LECCE. MELENDUGNO E LE SUE MARINE

LE MARINE DI MELENDUGNO

LE MARINE DI MELENDUGNO...... EMOZIONI SALENTINE

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Il nostro educational Tour Salentino 2018 prosegue, immersa nella pianura pugliese e proiettatoa verso il mare adriatico, apprezziamo la cittadina di Melendugno siamo in provincia di Lecce, ha origini preistoriche e presenta numerose testimonianze delle dominazioni delle quali è stata oggetto nel corso dei secoli. Di particolare rilievo e da segnalare il castello dei D'Amelj, ricchi feudatari che nel XVI secolo ne controllavano il territorio, e le chiese di Santa Maria Assunta e San Nicola.LE MARINE La guida ci racconta che Il territorio si estende fino alle località marittime di San Foca, Rocca Vecchia (rilevante sito archeologico), Sant'Andrea, Torre Saracena, Torre Specchia Ruggeri e Torre dell'Orso, di fama internazionale assolutamente suggestive e da visitare, collocate lungo un tratto di costa prevalentemente roccioso e frastagliato, notiamo fin da subito che si alternano piccole calette e baie sabbiose come quella di Torre dell'Orso . Infine si giunge alla frazione di Rocca Vecchia, con le sue numerose rovine, ancor ben conservate e le sue antiche testimonianze archeologiche.

ROCA VECCHIA

Roca fu completamente distrutta nel 1544 per ordine del governatore della terra d'Otranto Ferrante Loffredo. I suoi abitanti fondarono allora la frazione di Rocca Nuova lungo la via che collegava Melendugno a Torre dell'Orso. Ma entriamo subito nel blu di Torre dell'Orso. Un luogo che ci ammalia fin da subito, molto suggestivo, non solo del Salento, ma azzardiamo a soffermare dell'intera penisola italiana.   Considerata la nuova meta per i turisti provenienti da ogni angolo di mondo, Torre dell'Orso con San Foca, Roca, Sant’Andrea e Torre Specchia appartiene come illustra la guida, al territorio delle Marine di Melendugno. Ricca di resort e di villaggi da favola, è nota nel mondo grazie alla sua spiaggia dai colori quasi argenti e per le sue acque limpide e cristalline, premiate con la Bandiera Blu e con il prestigioso riconoscimento delle Cinque Vele di Legambiente. Al pari di numerose località salentine, anche Torre dell'Orso deve l'origine del proprio nome a una caratteristica torre di avvistamento, utilizzata nei secoli scorsi per prevenire e impedire gli attacchi nemici. Siamo nella macchia mediterranea che si espande a perdita d'occhio, la spiaggia di Torre dell'Orso si affaccia sulle famose "Due Sorelle", le due bianche scogliere che, quasi magicamente, sembrano emergere dalle acque.

TORRE DELLORSO

La bellezza naturale, nel caso di Roca, si somma al fascino della storia di questo luogo incantato. Non ci si può lasciare ingannare da quello che appare oggi un piccolo centro turistico lontano dalla mondanità delle attività commerciali. Roca va immaginata come la fiorente città messapica che è stata nel corso degli anni. Come si diceva, gli scavi effettuati a Roca hanno portato alla luce importanti testimonianze del passato. In particolare sono stati scoperti un imponente sistema di fortificazioni risalente all’Età del Bronzo (XV – XI secolo a.C.) e numerosi reperti che ricordano modelli minoici ed egei. Ci sono tracce importanti, relative all’Età Messapica (IV – III secolo a. C.), come una cinta muraria, un monumento funerario, diverse tombe e fornaci. Si crede che il nome messapico della città fosse Thuria Sallentina. I Messapi sono i più antichi abitanti del Salento. Erano abili allevatori di cavalli. Il loro nome originario era quello di Iapigi, poi chiamati Messapi dai Greci in quanto abitanti della Messapia, letteralmente “terra fra due mari. Successivamente il sito fu abbandonato: infatti non vi sono tracce del periodo romano, ma ritornò ad essere frequentato nell’alto Medioevo da anacoreti provenienti dall’Impero Romano d’Oriente che qui costituirono una comunità, stanziando in alcune grotte scavate nel calcare. Nel corso del 1500 Ferrante Loffredo, governatore di Terra d’Otranto, diede ordine di radere al suolo quello che restava della città, divenuta nel frattempo rifugio di corsari.

Roca-La-grotta-della-Poesia

Continua il nostro percorso alla Grotta della Poesia, avvolta in una leggenda che racconta di una bellissima principessa, che pare amasse fare il bagno nelle acque salutifere della grotta; la sua bellezza era così folgorante che ben presto la notizia si diffuse in tutta la Puglia. Fu così che schiere di poeti provenienti da tutto il Sud dell’Italia si riunivano in quel luogo per comporre versi ispirati alla sua bellezza: chi scrisse delle ninfe, chi delle principesse orientali, chi delle regine del nord, e la fama durò tanto a lungo che ancora oggi questo luogo è conosciuto come la Grotta della Poesia. Sulla Strada che collega Torre dell’Orso a San Foca, vi è un’area interessata alla realizzazione di un Parco Archeologico. Sempre sulla stessa strada sono visibili le fortificazioni messapiche di Roca Vecchia che possono essere ripercorse. Nella zona, oltre ai recenti scavi dell’abitato medioevale, si possono osservare ipogei, cripte e resti di struttura di varie epoche a partire dall’età del Bronzo. Sull’area di Roca Vecchia, dal 1984 sono stati portati avanti degli scavi archeologici di notevole importanza, grazie all’interesse dell’Amministrazione Comunale, Amministrazione Provinciale e dell’Università di Lecce, Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Istituto di Archeologia.

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