L’ELEGANZA E LA POESIA A SANREMO IL RITORNO DI GRAZIA DI MICHELE, IN DUETTO CON MAURO CORUZZI

Grazia Di Michele r

Grazia Di MicheleOrmai prossimi alla 65edizione del Festival della Canzone Italiana si iniziano a raccogliere curiosità e informazioni partendo dagli umori e dai protagonisti che stanno ormai facendo il conto alla rovescia. Il palco di Sanremo, si sa, è una grande vetrina che può fare brutti scherzi se non la si affronta nel modo giusto. Quest’anno a Sanremo un grande ritorno, quello di Grazia Di Michele che si presenta in duetto con Mauro Coruzzi. Un duo particolare che non passerà inosservato e farà parlare: porteranno il loro progetto, con la giusta maturità di considerare il Festival come un’importante vetrina di ascolto, lontani dalle ansie e dalle aspettative del totoclassifica. Lo stile di Grazia è inconfondibile: le sue canzoni sono poesie fatte di immagini. Tra non molto scopriremo anche lo stile del suo compagno di viaggio…

Come nascono le tue canzoni?

Da sempre c’è qualcosa che mi tocca e mi fa vibrare: può essere amore, tenerezza, sdegno, rabbia… comunque, una corda che pizzicata mi porta a scrivere una canzone. Per me è stato sempre più facile esprimermi attraverso la musica che attraverso il dialogo: ho trovato questo mezzo comunicativo meraviglioso sin da quando ero piccola.

Come hai scoperto questo mezzo, da piccola?

Scrivevo continuamente filastrocche, favole e poesie, per cui deve proprio essere una cosa innata.

Oggi, come scrivi le tue canzoni?

Quando scrivo una canzone è come se scrivessi una sceneggiatura: la immagino e cerco di raccontare quello che vedo e sento.

Le tue canzoni sono arte e parlano spesso di arte…
Amo la pittura, andare alle mostre: sono attratta dalla bellezza universale (che non vuol dire solo estetica).

Dopo Sanremo uscirà il tuo Album: ci puoi dare qualche anticipazione?
Il mio nuovo album avrà per titolo “Il mio blu”: 12 canzoni che corrispondono ad altrettante opere pittoriche, lavorate da Fabio Salafia, un grande pittore siciliano.

Com’è nata l’idea di abbinare le canzoni all’arte?

A volte sono stati i quadri di Salafia a ispirarmi, altre volte sono state le mie canzoni a ispirare lui. Era inevitabile che ne venisse fuori un abum. Nel cd ci saranno le litografie dei quadri, compreso “Io sono una finestra”, il brano che porteremo a Sanremo.

A proposito di “Io sono una finestra”, è nata prima l’opera o la canzone?

Ho scritto il brano pensando a Mauro, mai pensando che poi sarebbe andato a Sanremo. Quando scrivo, lo faccio per il valore della canzone e per quello che voglio dire in quel momento: quando ho deciso di inserire il pezzo nel mio disco, il pittore ha sentito fortemente il senso del testo e il valore del brano dedicandogli un’opera d’arte.

Quando è nato il brano?

Due anni fa: allora non c’era neanche la lontanissima idea di portarlo a Sanremo: è nato per amore ed è stato custodito nel tempo. Ci siamo poi resi conto che aveva una forza: trasudava verità. A quel punto è nata la sfida.

Carlo Conti porterà a Sanremo la novità, con l’attenzione al Festival della Canzone italiana visto con gli occhi della gente. Possiamo definirlo come un cultore della musica italiana e un valido prolungamento di Paolo Limiti: ci stupirà con effetti speciali?

Chapeau a Carlo Conti. Avrebbe potuto sposare mediaticamente l’idea ma non è stato questo il caso. E’ arrivato altro, probabilmente: il giusto messaggio che doveva arrivare. Ha un modo nuovo di rapportarsi con gli artisti.

Mauro è un grande interprete: canta e recita nello stesso momento…

Ma vedrai che a Sanremo canterà… eccome se canterà.

Qual è la canzone che nel tuo percorso ti ha più segnato ed è per te un forte riferimento?
In realtà ce ne sono tantissime anche perché sono tutte miei frutti e soprattutto sempre scritte con la massima sincerità. Io non so scrivere a tavolino. Te ne dico una in particolare: “Io e mio padre”. L’ho presentata al Festival del 1990 che è stato per me una svolta: ho dimostrato a me stessa quello che avevo dentro e la forza che ho usato per tirarlo fuori. Ho capito che stavo parlando di me e mi stavo mettendo a nudo: lo stavo facendo con una canzone particolare. Era l’anno in cui mi presentavo come una cantautrice senza effetti speciali… e forse ho capito che me lo potevo permettere.

Come vivrai questo Festival che ormai è alle porte?

Ci sono tanti modi e tante prospettive per definire e partecipare al Festival. Prima forse sentivo di più il peso, l’investimento e la presenza della casa discografica con la tensione e quel pizzico di paura; oggi non penso alla competizione, alle vendite del disco o ai passaggi radiofonici. Penso di andarci con Mauro e di portare un progetto in cui credo fortemente. Probabilmente ci prenderemo per mano dal primo momento e affronteremo l’avventura a testa alta e con grande sintonia.

Mauro Caldera

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano