NON SOLO STELLE: LE PASSIONI DI ANTONIO CAPITANI

Antonio CapitaniAntonio Capitani, astrologo, giornalista e scrittore, è milanese di adozione. Classe ’59 (Cancro con ascendente Capricorno e Luna nei Gemelli), nasce a Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto. Si diploma all’Istituto Tecnico Nautico, dove studia Astronomia e, in seguito a letture di mitologia celtica, scopre quella che sarebbe poi diventata la sua più grande passione, l’Astrologia. Comincia a lavorare scrivendo novelle, racconti e romanzi brevi su periodici femminili, poi come sceneggiatore di fumetti e, alla fine degli anni ’80, come copywriter in pubblicità. Oggi Antonio Capitani è l’irriverente e inconfondibile penna di Vanity Fair e Gazzetta dello Sport. È stato voce di Radio Deejay, Radio Montecarlo e Radio Kiss Kiss, ha condotto il talk show astrologico "Astrolove" in dodici puntate su Real Time, è stato ospite fisso a "Detto fatto" su Raidue e ha partecipato come concorrente alla prima edizione di Celebrity MasterChef. Pochi sanno, infatti, che parallelamente alle stelle Antonio ha “silenziosamente” coltivato un’altra grande passione, trasmessagli dal padre: la cucina. Antonio ama cucinare per gli amici, ma spesso anche per sé, quando è da solo a casa, perché lo diverte e lo rilassa.

Cover MI24 Dicembre 2017 - 395xTratto da "Milano 24orenews" - dicembre 2017

Intervista di Alessandro Trani

Giornalista, scrittore e un posto di rilievo nel firmamento degli astrologi italiani. Come e quando è iniziata questa tua carriera da Astrologo?

È cominciata a 16 anni. Allora frequentavo l’Istituto Tecnico Nautico per diventare Capitano di Lungo Corso e, studiando l’Astronomia, mi colpì un volume di racconti di mitologia celtica in cui si parlava di certi riti che venivano officiati con certe fasi lunari. C’erano dei rimandi a delle posizioni di Venere, ai fiori e alle erbe, sempre connessi ai pianeti. Mi son detto “ma tu guarda che cosa curiosa che c’è dietro l’aspetto scientifico che studio a scuola…”. E da lì cominciai a interessarmi di Astrologia.

Collabori con Vanity Fair e La Gazzetta dello Sport, sei stato e sei voce in importanti radio e programmi TV. Hai anche un rapporto diretto con i tuoi fans?

Sì, tramite naturalmente i social, tramite una rubrica di posta che curo su Vanity Fair. In coda al mio oroscopo settimanale c’è sempre una risposta alla lettrice o al lettore che mi consulta su un certo argomento.

C’è rivalità tra voi astrologi famosi?

Io non mi sento rivale di nessuno, nel senso che non sono competitivo. Trovo che ci sia spazio per chiunque, combatto per me stesso, non per essere più bravo degli altri.

Con tutti gli impegni su giornali e riviste, in radio e tv, in libreria... Quando trovi il tempo di preparare i tuoi oroscopi?

Ah ah (sorride). Quello si deve trovare per forza, anche a notte fonda! Ti stupirò… ma a volte, durante la giornata, trovo anche il tempo per cucinare e per fare palestra.

C’è chi “ci crede” e chi “non ci crede”, ma tutti leggono l’oroscopo

Qui si potrebbe aprire un lungo discorso da qui fino a ferragosto, il verbo credere non è legittimato con l’Astrologia, perché l’Astrologia non è una fede, non è una religione. È una disciplina probabilistica, una chiave di lettura straordinaria dell’animo umano. È uno strumento di indagine anche per quanto riguarda le linee tendenziali del destino del singolo e della collettività. Tanti dicono “non ci credo”, ma poi lo leggono tutti!

Ti è mai capitato di ricevere insulti o accuse da chi aveva ascoltato le tue previsioni?

Più che per le previsioni per il mio lessico, un po’ strano. Mi chiedono di quali sostanze mi faccio, da quale centro di igiene mentale provengo… Perché io uso un linguaggio, un lessico, un po’ particolare, giocato, molto riconoscibile.

Tra i libri che hai scritto, ce n’è uno che ami di più?

Mah, “e figlie sò piezz 'e core”… Amo profondamente tutti quelli che ho scritto. Diciamo che sono particolarmente legato ad “Astrolove”, che è un piccolo trattato di umorismo astrologico, edito prima da DeAgostini e poi da Sperling & Kupfler. Mi ricorda un periodo particolarmente bello della mia vita, forse per questo lo amo di più.

Anni fa Piero Angela definì l'oroscopo “una cosa non seria”. Cosa pensi di questo tipo di critiche?

Penso che provengano da persone che non conoscono la materia, che non si sono documentate a dovere, che non hanno studiato la disciplina, come invece ho fatto per quarant’anni. Io credo sempre che un “bel tacer non fu mai scritto” nel momento in cui non si è documentati su una cosa sulla quale si vuole per forza esprimere la propria opinione.

Chi fa questo mestiere “sul serio” sente di avere una certa responsabilità nei confronti dei propri lettori, ascoltatori, fan? Tu come l’affronti?

Cerco sempre di usare quella che io chiamo l’ingegneria verbale, ovvero di esporre il pronostico, la previsione, con un lessico che non allarmi mai nessuno. L’Astrologia non cura, non guarisce, ma non deve neanche spaventare o fare del terrorismo. Io cerco di avere sempre un grande rispetto nei confronti dei miei interlocutori.

Come credi sia cambiato negli anni il modo di fare l’oroscopo?

Qualche tempo fa, in modo molto deterministico, si diceva “Arriva Saturno, ti succede questo…”. Oggi si cerca di essere un po’ più morbidi, perché si è compreso che l’Astrologia, che non è una “scienza esatta”, ci permette solo di formulare delle ipotesi. Abbiamo quindi cercato degli “airbag astrologici”, e anche lessicali, che ci permettono di essere più delicati, più rispettosi della sensibilità degli altri.

Hai partecipato alla prima edizione di Celebrity MasterChef e hai pubblicato “Gusti e disgusti dei dodici segni a tavola”. Hai un buon rapporto con il cibo e la tavola?

Ho un rapporto ottimo con la tavola. Per la cucina ho una vera passione, nata nello stesso momento in cui scoprivo l’Astrologia, solo che a differenza di quest’ultima, per la cucina ho fatto “coming out” l’anno scorso partecipando a questo programma. Amo molto cucinare e ho trovato che ci siano proprio delle strette relazioni tra i gusti dei dodici segni e le pietanze.

Oggi ti dividi fra divulgazione, insegnamento, intrattenimento televisivo e radiofonico, partecipazione ad eventi e convention. Quale di questi è “più impegnativo” e quale “ti sta particolarmente a cuore”?

Allora mi piace molto l’impegno televisivo e radiofonico perché mi permette di fare quella divulgazione astrologica che altri colleghi a volte non fanno. Mi piacciono un po’ tutti questi impegni, per motivi differenti. Amo il mio lavoro e mi auguro che di questi ingaggi ce ne siano sempre di più, nonostante non sia più giovanissimo.

Vuoi darci qualche anticipazione sul 2018?

Sono in arrivo cose belle per Vergine e Pesci, due segni che negli ultimi anni hanno patito, hanno dovuto veramente sopportare martellate planetarie piuttosto dolorose, che si rifanno diventando a pari merito l’oro olimpico zodiacale per il 2018. Questi due segni, che hanno sempre un po’ la tendenza al lamento facile, secondo me quest’anno potranno gioire, stappare delle belle bottiglie, di quelle buone, perché i successi arriveranno. Tutti gli altri segni seguono più o meno al terzo posto, a pari merito.

Il tuo domani, un sogno nel cassetto.

Il mio domani? Mi vedo in una bella casa sulla scogliera a scrivere romanzi alla Ken Follett, a guardare il mare mosso e magari, nei momenti liberi, andare a pesca, un’altra delle mie passioni.