ULRICO HOEPLI, IL LIBRAIO EDITORE

Ulrico Hoepli

Ulrico Hoepli nasce a Tutwill nel cantone svizzero della Turgovia il 18 febbraio 1847. Già all’età di 15 anni manifestò una grande passione per i libri tanto da cercare un impiego a Zurigo presso una nota libreria e, più tardi, al Cairo. Queste esperienze lo convinsero ad aprirne una tutta sua e così il 7 dicembre 1870 inaugurò la sua libreria a Milano in galleria De Cristoforis, in pieno centro cittadino. Il giovane Hoepli aveva scelto Milano perché la reputava una città culturalmente molto avanzata e molto vivace, una città già europea. Felice intuizione o fortunata coincidenza, il suo arrivo a Milano fu proprio nel giorno in cui si celebra il suo patrono Sant’Ambrogio, il 7 dicembre. La passione non era comunque solo quella di vendere libri: Hoepli voleva anche produrli. Nel 1871, ad appena un anno dall’apertura della libreria, Hoepli edita il suo primo testo in lingua francese e via via altre collane: non si può non ricordare quella del “libri mignon”, con le straordinarie edizioni della Divina Commedia e dell’Orlando Furioso. Fu lui a coniare il termine “manuale” e nel 1875 pubblicò “Il Manuale del Tintore” e dopo poco “Il Manuale dell’Ingegnere” di Giovanni Colombo (84 edizioni), un cult per tutte le ultime generazioni di ingegneri italiani. Già nel 1897 la collana contava oltre 500 titoli. Seguirono i libri d’Arte e nel 1908 la prima rivista di viaggi “La prima metà del mondo vista dall’auto” e subito dopo “Da Pechino a Parigi” di Luigi Barzini, tradotto quasi contemporaneamente in 12 lingue.

Ulrico Hoepli muore nel 1935 privando Milano di un grande personaggio di spicco nella vita culturale della città. Il lavoro di Hoepli continuò con i suoi famigliari e già nel 1948 i titoli della Casa Editrice Hoepli erano oltre 4.000. Oggi nella via che Milano ha voluto dedicargli e che porta il suo nome, la libreria casa editrice si estende su sei piani ed è la più grande della città. Un’ultima doverosa citazione va al nipote Ulrico che non solo ha consolidato la casa editrice ma, a conferma del grande amore che Hoepli nutriva per Milano, ha donato alla città il Planetario di corso Venezia, vero e proprio centro di incontro per la cultura a ricordo di un grande editore libraio.

tratto da "Milano di Carta" - Milano 24orenews magazine - settembre 2014