BILLY MONGER «La Formula 1? Un sogno non impossibile!»

Billy Monger 1

A cura di Francesca Bastoni

Billy Monger 2Billy Monger, pilota inglese, si è allenato e ha corso a Monza nell’ultima gara del campionato di Formula 3. Una corsa dura, che però può aprire le porte della Formula 1 a un pilota. Il ragazzo si è difeso bene e alla fine si è classificato fra i primi. Infatti è stato premiato dalla BBC con il Premio Helen Rollason destinato alle personalità sportive dell'anno in Inghilterra. Perché Billy è così speciale? Perché, come Zanardi in Italia, da due anni sale sulle auto da corsa privo delle gambe! Gli sono state amputate due anni fa dopo un pauroso incidente occorsogli nell’autodromo di Donington, quando investì la macchina ferma di Patrik Pasma dietro la curva di Schwantz ad alta velocità. Billy ha vent’anni appena compiuti; è nato il 5 Maggio 1999 a Charlwood, paesino di 2337 abitanti situato nella contea di Surrey. Dopo l’incidente sembrava che la sua carriera di pilota da corsa fosse finita. Invece ha reagito ed è riuscito a tornare in pista.

«Un sogno, divenuto realtà quest'anno, grazie alla mia indomita forza di volontà. – dice Billy – Se oggi sono qui a Monza, un autodromo mitico, il massimo per ogni corridore, lo devo anche all’aiuto della mia squadra e di numerosi piloti di Formula 1 che sono stati al mio fianco. Nei momenti di sconforto, ogni volta tornavo col pensiero a un esempio, limpidissimo, nel mondo delle corse. La mia ispirazione per sopravvivere e lottare mi è venuta infatti da un altro corridore, italiano, Alex Zanardi che, come me, ha perso le gambe in un incidente di corsa. Se ce l’ha fatta lui, mi dicevo, devo farcela anch’io. Ora finalmente posso dire di esserci riuscito».

Billy Monger 3

La rinascita di Billy come pilota è cominciata proprio su quella pista dove nell’aprile del 2017 aveva perso le gambe.

«Con due protesi al posto delle gambe, – il suo racconto – mi sono riaffacciato al mondo dei motori in Formula 3, una categoria ancora più impegnativa della Formula4 da cui partivo. Mi sono allenato e ho corso al volante di una Tatuus Cosworth dotata di un acceleratore speciale, che i meccanici mi avevano posizionato sullo sterzo e finalmente nel Gran Premio di Oulton Park, ho centrato il quinto tempo in qualifica. Poi ho approfittato di un incidente che aveva coinvolto anche il corridore che aveva fatto la pole ed ho tagliato il traguardo al terzo posto, salendo sul podio al mio esordio nel nuovo campionato, assieme ai colleghi Linus Lundqvist e Nicolai Kjaergaard».

Che cosa l’ha spinto e sostenuto negli ultimi due anni, dopo l’incidente a Donington? «Ho capito che non dovevo rassegnarmi - confessa -. Volevo dimostrare come nonostante le avversità che la vita può metterci davanti sia possibile raggiungere l'obiettivo che ognuno di noi può avere a patto che lo scoramento e la paura di non riuscirci non prevalgano. Nel mio caso il sogno più grande era quello di tornare a correre in pista e gareggiare come tutti gli altri. E ci sono riuscito. Ora spero di tornare a Monza a gareggiare a bordo di una macchina più potente… Magari in Formula 1? Un sogno impossibile? Non credo. Ammiro Zanardi e penso: se ce l’ha fatta lui ad arrivare, devo cercare di imitarlo. La vita è sempre bella. Mai rinunciare a viverla».

tratto da

Milano 24orenews                      Roma 24orenews              

Cover MI24 Dicembre 2019 Cover RM24 Dicembre 2019

Condividi
comments

In primo piano