DIEGO DALLA PALMA, "Il profeta del make up made in Italy"

Diego Dalla Palma

Visagista, truccatore, scrittore, imprenditore e personaggio televisivo, Diego Dalla Palma (classe 1950) è un’icona inconfondibile del mondo dello stile, della bellezza e dell’immagine made in Italy nel mondo. Inizia a lavorare a Milano come costumista e scenografo e il suo talento lo porta nei più celebri teatri italiani. Nel frattempo si specializza anche come truccatore e la sua notorietà, grazie anche alla TV, cresce al punto che il prestigioso New York Times lo definisce come "Il profeta del make up made in Italy". Nel 1978 fonda il laboratorio d'immagine "Make Up Studio" e inizia a produrre una propria linea di cosmetici. Nel corso della sua carriera, Dalla Palma ha curato diverse rubriche televisive e radiofoniche, e ora sta preparando il nuovo programma “Brutte ma Belle”, che andrà in onda su Real Time. Ha scritto numerosi libri di successo e collabora con prestigiose testate giornalistiche. In questi anni ha abbandonato la vita mondana e un po’ trasgressiva che lo ha visto protagonista per tanti anni, e che ora rivede con un certo rammarico. Attualmente gli viene riconosciuto un talento innato come scrutatore ed esploratore di anime. Infatti, l’introspezione, l’interiorità, i valori che mettono in risalto lo spirito e danno un senso alla vita sono diventati una materia “viva” alla quale Diego Dalla Palma intende dedicarsi. È autore e interprete del blog rivoluzionario “Diegoxte”.

Intervista a cura di Alessandro Trani

Diego Dalla Palma 2È davvero arrivato il "momento della consapevolezza" come hai dichiarato?

Per quel che mi riguarda, sì che è arrivato il momento della consapevolezza. Fin troppo. Mi sto facendo anche del male, sto diventando un po’ masochista, per il momento della consapevolezza che sto vivendo. Anzi per me non è un momento, è una costante pressione, una corrente, un tornado. Forse persino troppo, anzi “non” forse, “è” troppo!

Sei stato un’icona della mondanità. Oggi però qualcosa è cambiato.

La mondanità è stata la fase più insensata della mia vita. Non nego che mi sia servita, ma nell’inseguire il vortice della mondanità - l’ho nutrito, l’ho coltivato, l’ho addirittura accarezzato… - credo di essere stato, in quel tempo della mia vita, particolarmente stupido e superficiale. Se tornassi indietro non lo farei più e impiegherei il mio tempo su altri fronti.

Parliamo del rossetto? So che per te ha un significato particolare.

Il rossetto per me è fortemente legato all’immagine di mia mamma. Io credo che mia madre con il rossetto persino dormisse. Era una cosa impressionante, tanto era legata al rossetto. Ci sono rossetti più evidenti, più chiassosi, e meno evidenti. Io direi che è un tocco di colore sulle labbra, che spesso toglie quell’effetto di stanchezza sul viso della donna. Tanto è vero che le donne con il rossetto molto spesso, quando lo tolgono, si sentono dire: “ma cos’hai, non stai bene? Hai l’influenza?

Parliamo di moda, di look, di stile. Come sta cambiando?

La gente non osa, perché nel nostro Paese quando la gente osa viene derisa, viene spesso canzonata. Oggi, ad esempio, ero in metropolitana a Milano e ho visto un ragazzo di colore che sembrava avesse un cappello particolare, molto interessante. Invece erano i suoi capelli ricci, si era fatto tutto un gioco di ramage sulla testa che era spettacolare. Io lo guardavo con ammirazione, ma in quello spazio c’era gente che lo guardava deridendolo, questo è il nostro mondo!

Parliamo del tuo nuovo progetto. Il blog “Diegoxte”

Non sono un blogger e non intendo diventarlo. Il mio blog vuol essere un appuntamento irrinunciabile dedicato alla follia e alla quotidianità del mondo beauty e style. Un punto d’incontro, di stimolo e di aggregazione tra le diverse anime della bellezza: fotografi, blogger, talenti, scrittori, make up artist, parrucchieri, utenti… Io mi diverto a fare “incursioni” per un paio di minuti, dove dico quello che penso in relazione a tutto quello che mi capita, al costume, alle tendenze, alla vita di tutti i giorni.

Qualche tempo fa un tuo post su facebook ha creato un grande clamore

Sì, ho detto che a questo punto, a 67 anni, dopo aver avuto una vita sotto certi aspetti fortunata, anche se tutt’altro che facile, “Voglio andarmene a modo mio”. “Vorrei donare in beneficenza parte del ricavato della vendita dei miei beni immobili”. Tutti hanno interpretato che avessi un male incurabile, che stessi morendo, e ho avuto l’imbarazzo di sentirmelo dire anche da personaggi celebri. Una sera mi chiamò Ornella Vanoni dicendomi: “amore, ho sentito che hai la sclerosi multipla, ma come mai, che ti succede?” Io poi non ho paura della morte… L’ho incontrata all’età di sei anni (ebbi un coma) e da allora, per fortuna, “siamo sempre rimasti buoni amici”.

A proposito di malattie, vuoi parlarci dell’artrosi?

Sì, ho l’artrosi. La combatto con la ginnastica: faccio ginnastica tutti i giorni, ma in casa, non vado in palestra. In realtà se uno mi guarda pensa “non ce l’ha, sta bene”. Sono anche celiaco e cerco di seguire alcune regole nell’alimentazione. Sono cose che indubbiamente mi rendono la vita un po’ sacrificata, ma direi che non posso certo lamentarmi.

Un consiglio ai nostri lettori

Il consiglio di essere sempre se stessi, con coraggio, con fierezza, con dignità… Nell’abbigliamento, nel trucco, nell’esporre la propria personalità, quello che si ha in mente, nell’essere se stessi nella propria sessualità. Essere fortemente se stessi.

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