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LA TENUTA BADIA MORRONA SI PRESENTA A MILANO

Badia Morrona, Verticale dal vecchio al nuovo millennio 

per riscoprire il Sangiovese, uva principe della Toscana

Filippo-Gaslini-Alberti

Gaslini

La famiglia Gaslini Alberti, incontra la stampa a Milano presso l’Osteria del treno per una verticale dei suoi prestigiosi vini prodotti nelle antiche cantine di Badia Morrona a Terricciola in provincia di Pisa per stimolare un dibattito/confronto di annate diverse che vanno dal 1997 al 2011 che si distinguono anche per vecchi e nuovi modi di produrre e affinare il vino. Filippo Gaslini Alberti appartiene alla seconda generazione della famiglia che negli anni ha saputo tramandare alle future generazioni l’arte del buon vino.  La Tenuta fu acquistata nel 1939 da Gerolamo Gaslini Alberti, fondatore del famoso Ospedale genovese per bambini, Badia Morrona era una Abazia dei monaci Camaldolesi (la chiesa romanica risale al 1152), successivamente scelta nel 15° secolo come residenza estiva dal Vescovo di Volterra.

badia-di-morronabricchi-astigianiGerolamo la acquistò per la vocazione di questi luoghi alla produzione di Vini di qualità ed iniziò un’opera di riammodernamento che poi è stata seguita dai suoi discendenti che ha portato l’azienda al prestigio di oggi. La cantina è stata ampliata ed ora è arrivata a 5.500 mq. I vigneti sono stati ampiamente rinnovati e grazie ad un duro e sapiente lavoro ed i vini sono costantemente migliorati con l’aiuto di nuove tecniche di vinificazione e affinamento. L’azienda oggi può vantare 600 Ha di cui 105 impiantati a vigneto che rientrano nella DOCG Chianti e quindi la produzione è incentrata su vini rossi anche se si produce un piacevolissimo Vermentino. Al top di gamma l’azienda ha due cavalli di razza: N’antia, un Supertuscan (Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Merlot in percentuali che variano a seconda delle annate) e il Vigna Alta (Sangiovese in purezza) presentato alla verticale con le annate 1997, 1998, 1999, 2000 e 2011. 

La verticale dal titolo Sangiovese nel vecchio e nel nuovo Millennio, evidenzia due stili di affinamento diverso: in passato avveniva in barriques, ora in botti grandi di rovere francese e solo una parte in barriques di secondo passaggio. Filippo accompagnato nella serata dalla sua consorte ci ha spiegato l’importanza per l’azienda di mantenere e recuperare i vitigni autoctoni e quindi il Sangiovese che rappresenta la peculiarità del territorio. Vigna Alta essendo un Sangiovese in purezza è espressione del territorio, è un vero e proprio Crù, una vigna che dal 1965 per le sue caratteristiche si decise di vinificare separatamente in purezza e che oggi l’università di Pisa ne ha studiato il suo clone. Per mantenere la produzione su certi livelli si è deciso di reimpiantarlo nei terreni migliori dell’azienda per non disperderne il patrimonio genetico e tramandarlo alle future generazioni. Nella degustazione Vigna Alta annate 1997, 1998, 1999, 2000, 2011 si sono particolarmente distinte l’annata 1997 che mantiene ancora una bell’acidità e si distingue per corposità ed equilibrio e Vigna Alta 2000 che grazie ad una estate caldissima ha permesso di anticipare la vendemmia e ne ha accentuato le note di morbidezza.

Riccardo L. Molino

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