TRADIZIONI DEL PASSATO PUGLIESE, LE FESTE DEL FUOCO “LE FOCARE”

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 LE FESTE DEL FUOCO “LE FOCARE”

MELENDUGNO LA FOCARA 2018

LA FOCARA ACCENDE IL SALENTO

MELENDUGNO LA FOCARA in costruzione

Nel Salento terra di tradizione con l’educational Tour Puglia 2018. Alla scoperta del suo turismo culturale nella stagione invernale. Approfondiamo e conosciamo le lunghe scie delle feste del fuoco, che accendono tutta la regione in queste fredde notti di inverno. Per scoprire i termini ''focara'' una derivazione dialettale Salentina, e di altri dialetti meridionali, sta a indicare un falò di legna da bruciare. Tutt’oggi la tradizione continua,in quasi tutti i comuni del Salento, si creano cumuli di fascine agli incroci delle strade principali, un rito tradizione partecipato da tutti gli abitanti. Il fuoco viene acceso durante la sera della vigilia della festa liturgica di Sant’Antonio abate il 16 gennaio. Intorno a questa pira ardente sono solite trattenersi, per trascorrervi la serata, le famiglie che l'hanno costruita. Da dove questa tradizione tragga origine non è certa, ci sono correnti di pensiero: forse da antichi riti pagani o forse in ricordo di un terremoto che secoli or sono colpì il Salento. La focara è formata da migliaia di fascine di arbusti, rami di ulivo secchi, in genere si parla che può aver un diametro di circa 20 mt per spingersi in altezza sui 25 metri Le fascine dai campi vengono trasportate in una piazza di periferia e disposte fino a formare quello che in Salento chiamano “furnieddhru”, una tipica costruzione di campagna che i contadini usavano come deposito. .. Gli abitanti iniziano il lavoro di questa piramide di rami secchi già nei primi giorni di dicembre. Si calcolano un centinaio di falò costruiti in tutto il Salento, specialmente d'inverno, per riscaldare le fredde notti dei pellegrini nel giorno della festa del paese. Seguiamo merito al nostro educational tour la Focara di Melendugno o propriamente della la Focara di San Niceta del Terremoto, costruita con i rami secchi degli ulivi appena potati. La sera, dopo la tradizionale processione che parte dalla Chiesa Madre di Maria Assunta a Melendugno. Una chiesa, risalente al XVI secolo, con pianta a croce latina. Al suo interno, sotto il piano pavimentale, trovano posto diciannove sepolture. Nel 700 inizia una grande trasformazioni per l'edificio sacro che venne allargato con le due navate laterali e dotato di campanile anch’esso datato 1696 .Sul finire del 19° secolo, venne arricchita da un nuovo coro e cappelle una delle quali dedicata a San Niceta.Melendugno Chiesa Madre

 

Dopo le funzioni religiose, la processione si snoda per le vie del paese, per culminare con l’accensione della Focara tra fuochi d’artificio e musiche di tradizione e non, con la partecipazione della cittadinanza e dei paesi vicini. La focara come detto sopra trae probabilmente la sua origine da un evento disastroso che colpì il salento molti secoli addietro: il terremoto (come ad Acquarica di Lecce) o uragano (a Martignano). Il fuoco quindi, come simbolo universale, alla fiamma sono associati, per esempio, il sacro, l’amore, il sesso, la luce, la gloria e la purificazione. Altre Focare da segnale sono ad esempio quella di San Marzano (TA) nella provincia jonica segnaliamo il grande "Zjarr i Madhe il falò più grande e antico d’Italia. Il termine Zjarr i Madhe significa fuoco grande. Ha origini verso il 1600, la particolarità di questo rito è che viene fatto in corteo con 50 cavalli che trasportano le fascine di rami secchi, i fedeli poi a loro volta trasportano tronchi per più di 3 km, sino ad arrivare al punto della costruzione della focara.. Alcuni cavalli poi, si inginocchiano davanti al Santo Patrono San Giuseppe. È questa una tradizione unica in Italia che attira turisti da tutto il mondo. focara di novoliTra le più grandi segnaliamo quella di Novoli, in onore del patrono sant'Antonio abate. Ogni anno al 16 gennaio la focara viene accesa da uno spettacolo di fuochi d'artificio che illuminano a giorno il cielo novolese. L'evento attrae migliaia di persone è stato oggetto anche di un documentario della National Geographic. Di anno in anno i costruttori della "focara" si impegnano a variarne la forma e lasciando a volte un varco centrale, "la galleria", che durante la processione è attraversata dal corteo che accompagna la statua del santo.

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Da annotare un RICHIAMO DANTESCO per questo rito .

 

« Tra l'isola di Cipri e di Maiolica

non vide mai sì gran fallo Nettuno,

non da pirate, non da gente argolica.

Quel traditor che vede pur con l'uno,

e tien la terra che tale qui meco

vorrebbe di vedere esser digiuno,

farà venirli a parlamento seco;

poi farà sì, ch'al vento di Focara

non sarà lor mestier voto né preco. »

 

Nel XXVIII Canto dell'Inferno di Dante si parla di "vento di Focara", dove qui "Focara" è un monte dal quale soffiano venti impetuosi che fan rincorrere i marinai a far voti.

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il Salento è terra dove 'cultura contadina, poliglotta, dove popoli e culti si mescolano nello spazio e nel tempo', ed in questa visione universale dell’ accensione delle “focare” c'è tutto il significato per comprendere la grandezza di questa bella Puglia da scoprire..

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