MIGUEL ANGEL ZOTTO “IL TANGO È LA MIA VITA”

Miguel Angel Zotto

MIGUEL ANGEL ZOTTO

“IL TANGO È LA MIA VITA”

A cura di Stefano De Angelis

Quello che colpisce quando si parla con Miguel Angel Zotto, coreografo argentino di straordinaria estrosità, è la sua assoluta conoscenza della storia del tango. Non solo perché il tango è la sua stessa vita, ma perché parte di quella storia l’ha attraversata e vissuta in prima persona. Sin da piccolo intorno a lui tutto era tango, e da allora lo ha respirato, accarezzato, subito, vissuto, corteggiato, e alla fine sposato. All’età di diciassette anni, era il periodo della seconda presidenza Perón, andava a ballare al Marabù di Buenos Aires, dove tutto era elegante, e tutto da subito lo affascinò. E allora accade che ogni venerdì, al calar della notte, quando la Zotto Tango Accademy di via Watt 5 di Milano si trasforma come per incanto nella Milonga “Che Bailarin”, a mezzanotte circa Miguel ferma le danze, prende il microfono e, al centro della sala, incomincia a narrarne aneddoti, ricordi, emozioni che di quella storia fanno parte. Nato e cresciuto a Buenos Aires a tango e mate con gli insegnamenti del nonno e del papà, Zotto è lui stesso parte della storia del tango, e ancora oggi ci gira intorno, ci guarda attraverso, disegnando traiettorie che gli altri neppure immaginano. Solo che non lo fa più da solo, ma con la moglie e ballerina Daiana Guspero e le due piccole gemelle Lara e Brisa. Miguel Zotto è geniale, cerca di andare sempre oltre, come con i suoi ultimi spettacoli, due spaccati di storia sul tango e sulla società argentina. Il primo, “Te siento… Tango”, che ha debuttato al Teatro Olimpico di Roma a ottobre, è una confessione privata sul tango; mentre il secondo, “Prohibido”, ha inaugurato la prima “Case de Tango” in Europa, in via Macedonio Melloni 9 a “El Porteño Prohibido”, dove ogni fine settimana la cultura enogastronomica argentina si coniuga alla sensualità del ballo più intenso e audace che si conosca.

Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero foto by Giuseppe Scarpa 2019

 

Perché una “Casa de tango” a Milano?

Questa città mi ha adottato e ho deciso di vivere qui con la mia famiglia. Sono orgoglioso di portare in Europa, partendo dall’Italia e da Milano, un’espressione così forte della tradizione di Buenos Aires.

 

Perché per Zotto è così importante raccontare la storia del tango?

Sono cresciuto ascoltando il tango e la storia del tango, e oggi posso dire che mi è servito a ballarlo con maggiore consapevolezza e a capire meglio me stesso. Penso che ballare comprendendone le parole o conoscendo qualcosa in più sulle orchestre, i cantanti e i ballerini più famosi, possa dare una nuova emozione e migliorare anche il proprio modo di ballare, perché il tango non è solo musica.

 

Cosa continua ancora oggi ad affascinarla del tango?

Chi ha vissuto nel tango e col tango come me, ha il compito di trasmetterne il valore culturale. Prima di me lo hanno fatto Petrolio, Còpes, mio fratello Osvaldo e tanti altri. E ora tocca a me. Sono uno dei tanti. La mattina mi sveglio, mi preparo il mate e ascolto tango sino alla sera. Cacho Lavandina era un muratore, ma è stato uno dei ballerini più straordinari che sia mai esistito sebbene non fosse un professionista. Fu lui a creare la figura del giro e le varie applicazioni, dopodiché è sparito da tutte le milonghe di Buenos Aires.

 

Zotto continuerà a raccontare a modo suo ciò che il tango gli ha insegnato, consapevole che il tango o lo si odia o lo si ama. Ma se prevale l’amore, allora diventa poesia e sentimento, capace di ridisegnare i rapporti di coppia quando questi si ritrovano in un abbraccio, e due mondi così distanti come quello maschile e femminile ritrovano, per fattura o incantesimo fate voi, armonia e calore.

Tratto da:

Milano 24orenews                         Roma 24orenews          

Cover MI24 Novembre 2019  Cover RM24 Novembre 2019 Cover IDG Novembre 2019  

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano