondo. 

L'idea di scrivere d'amore negli anni 70 ha favorito questo successo? 

In verità avevo già scritto delle cose sull'argomento negli anni '60. All'epoca la gente aveva altri interessi, aveva in mente il marxismo, la lotta di classe, la rivoluzione, il '68. Viceversa, finita questa grande orgia collettiva del marxismo, si è scoperto ciò che avevo scritto sull'amore ed è stato un botto, perché anche i russi si innamoravano e così come i giapponesi... 

Se dovesse scrivere oggi "Innamoramento e Amore" cambierebbe qualche cosa? 

Qualche anno fa la Rizzoli lo ha ripubblicato con qualche piccolo cambiamento che ho fatto, ma non nella sostanza. È lo stesso libro per il 98%. No, è un libro che deve rimanere così. 

Poi ha scritto "Ti amo". I sentimenti non sono cambiati? 

"Ti amo" ha ottenuto un successo mondiale, è stato tradotto anche in cinese. Sa, io non credo che l'essere umano cambi in cosi pochi anni. Le basi dei sentimenti restano le stesse, l'amicizia descritta da Cicerone, da Montaigne è l'amicizia di oggi. Magari oggi per i giovani si chiamano "cotte", incontri che finiscono molto presto e non lasciano traccia, non vorrei chiamarli "innamoramento". Il fatto che i ragazzi inizino presto ad avere rapporti sessuali porta ad un mutamento dell'adolescenza; poi finita l'adolescenza anche questa turbolenza finisce e nascono i problemi della coppia moderna che viene divisa da mille ragioni, dal lavoro, dalle difficoltà… Insomma tante cose complicano la vita di coppia oggi, comunque più a rischio perché c'è il divorzio breve, addirittura il Papa introdurrà l'annullamento facile. Insomma bisogna che ci sia un tipo di amore molto forte perché le unioni tengano. Infatti nel mio ultimo libro che considero il più importante, "l'Arte di amare", è dedicato all'amore che dura. Perché il problema della nostra società non è l'innamoramento, ma che questo duri perché altrimenti si rompe la coppia. Il mio ultimo libro è dedicato così ad un problema di cui la gente non ha ancora consapevolezza adesso. Donne di Partinico, 1982  

Professore l'era di internet ha cambiato questo tipo di rapporti?

Ha cambiato moltissimo le relazioni perché ognuno ha rapporti con tutti ovunque, internet ha favorito tantissimo gli incontri al di là della coppia. Oggi c'è gente sposata che "scrive" lettere d'amore a qualcuno che magari sta all'altro capo del mondo. In realtà con internet c'è questa incredibile facilità di mettersi in contatto con tutti, basta scrivere a siti come "Meetic" dove si può incontrare e avere risposte da gente che non si conosce, che vive in Australia o magari nella porta accanto. Insomma è facile, poi le cose possono andare bene o male, come in tutte le cose della vita. Bisogna però andare cauti nel giudicare questi incontri perché come sempre accade amori veri ne nascono pochi. 

In questa società globalizzata, abbiamo mandato in soffitta il vecchio detto "moglie e buoi dei paesi tuoi"? 

Non lo so, ma non ne sono così sicuro perché non credo che siano così facili i matrimoni interculturali. Perché quando lei si sposa non sposa solo una moglie, ma la famiglia della moglie, gli amici, i parenti, le abitudini, sposa "una comunità" e se questa è giapponese o turca sposa il suo mondo e si porta dietro una tribù, ed è così che nascono i conflitti. Insomma non è per niente facile. Passiamo dall'Amore a "Movimento e Istituzione" Sì, ci tengo infatti a dirle che io sono uno specialista a livello mondiale nello studio dei "movimenti collettivi", le rivoluzioni, il mondo islamico oggi, il movimento studentesco un tempo. Se lei segue i miei pezzi domenicali su Il Giornale sa di cosa parliamo. Tanto che il mio libro più famoso dopo "Innamoramento e Amore" è "Movimento e Istituzione". 

Nella sua carriera di docente ho scoperto la sua "impresa" con lo IULM 

Lo IULM c'era già come Istituto Superiore che dava la laurea in lingue. Io ne ho fatto una università, l'ho costruita fisicamente e ho costituito il Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche. Poi ho fatto anche il Rettore, ma soprattutto ho trovato i miliardi che servivano, perché fare il rettore è abbastanza facile, ma costruire una università è più complicato. Ho ripagato chi ha messo i fondi con le rette di iscrizione degli studenti che nel giro di un anno sono passati da 500 a mille e poi a 4mila. In 4 anni abbiamo pagato tutto. Questo è il mio merito, aver creato una facoltà molto moderna, di relazioni pubbliche, pubblicità, che non c'era a Milano. Ma straordinario è stato fare il progetto per una università che è andato a coprire un'area di 100mila metri quadrati. 

Prima di concludere una domanda relativa ad Expo: cosa ne pensa e cosa farebbe sul terreno occupato da Expo 2015? 

È un grande successo alla faccia di tutti quelli che non ci credevano. Le dirò che avevo dato una mano a Letizia Moratti quando da Sindaco di Milano si è tanto battuta per ottenere questa manifestazione. Tanto che anche all'inaugurazione di Expo il Presidente Renzi l'ha pubblicamente ringraziata per l'impegno profuso. Per quanto riguarda cosa fare dopo, per esempio può essere rimesso a terreno agricolo. O altrimenti ci vuole un grosso progetto per realizzare cose che mancano, ad esempio un carcere e tanti laboratori per dare un futuro a chi è in carcere, ma anche naturalmente scuole professionali per i giovani, convitti tipo college, noi non abbiamo bisogno di un'atra università. Grazie Professore e… a presto.

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano