LORELLA CUCCARINI «LA PASSIONE È IL MOTORE DELLA VITA»

Lorella Cuccarini rLorella Cuccarini

Cinquant'anni, ma non li dimostra: 'la più amata dagli italiani' si racconta nel suo brillante percorso professionale e di vita. Alle volte un incontro casuale può cambiarci la vita, ed è proprio ciò che è successo a Lorella Cuccarini: 'qualcuno' (non uno a caso ma il grande 'Pippo') ha saputo scoprire il suo talento prima che lei stessa se ne rendesse conto. Insomma si direbbe che un disegno superiore avesse per lei tracciato grandi traguardi: una fantastica famiglia e una brillante carriera professionale, sempre alimentata da una grande passione… quella che fa di lei quella stessa 'ragazzina' che abbiamo scoperto ai tempi di 'Fantastico': energia e grinta da vendere! 

Sei prossima a due importanti progetti a partire dall'autunno: ce ne parli? 

C'è un incastro perfetto di tempi con i prossimi progetti. 'Ti lascio una canzone' sarà innanzitutto il piacere di lavorare con Antonella Clerici che è una donna che stimo tantissimo, poi perché è un programma che ha a che fare con i bambini e con la famiglia. Poi ritornerò in scena nei panni della matrigna cattiva in 'Rapunzel', dalla fiaba dei fratelli Grimm, in chiave comica. Un grande spettacolo dedicato a tutta la famiglia. 

So che a 'Ti lascio una canzone' avrai un importante compito: ci dici quale? 

Quello di selezionare e valutare dei ragazzi che non gareggiano per loro stessi ma per esprimere un loro talento, un'idea che trovo molto allettante. 

Quanto è vero, secondo te, che i talenti si dichiarano già da bambini? 

Capita spesso: basta guardare quegli attori che hanno cominciato da bambini e poi hanno avuto una brillante carriera crescendo. In Italia, ahimè, non abbiamo scuole strutturate per far crescere dei talenti a 360 gradi. Quando si parla di bambini si pensa sempre che sia troppo presto per avviarli a potenziare i loro talenti: si pensa spesso che non si debbano stressare troppo e non li si debba coinvolgere in maniera così pressante quando c'è ancora la scuola da portare avanti. La scuola è sacrosanta ed io sono la prima a riconoscerlo: in America, però, c'è l'occasione di frequentare scuole che parallelamente accompagnano, educano e sviluppano le discipline dello spettacolo. 

Pippo Baudo ha sempre avuto delle grandi parole di elogio per te: è un papà artistico? 

Pippo è stato un vero punto di riferimento per me: mi ha cambiato la vita. È un papà professionale e una figura paterna che nel momento in cui avevo bisogno di crescere mi è stato molto vicino, con la sua serietà, compostezza, anche talvolta con la sua durezza e la sua rigorosità nel lavoro che per me sono state fondamentali. Ho un debito di riconoscenza per Pippo: continuo a vederlo come la persona che mi ha cambiato la vita e che ha creduto in me. Io stessa non pensavo di avere il talento che lui mi ha riconosciuto in quel momento. Non tutti sono in grado di fare i talent scout. Pippo, nella sua vita ha sempre dimostrato di averci visto bene, non soltanto con me ma con tanti altri personaggi. 

Nella tua vita professionale, quale personaggio ricordi con particolare affetto e stima? 

Sicuramente Marco Columbro che è stato per me il compagno per eccellenza: una persona che non scal- LORELLA CUCCARINI «LA PASSIONE È IL MOTORE DELLA VITA» Intervista a cura di Mauro Caldera settembre 2015 7 [personaggio] 8 [personaggio] settembre 2015 pita, non sgomita, che lavora per un progetto, è affettuoso, cavaliere e simpatico. Una persona con cui ho condiviso tanti momenti professionali ma anche una persona amica con cui è bello anche incontrarsi al di là dei rapporti professionali. Siamo amici e ci vogliamo bene. Vogliamo ritornare a teatro: stiamo lavorando per un post Rapunzel; ci siamo sempre considerati una sorta di Ditta, 'Cuccarini e Columbro'. Abbiamo sempre lavorato a teatro, separatamente… e per questo vorremmo proporci in nuova veste, assieme. 

Com'è cambiato il mondo dello spettacolo, da quando hai cominciato? 

È cambiato tanto perché è cambiata la televisione: è cambiata proprio la comunicazione. Io ho cominciato trent'anni fa e se penso a come si concepiva l'assetto televisivo, oggi è completamente diverso. C'è stata una vera rivoluzione. Internet, il computer, i social e i vari modi per far veicolare tutto attraverso la rete ha cambiato ogni cosa. Quando ho cominciato c'erano sei canali: oggi ce ne sono centinaia, tra digitali, satellitari. La programmazione era poca e c'era solo quello: gli investimenti venivano mirati a quei pochi programmi che venivano fatti. I programmi venivano fatti con chi sapeva fare quel mestiere: si puntava sulla professionalità. 

Il teatro ti dà delle emozioni diverse? 

Ti dà sicuramente delle emozioni che non si possono comparare con quelle di un programma televisivo. C'è una grossa differenza: con la televisione hai sempre un grosso filtro che è per l'appunto la telecamera. Tu sai di parlare a milioni di telespettatori, non sai mai quanti fino al giorno dopo, per cui speri che siano il più possibile, ma ripeto, c'è sempre un filtro tra te e loro. Il teatro ti mette sul palcoscenico con delle persone che ti guardano, che sono capaci di regalarti delle emozioni incredibili. Quando guardi il pubblico negli occhi e leggi in loro l'appagamento, la lacrima di commozione e il sorriso, il puro divertimento e il piacere di aver passato una bella serata, tutto diventa speciale. 

Hai sempre dimostrato grande passione per il tuo lavoro. Oggi come ieri? 

La passione è il motore fondamentale: il giorno che dovessi sentire che quella passione si spegne, penso che sarebbe davvero il momento di ritirarsi e fare altro nella vita. 

Rispetto al primo Fantastico, chi è oggi Lorella Cuccarini? 

Se parliamo di energia, voglia di fare, sogni, non sono cambiata moltissimo: sono ancora come la ventenne di trent'anni fa. Dal punto di vista personale sono cambiata tanto: sono una donna realizzata, più lieve e più leggera. Anche i momenti di debolezza lasciano il tempo che trovano: ho più leggerezza, quel giusto che non guasta. Ho imparato a prendermi meno sul serio. 

È l'anno dell'Expo: che rapporto hai con l'alimentazione? 

Il mio rapporto con l'alimentazione credo sia abbastanza sano: noi "siamo quello che mangiamo". Mangiare sano e mangiare in un certo modo penso sia, anche nel nostro caso, un buon modo per rispettare la cucina mediterranea, con ingredienti di primissima qualità. Mi sono sempre voluta molto bene: per star bene dobbiamo mangiare bene e dobbiamo prenderci cura di noi, prima ancora che con i prodotti e con le creme. Bevo molta acqua e pochi alcolici. 

Tu hai vissuto anche un periodo a Milano: che ricordi hai? 

Un ricordo bello della città, degli ambienti di lavoro; respiravo un po' l'atmosfera dei pionieri: ricordo le prime dirette. Avevo un bel rapporto anche con la città, malgrado la nebbia e il freddo. A Milano comunque ci sono ritornata, con il teatro e con le tournée. La considero in qualche modo la mia città di adozione, quella in cui, oltre a Roma, ho vissuto di più.

Mauro Caldera

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