INTERVISTA AL CAV. MARIO BOSELLI

boselli CNMI

 

Cav. Mario Boselli - Presidente CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana)

IL CAVALIERE DELLA MODA CHE CREDE NEI GIOVANI

a cura di Alessandro Trani

Il Cav. Mario Boselli, attuale Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha iniziato la sua vita lavorativa nell’ormai lontano 1959 nell’azienda paterna, industria di antica tradizione serica. Durante gli anni ’70, ’80 e ‘90 il giovane Boselli realizza un significativo piano di sviluppo che coinvolge sia l’attività sul mercato nazionale che quella sul mercato estero. Completato il rilancio dell’Azienda di famiglia, Mario Boselli lascia per accettare nuovi e prestigiosi incarichi sempre nel mondo della tessitura e della moda (Presidente di Federtessile, dell’Associazione Internazionale della Seta, di Pitti Immagine e della Fiera Internazionale di Milano). Mario Boselli è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 1990, Commandeur de l’Ordre National de la Legion d’Honneur nel 2002 e Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2007, ed è anche Presidente dell’Associazione Italia-Hong Kong. Come si può intuire l’attuale Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana è un uomo avvezzo alle sfide imprenditoriali non solo sui mercati nazionali. La sua Presidenza si caratterizza per la sua capacità di dialogo in un mondo certo non facile come quello della moda. Come emerso anche nelle ultime sfilate milanesi, Boselli, ama promuovere il coraggio e la volontà dei giovani stilisti che certo saranno parte importante del prossimo futuro della storia della moda italiana. Con la consueta gentilezza il Presidente Mario Boselli ci ha ricevuto presso la sede della Camera Nazionale della Moda, accettando di rispondere ad alcune nostre domande.

Gentile Presidente, Milano è sempre “Capitale della Moda?”

Si, se parliamo di prêt-à-porter alto, quello degli stilisti. Ciò in quanto il sistema moda italiano, con la sua filiera, con 70.000 imprese che danno lavoro a 650.000 persone, rappresenta un unicum per qualità delle produzioni, secondo solo alla Cina e Hong Kong per quantità prodotte. Milano è la capitale della Moda in quanto è ove il sistema moda italiano si rappresenta.

Come si può migliorare il rapporto fra Milano e la Moda?

In molti modi, soprattutto investendo di più per render la città ancora più aperta, fruibile e brillante.

Milano 24orenews ha realizzato un servizio sugli stilisti emergenti. Sono eredi o innovatori?

Quello che mi sento di dire è che sono assolutamente bravi a livello di creatività ed innovazione, comparabili con la prima generazione di stilisti che hanno fatto grande il Made in Italy negli ultimi decenni. La differenza è che però l’accesso al mercato è diventato infinitamente più difficile ora e, per avere successo, oltre alla bravura servono risorse finanziarie e manageriali molto alte.

Quale il suo commento sull’ultima edizione delle sfilate milanesi?

Incondizionatamente positivo per la qualità delle collezioni proposte, per le numerose presenze di buyer e stampa e per l’ordinato svolgimento delle sfilate, delle presentazioni e degli eventi come da programma.

Ci sono ancora realtà italiane Made in Italy in tutto il loro ciclo di produzione?

La risposta è affermativa, infatti anche se la filiera è stata indebolita dalle recenti crisi - quella più grave del 2008/2009 e quella più recente dello scorso anno - rimane pur tuttavia viva e vitale.

La Moda italiana avrà spazio adeguato nel nuovo mercato cinese e come?

Certamente sì, e la bella novità è che dopo la grande affermazione di marchi di prima grandezza del Made in Italy, oggi il mercato cinese richiede anche nuovi marchi meno noti con due caratteristiche: che siano Made in Italy e che abbiano dei costi un poco inferiori rispetto ai big player. La Camera Nazionale della Moda Italiana è specificatamente impegnata a favorire tali imprese.

Grazie Presidente.

18 marzo 2013

Condividi
comments
  • Menabrea_2
  • Menabrea_1

In primo piano