MARIA GRAZIA CUCINOTTA: “Guardare il mondo con gli occhi di un bambino”

Maria Grazia Cucinotta - Photo Credits Roberto Rocchi

MARIA GRAZIA CUCINOTTA
“Guardare il mondo con gli occhi di un bambino”

Mix perfetto di talento, sensualità e ironia, Maria Grazia Cucinotta, classe 1968, è una delle attrici più belle e affermate del nostro panorama cinematografico. La sua carriera ha inizio nel 1987 quando si aggiudica il terzo posto a Miss Italia e viene notata da Renzo Arbore. Nel 1994 Massimo Troisi la sceglie per interpretare il ruolo di Beatrice ne "Il Postino" e arriva il primo di una lunga lista di successi con cui raggiunge una fama internazionale. Nel corso della sua carriera, Maria Grazia ha partecipato a un gran numero di film nazionali e internazionali, anche al fianco di attori del calibro di Woody Allen e Antony Hopkins e in questi ultimi anni ha anche intrapreso la strada della produzione cinematografica. È felicemente sposata con Giulio Violati, imprenditore e produttore cinematografico con cui vive insieme alla figlia Giulia, che compirà 18 anni a settembre.

Intervista a cura di Alessandro Trani

Fotomodella, attrice di cinema, tv, teatro, regista… Una vita intensa e piena di esperienze. Ho dimenticato qualcosa?
Beh, hai dimenticato “mamma, amica, moglie” (sorride)… che sono poi le cose più importanti della vita. Tutto inizia con sogno, il sogno di fare la modella. Poi mi capita di fare un provino per la tv, ed è andata bene. Poi da lì sono cresciuta, scoprendo qual era la mia strada, anche perché non è detto che la strada che tu inizi sia quella giusta. La vita ti indirizza secondo le esperienze che fai e anche i successi che hai. Ho imparato che persistere è uno dei più grandi fallimenti se non sei adatto a fare ciò che vorresti fare, e quindi ho avuto sempre il coraggio di ricominciare da zero e di provare con qualcosa di nuovo.

Maria Grazia Cucinotta - Il Postino

“Il Postino” ti ha fatto conoscere come attrice internazionale. Un ricordo di Massimo Troisi.
È un ricordo di tutti i giorni perché non c'è un giorno che qualcuno non mi fermi e mi chieda di parlare di “Il postino”, di Massimo, delle emozioni di quel film. Quindi per me, più che un ricordo, è una costante giornaliera che mi accompagna da 25 anni. E di questo sono felice, perché comunque sono una persona fortunata innanzitutto per averlo fatto questo film e poi felice perché comunque Massimo ha dato tanto sia al Cinema italiano che all'Italia, perché attraverso il postino ha portato l'Italia in giro per il mondo parlando della cosa più bella, le emozioni.

È stato “Il Postino” ad aprire le porte in America?
Assolutamente sì, perché comunque il film ha avuto 5 nomination, ha vinto l'Oscar e per me è stato un modo per oltrepassare l'oceano e atterrare su quello che è il pianeta del Cinema che è Hollywood. Non ce l'avrei fatta senza un film perché l'America è molto meritocratica però devi sempre cominciare da un successo, e quel film è stato un successo mondiale. Ho cominciato a studiare da italiana pigra, sì perché sono arrivata lì con l’inglese molto alla Totò e Peppino e quindi mi sono dovuta mettere giù a studiare e prepararmi. Perché lì atterri su un pianeta dove tutto è meritocratico, ma per essere meritocratico te lo devi pure meritare e quindi e quindi studi e impari.

Maria Grazia Cucinotta  2

Ogni artista ha il suo “padre artistico”, che l’ha scoperto, incoraggiato, lanciato… chi è stato il tuo?
Nessuno (ride), perché tutti mi hanno sempre scoraggiato! Questo succede soprattutto quando inizi e non hai nessuno alle spalle. Io ho iniziato un po’ con il mio spirito di avventura, ho lasciato presto la Sicilia e sono andata via… Volevo fare la segretaria e non avrei mai sperato di poter fare così tanto. Poi un giorno mio fratello mi ha accompagnato in un’agenzia di Milano e ci ho provato, però non avrei mai sperato di arrivare dove sono arrivata, non c'è mai stato nessuno che mi abbia incoraggiato. Forse l'unica è stata all’inizio la mia agente americana, che mi è stata molto vicina. Per il resto la gente sì, ti fa mille complimenti… ma poi in realtà sei sola, quando tu hai successo e sei giovanissima sei completamente sola, devi cercare solo di fare bene, di essere competitiva, di essere preparata e di non deludere il pubblico, perché gli unici che mi hanno scelto sono stati loro, il pubblico.

