EDOARDO RASPELLI ATTORE: DALLA MELA(VERDE) …AL RISO

È ormai ufficiale: Edoardo Raspelli, milanese doc, potrebbe aggiudicarsi a pieno diritto il titolo di ‘personaggio dell'anno’. Noto e apprezzato volto televisivo della trasmissione “Mela Verde”, settimanale di divulgazione enogastronomica, dopo aver raccolto gli allori di una stagione di successi si è imposto una nuova sfida, la più ardua. Il debutto in veste di coprotagonista nel film: “Riso, amore e fantasia...” diretto da Ettore Pasculli e interpretato da un cast artistico eterogeneo quanto altamente creativo. Lo abbiamo intervistato per voi.

EDOADRO RASPELLI - ETTORE PASCULLI

A cura di Francesca Bastoni

Riso Amore e Fantasia - filmDa chi è nata l’idea di questo film?

“Riso, amore e fantasia” è un progetto nato dalla collaborazione degli sceneggiatori e del regista per realizzare un film di qualità, vero e proprio manifesto della cultura italiana in difesa della genuinità. Da questo punto di vista è un film indipendente e fortemente voluto da tutti.

Dagli sceneggiatori e dal regista, intende?

Non solo... anche cast artistico e tecnico. Noi tutti abbiamo sacrificato le nostre vacanze estive per portare avanti la lavorazione del film e le fasi di post produzione. Forse, non dovrei essere io a dirlo, ma la fotografia, le musiche... Tutto si armonizza perfettamente. Per il resto lascio decidere al pubblico che verrà a vederci.

Di che genere di film si tratta?

Direi anzitutto che nel film, un intreccio fra gastronomia, spunti gialli e thriller, vengono affrontati aspetti seri come la falsificazione e la provenienza delle materie prime. Il rispetto e la conoscenza delle risorse presenti sul territorio italiano: il riso, il caffè, la nota produzione casearia, la coltivazione di frutta e l'allevamento dei bovini... insomma un vero e proprio inno al made in Italy.

Nei giorni scorsi c’è stata l’anteprima per la stampa del film; che effetto le ha fatto vedersi sul grande schermo?

È stato emozionante! Rivedermi in quella veste così particolare, nel ruolo di attore... e poi il cinema Odeon scelto per la proiezione del film, da sempre legato ai miei ricordi di gioventù.

È soddisfatto del risultato? Cosa pensa del film, da interprete e… da spettatore?

Come dicevo prima, il film è davvero curato in ogni dettaglio. Il mio personaggio, Goffredo Delle Rose, è stato creato in parte su di me, sulla mia professione di giornalista gastronomico. Ma il lavoro di adattamento al personaggio non è certo mancato! Ho dovuto adottare, secondo le direttive del regista, uno stile di recitazione distaccato e cinicamente appassionato al mio lavoro di critico. Per immedesimarmi e coglierne meglio il senso ho studiato la performance di Toni Servillo in “La grande bellezza”. Il mio temperamento di perfezionista ha prevalso e, riguardandolo, ci sono certe scene che avrei girato in modo lievemente diverso, ma nell'insieme penso che sia un ottimo film e la tematica trattata è davvero degna della massima attenzione da parte del pubblico.

Interessante! È possibile avere qualche dettaglio in più sulla trama?

È la vicenda di Goffredo Delle Rose, il mio alter ego cinematografico, colonna portante della rivista “Cybus” nonché critico gastronomico severissimo e convinto sostenitore delle quattro T: Terra, Territorio, Tradizioni e Talento. Sennonché la pubblicità sul giornale risente gravemente della crisi e il rischio della chiusura diventa una realtà imminente. L'intervento del nuovo editore salva in apparenza la situazione, ma, alla lunga, crea danni peggiori. Il nuovo proprietario rivela ben presto le sue vere intenzioni di affarista privo di scrupoli: più interessato agli introiti che alla difesa delle risorse del territorio. Davanti allo strapotere l'unico in grado di fronteggiare la situazione è proprio Goffredo, che viene preso di mira e colpito con ogni mezzo anche dalla giovane redattrice-spia del padrone, interpretata dalla brava Sarah Maestri… Ma non anticipo più nulla per non togliere suspense al pubblico. Posso solo dire che, come in ogni giallo che si rispetti, non mancheranno i colpi di scena. Si salverà Goffredo dai progetti omicidi del capo? Chi lo sa! Lo scoprirete andando al cinema…

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Ci racconta qualche aneddoto sulla lavorazione del film?

Per la scelta del titolo “Riso amore e fantasia” ci siamo ispirati alla nota riseria Rondolino, il loro prodotto “Riso Acquerello” è ormai un classico. Alcuni ciak sono stati girati anche tra gli struzzi di un noto allevamento sito a Villanova Biellese. Fra le sequenze di maggior tensione drammatica abbiamo girato fra le linotype del museo del quotidiano La Liberà di Piacenza, un ricordo, tra l'altro, dei miei esordi giornalistici da ragazzo.

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Sono molte le analogie fra lei e il suo personaggio nel film; forse non tutti lo sanno ma Edoardo Raspelli ha cominciato il suo percorso nella cronaca nera

In effetti la cronaca nera è il percorso di ogni redattore che si rispetti. È stato un periodo indimenticabile, quello trascorso al Corriere d'Informazione, che era l’edizione pomeridiana del Corriere della Sera: il mio campo d'interesse sono stati i difficili anni di piombo a Milano e, in veste di inviato, ovunque fosse richiesta la mia presenza. Anche questo è giornalismo sul campo! Poi la passione per l'arte culinaria e l'intervento del direttore Cesare Lanza (mi fece diventare il critico gastronomico, allora quasi inesistente) hanno preso il sopravvento e mi hanno indirizzato per quella che ancora adesso è la mia strada.

Che cosa conta di più per lei oggi?

Quello che mi ha sempre interessato e che ancora conta per me... ovvero, approfondire e divulgare una vera consapevolezza della provenienza delle materie prime e la valorizzazione dei prodotti nostrani. Oggi c'è più attenzione, e questo è un dato positivo dei tempi che cambiano. Basti solo pensare agli alimenti a km zero e alla campagna di sensibilizzazione legata ad essi.

Il suo programma “Melaverde”, trasmesso su Canale 5, è impegnato attivamente in questa campagna da anni e il suo recente successo, in termini di ascolti, è stata una bella soddisfazione. Come vive il momento?

Benissimo! È stata una lunga avventura (dal lontano 20 settembre ‘98) sino ad oggi. Dagli inizi in veste di inviato; il progressivo ampliamento della mia fascia, sino al ruolo di conduttore. Ho conosciuto, nel corso delle varie edizioni, partner sempre brave e professionali. Attualmente andiamo in onda su Canale 5 e vengo affiancato da Ellen Hidding, il lavoro svolto insieme ha ottenuto risultati più che lusinghieri.

Quale influenza ha la fascia oraria, vicina a “Linea Verde”?

Anzitutto, tengo a precisare che, come molti sanno, Melaverde va in onda alle 11 e 55 con un anticipo di 25 minuti rispetto alla nostra concorrente Linea Verde. Tuttavia è anche vero che Rai Uno è una rete generalista e che la loro fascia è favorita dall'intervento del Papa che li precede e regala loro già uno share iniziale di tutto rispetto. La loro programmazione prosegue in solitario sino alle 13 e 30, in fascia di massimo ascolto. In considerazione di questo, iltallonamento e il superamento in termini di target commerciale, da parte di Melaverde, è quello che definirei un risultato esaltante. Il nostro lavoro d'informazione e sensibilizzazione ottiene importanti consensi nella fascia di spettatori con potere d'acquisto effettivo. C'è di che esserne orgogliosi e puntare sempre più in alto!

Da qualche tempo veniamo invasi da programmi e reality di cucina. Qual è la sua opinione?

È un fenomeno alimentato e in parte creato dalla stampa. Parlo degli ascolti record impossibili, delle partecipazioni e delle edizioni speciali di grande effetto. Detto questo mi fa piacere veder finalmente riconosciuto e valorizzato il talento di chef validi, sempre a patto di distinguere fra ambito televisivo e realtà. Non posso fare a meno di esprimere la mia natura di critico quando vedo accostamenti impossibili: la presentazione televisiva di certi piatti è inattuabile in ambito quotidiano. Certe scelte, di grande effetto visivo, risultano prive di gusto e certi abbinamenti si rivelano alla fine immangiabili. Alla base di tutto è importante mantenere i piedi per terra e non offrire una immagine sbagliata al pubblico che ci segue da casa.

 

(Servizio fotografico: coutesy of Studio fotografico New Reporter Press) 

 

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