MINERVINO MURGE (BT) IL BALCONE DI PUGLIA

Minervino Murge Barletta

MINERVINO MURGE - BARLETTA

IL BALCONE DI PUGLIA  E LA GROTTA DI SAN MICHELE

GROTTA SAN MICHELEMINERVINO MURGE BARLETTA

Continua il nostro Press Tour  "Puglia Imperiale" oggi visitiamo  il “Balcone delle Puglie” effettivamente uno spttacolo della natura, verderlo è una forte emozione per il suo incanto, per lo stupendo panorama; parlaimo di Minervino Murge, borgo della Puglia Imperiale inserito nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Questa località conserva nella sua parte più antica, la Sesciola, il borgo medievale con pregevoli monumenti, case in pietra, collegate da archi attraverso le facciate che caratterizzano questa parte del paese. Il borgo è inserito in un territorio collinare all’interno del più grande parco naturale del Sud Italia che ospita un numero elevatissimo di specie animali e vegetali.

GROTTA SAN MICHELE interno

Antichi sentieri, i tratturi, sono presenti in tutto il territorio circostante il borgo e utilizzati ancora come luoghi di passaggio nei terreni adibiti a pascolo. In contrada san Michele a Minervino Murge, in provincia di Barletta troviamo una antica testimonianza scritta sulla Grotta che è data dalla pergamena del Monastero di Montecassino nella quale si apprende che il 2 febbraio dell'anno 1000 il Protospatario Imperiale e Catapano d'Italia Gregorio Tracanioto, fece restituire all'Abbazia Cassinese vari possedimenti che essa aveva "ab antiquis", e fra l'altro "in pertinentiis de civitate Minervine speluncam ubi est ecclesia Sancti Salvatori et territorie": nelle vicinanze della città di Minervino questa grotta dove vi è all’inerno la chiesa del Santo Salvatore..

GROTTA SAN MICHELE paticolare  interno

Dell'antica chiesa del Salvatore nella grotta (titolo del resto consono a quello dell'omonima basilica della vicina Canusium, in epoca sabiniana), sono certamente le quattro colonne in pietra, disposte in modo tale da formare un quadrato (il richiamo alla loro funzione di ciborio?) attorno ad un cippo dell'età imperiale (che ora è conservato presso il Comune). Le quattro colonne, coperte di calce, adattate alla funzione di reggi-candelabro con l'aggiunta di alcuni spuntoni in ferro, sono di fattura diversa: quelle anteriori sono una a "tortiqlione", con un capitello scolpito a motivi floreali (una palma), l'altra scanalata e con un capitello con fogli di acanto, tipica corinzia; quelle posteriori sono uguali e senza decorazioni, nella forma cosiddetta "a papiro". Non si conosce con precisione l'epoca in cui la Grotta, ad imitazione di quella del Gargano e di molte altre nel Sud dell'Italia fu consacrata al culto dell'arcangelo Michele, patrono della città di Minervino. Nel Seicento abbiamo già un culto micaelico consolidato, testimoniato da alcuni documenti: la "Perizia Tango" per la vendita del feudo, nel 1667, e le visite pastorali. Nella visita pastorale del 1732, la Grotta viene menzionata come seconda tra le numerose chiese "fuori le mura", con il nome di "chiesa del Glorioso Protettore San Michele Arcangelo"; nel numero dei quattro eremiti che hanno cura delle principali chiese extraurbane, c'è l'eremita di "San Michele Arcangelo, Francesco Granieri". Si comprende quindi la funzione della piccola abitazione costruita accanto all'ingresso della Grotta: un "romitorio" che poi è stata usata come abitazione di fortuna. Dietro l'altare, accanto alla cavità che introduce in un antro più piccolo, si trova una colonna mozzata e cava, del diametro di circa cm 50, che riceve lo stillicidio delle acque e che è sempre piena di acqua e dalla quale l'eremita dispensava l'acqua dell'Arcangelo.

LOGHI PUGLIA IMPERIALE PRESS TOUR

 

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