Che esperienza è stata cimentarsi nella regia?
Emozionante… Però io ho sempre avuto il pallino della magia di catturare le emozioni. È molto pericolosa la regia perché ti abitui veramente ad avere un controllo, quasi a creare delle vite. Perché questo è ciò che succede, crei delle vite attraverso l'obiettivo, crei dei mondi che magari non esistono, oppure crei il mondo che tu vorresti. Rubi le emozioni più belle. Veramente a volte rubi un battito d’occhio che comunque ti dice tutto. Devo dire che la regia è bella, è bella e ti dà un potere assoluto e anche una grande responsabilità perché gli attori si affidano a te e tu non li devi mai deludere, perché deluderli può anche voler dire rovinare la loro vita e la carriera.

Maria Grazia Cucinotta  - film Il Maestro

C’è qualche regista o attore con cui ti piacerebbe oggi avere l’occasione lavorare?
No, ho scelto di lavorare con i giovani: con i giovani registi come attrice, con i giovani attori come regista. Sarà più facile lavorare con quelli famosi, ma dare possibilità ai giovani è un qualcosa di rischioso che però mi fa sentire viva.

Con la tua bravura unita alla tua bellezza mediterranea hai riempito il vuoto lasciato da icone "d'antan" come Sophia Loren e Gina Lollobrigida. Che effetto ti fa?
(Ride…) È impossibile raggiungere quel livello di “Star system”, perché non esiste più esiste uno Star system. Sai, quando noi guardiamo quelle foto anni ‘50 anni ’60, c'è sempre una certa malinconia non passeranno mai di moda perché quegli anni noi li rimpiangeremo sempre. Erano anni bellissimi dove la bellezza era la Bellezza, la femminilità era la Femminilità, dove c'era il corteggiamento, le persone si innamoravano e non avevano paura di mostrare le lacrime. Le attese non erano di trilli di telefonini ma di lettere che a volte non arrivavano. C’era una magia che resterà unica, le icone di quel periodo rimarranno le star uniche, i produttori investivano il “cuore”, i film italiani andavano in giro in tutto il mondo. Gli italiani hanno insegnato a fare il Cinema al mondo intero.

Oggi, nell’era dei Social network, tutto sta cambiando.
Sì, e devo dire che oggi i social ci aiutano anche più dei film. Però devo anche dire che ho fatto tante volte le valige perché in America ci sono arrivata sì con il film ma poi ci ho vissuto per 10 anni come adesso in Cina. Ero arrivata con il film però poi c'è bisogno di una presenza continua, di una quotidianità. La gente ti dimentica, c’è un consumismo dell’immagine che va a 3000. Oggi ci sono influencer che spuntano come i funghi quindi è difficile continuare a restare nella memoria delle persone. Già i giovani, i ragazzini quando vai in giro non ti riconoscono, non sanno chi era Troisi. C’è una nuova generazione che è fatta di influencer che sono le nuove star del momento.

Tu sei una donna socievole, estroversa, pragmatica, come sei riuscita a lavorare con tua sorella Giovanna, sognatrice, introversa, musicista?
Perché lei mi completa, è la parte più bella della mia vita è la parte più trasparente anche più incontaminata lei è proprio un’anima bella.

Maria Grazia Cucinotta  4

Quanti lavori avete fatto insieme?
Tanti, e continuiamo a lavorare insieme. Siamo diverse completamente per quanto le nostre diversità estreme ci fanno sembrare uguali. È la parte che ti compensa, che ti fa essere unica, perché è quella parte che non avrai mai. Resterei incompleta senza di lei.

Come vivi le “regole” del mondo dello spettacolo?
Ma sai, io sono un po’ un “outsider”. Faccio parte di quest’ambiente ma poi alla fine non faccio parte dell'ambiente, perché comunque non ho mai frequentato registi e attori. Ho continuato a frequentare i miei amici di sempre che non fanno parte del mondo dello spettacolo. Quindi sono anche una che non segue le regole di quel mondo. Sono una che passa il proprio tempo libero in mezzo al sociale più che… “in mezzo”.

Sei una delle poche donne celebri che non fanno mistero della loro età.
Sai cos’è, la gente si preoccupa del tempo che passa, delle rughe e io dico sempre che forse dimentica della fortuna che ha di vivere il tempo, perché questa fortuna a tante persone è negata. Purtroppo sto da 20 anni in mezzo a situazioni di tumori dove il tempo diventa un timer, e purtroppo non si preoccupano delle rughe… a loro piacerebbe avere le rughe ma purtroppo molti vanno via troppo presto. A parte tutto questo, che è la parte un po’ drammatica, però io sono felice, mi sveglio la mattina, forse corro più veloce del tempo e non ho il tempo di guardarmi le rughe. È un’evoluzione del tuo vivere, della tua esistenza, è normale che ci siano. Poi c’è sempre chi ti fa la battutina però io dico sempre “arrivaci tu così a 50 anni così”… (e scoppia a ridere), senza metterti bisturi in faccia, perché poi quella è una scelta. Mantenersi sì, curarsi sì. Alterare te stessa per piacere agli altri no, perché è un sacrificio davvero troppo grande.

A 50 anni ti senti realizzata e appagata?
Ma guarda, io ho un grande difetto, sono curiosa ed essendo una che comincia mille cose nuove non mi sento mai arrivata. Quindi guardo questo mondo sempre con gli stessi occhi meravigliati di chi lo sta scoprendo piano piano. Ci sono persone che si arrendono, si mettono lì e piangono su loro stessi, aspettano annoiati che qualcuno faccia qualcosa per loro, quando poi alla fine te lo devi fare da solo, non è che il lavoro e il successo arrivano se tu stai lì ad aspettare.

Oltre 20 anni di matrimonio con tuo marito… un miracolo per il mondo dello spettacolo!
Quest'anno sono 25 anni che stiamo insieme e il prossimo anno saranno 25 anni di matrimonio e devo dire di essere stata molto fortunata. Il matrimonio è l'unica cosa che bisogna volere in due, scegli di stare insieme nonostante le diversità, nonostante i vari problemi che possono susseguirsi nella vita. Poi alla fine uno li supera e diventa un tutt'uno, dove alla fine basta uno sguardo. Infatti la cosa più bella di una coppia è la complicità, quando non si ha bisogno di parlare, quando con quella persona non hai segreti e quando tu ritorni e ti senti a casa, perché sai che ci si può fidare l’uno dell'altro.

Tua figlia Giulia, bellissima come sua madre, seguirà le tue orme?
No, no, lei non vuole assolutamente! Giulia, che ha 17 anni, è una ragazzina che pensa allo studio, è bravissima a scuola, ha la media del 9 del 10 e quindi è proiettata per lo studio. La sua indipendenza sia come figlia che come scelta di vita cioè non vuole assolutamente perdere la sua libertà, di essere un po' anonima. Poi cambierà idea mille volte, ma questa per il momento è la sua scelta che va rispettata.

A proposito di giovani, cosa si deve fare per aiutarli?
Bisogna dare fiducia ai giovani. Hanno bisogno anche di sentirsi dire “bravi”, invece troppo spesso si sentono dire che sono lobotomizzati dai social network, quando noi lo siamo più di loro. Solo che loro ci sono nati e sono abituati, noi veramente siamo rimbambiti dai social. Tanti appaiono senza speranza, senza sogni, ma siamo noi che spegniamo i loro sogni. Basta guardare un giornale: i ragazzi guardano i giornali e si sentono inutili, perché non c'è un qualcosa che li stimoli a crescere, mentre dovremmo dare loro delle speranze e farli sognare di più. Poi non è detto che si trasformino tutti in realtà, ma almeno ci devono provare!

Ci parli del progetto a cui ora stai lavorando?
Sì, sto continuando a lavorare a questa serie televisiva per ragazzi che si intitola “Teen” e che sto scrivendo insieme a Paula Boschi, che ne cura anche la regia insieme a me.

Un sogno nel cassetto…
Wow, ne ho tantissimi! Vorrei creare un movimento per tutto il Sud, per far sì che ci sia più rispetto per il Sud. Ultimamente l'ho riscoperto andando in giro con il teatro e devo dire che abbiamo un Paese talmente meraviglioso che potremmo essere tutti i ricchi solo sfruttando quello che abbiamo, e invece siamo rinchiusi in una gabbia politico-mentale che è una cosa che mi fa un po' rabbia. Devo dire che i ragazzi hanno voglia di uscire fuori, di non dover andare via per poter ottenere quello che hanno che hanno lì, cioè sotto i piedi. Perché non sfruttarlo. Quindi magari creare una unione di persone che vuole veramente rifiorire, vivere e far vivere tutti bene con quello che abbiamo già.

Grazie Maria Grazia, e auguri di tanti nuovi successi!

Tratto da:

Milano 24orenews                    Roma 24orenews

Cover MI24 Giugno 2019       Cover RM24 Giugno 2019

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