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NOVEMBRE IN VALDINIEVOLE di Teobaldo Fortunato

Valdinievile

NOVEMBRE IN VALDINIEVOLE

di Teobaldo Fortunato

Sono più miti le mattine […]

e le bacche hanno un viso più rotondo.

L'Acero indossa una sciarpa più gaia

e la campagna una gonna scarlatta.

E anch'io, per non essere antiquata,

mi metterò un gioiello.

Così scriveva la poetessa americana Emily Dickinson a metà dell’Ottocento; a novembre, il mese che prelude Natale, una tappa obbligata nel panorama dei luoghi del cuore italiani, è la Valdinievole, in provincia di Pistoia, tra la blasonata Firenze e il modaiolo Mare versiliano. Il termine Nievole è mutuato dal latino che indica la nebbia, vocabolo che si addice a questo territorio, le cui albe autunnali sono molto spesso nebbiose.

La città più nota è sicuramente Montecatini Terme che è al centro della Valdinievole. È stata fondata in virtù della sua grande ricchezza naturale: le acque termali. Gli impianti che sono stati costruiti intorno alle sorgenti vantano una storia secolare soprattutto a partire dal XVIII secolo. A rendere notissimi al mondo intero, gli stabilimenti legati al benessere fisico, celebrità del diciannovesimo secolo che le hanno frequentate, da Rossini a Verdi, da Mascagni a Puccini, fino a Ruggero Leoncavallo! Città turistica per eccellenza, offre al visitatore notevoli possibilità di relax e di svago, dal tiro a volo al golf, dall’ippodromo al basket. E lo shopping? Il centro storico tutto costellato di bellissimi palazzi ‘fin de siecle’, ha una vasta area pedonale tra via Roma, viale Matteotti e viale Verdi dove inizia l’area dello shopping urbano tra parchi verdissimi ed eleganti stabilimenti termali d’antan e contemporanei. È un percorso alla ricerca dell’art Nouveau, come ci fa notare l’architetto Maria Sole Venturini che ci accompagna tra boutique di lusso, i luoghi dell’arte, le chiese e i palazzi imponenti dove hanno trovato sede i negozi d’abbigliamento glamour, fino ad un esclusivo store tutto particolare, il Laboratorio Creativo Interni dell’interior designer Silvana Olmo, in via Matteotti. Tra essenze raffinatissime come quelle di “Aqua Flor” e ‘objets de verte’, ci si perde ad ammirare complementi d’arredo antichi e contemporanei rivisitati per persone snob quanto basta. Montecatini ospita, in alcuni momenti dell’anno, sfilate dedicate alla moda che vedono sulla scena i più famosi stilisti italiani. Ma oltre il relax, da visitare è il Parco delle Terme del Tettuccio, il MO.C.A. ovvero il Museo di Arte Contemporanea, allestito all’interno del Palazzo di Città, una costruzione in puro stile Liberty che ostenta affreschi di Galileo Chini, un’elegantissima scalinata e raffinate vetrate colorate d’inizio secolo. Tra le opere d’arte da non perdere, nel percorso museale, “Donna avvolta in un volo di uccelli”, il più grande dipinto di Joan Mirò al mondo e un’incredibile opera di Pietro Annigoni, “Vita”. Si tratta di una enorme tela (mt 6,2 x mt 3,5) che raffigura un’allegoria della Crocefissione, in cui, sulla croce, la scritta INRI è sostituita dalla legenda Coca Cola! Al centro della pulsante cittadina, la Pineta secolare che rappresenta un autentico polmone verde. Se poi volete godere di un mezzo singolare di trasporto, è possibile utilizzate la funicolare la cui costruzione risale al 1850 che mette in contatto Montecatini Terme con il borgo antico di Montecatini Alto. Perfettamente funzionante, è davvero emozionante ascendere al borgo nelle carrozze originarie con gli interni di allora.

In alto, è il piccolo delizioso borgo medievale di Massa e Cozzile, su un alto declivio che conserva tuttora la grande porta che un tempo di sera era chiusa. Il centro è caratterizzato dal castello sulla sommità. Meritano una visita gli ateliers contigui di due artisti d’eccezione: Franco Bonelli con le sue vedute trasognate di arcadici paesaggi toscani e Rocco Normanno, definito da Vittorio Sgarbi, “l’ultimo dei caravaggeschi” per i suoi ritratti forti ed inattesi che lasciano estasiati.

Valdinievile 2

Da Massa e Cozzile a Pescia, il tragitto è breve: è lo storico capoluogo della Valdinievole. Rinomatissimo centro per la coltivazione dei fiori e del garofano, la produzione della carta e la frazione di Collodi, dove Carlo Lorenzini, lo scrittore del celeberrimo Pinocchio, visse parte della sua infanzia. Se il centro storico è da visitare per i suoi monumenti, dal Duomo al palazzo del Podestà, edificato tra il XII e il XIII secolo (ora sede della gipsoteca dell’artista Libero Andreotti), sicuramente da non trascurare sono le storiche ville Sismondi e quella Garzoni con annesso giardino, a Collodi. Ad affascinare grandi e bambini, è il Parco di Pinocchio con opere di famosi artisti del Ventesimo secolo: Emilio Greco, Venturino Venturi, Pietro Consagra, Marco Zanuso e Augusto Piccoli.

Lasciata Pescia attraversiamo le strade dell’olio riscoprendo castelli e borghi antichi, ma anche le vie del vino per dare uno sguardo ad un luogo d’eccezione: Monsummano Terme, caratterizzato dalla famosa Grotta Giusti, ovvero la grotta termale più ampia d’Europa con i suoi oltre duecento metri nel sottosuolo della sovrastante villa ottocentesca. È ricca di stalagmiti e stalattiti suddiviso in tre aree definite Inferno, Purgatorio e Paradiso con evidente allusioni dantesche. L’elegante struttura sovrastante, un tempo era la residenza di campagna della famiglia del poeta Giuseppe Giusti, vissuto nella prima metà del XIX secolo, noto per i suoi versi pungenti e malinconici. Romantica è l’eclettica Villa Renatico Martini. Da alcuni decenni, nelle sale decorate da soffitti a cassettoni, sono allestite mostre d’arte contemporanea. È piacevole passeggiare d’autunno nel parco che la circonda, tra canfori, sequoie e querce da sughero.

Ultima tappa è a Lamporecchio, sulle pendici del Montalbano. Si raggiunge lambendo l’area del Padule di Fucecchio. Un borgo, legato alla celeberrima Villa Rospigliosi, edificata da Clemente IX, che, secondo la tradizione, aveva dato l’incarico a Bernini di progettarla. La famiglia del pontefice l’ha utilizzata d’estate fino alle soglie del Novecento. Oggi è una location per eventi; sorte comune a tante aristocratiche dimore d’Europa.

Seguendo il nostro itinerario, dopo aver soggiornato a Pieve a Nievole, in un’antica dimora toscana, Villa Pitti Amerighi, da non perdere a colazione o accompagnate da un ottimo vin santo, le gustosissime Cialde di Montecatini: un dolce prelibato e friabile, leggero e delizioso. Si presenta a forma di disco spesso circa 2 millimetri ed un diametro di circa venti. È composto da due veline con un ripieno di zucchero e mandorle tritate. Si narra che la cialda sia stata creata da pasticcieri ebrei cecoslovacchi negli anni Venti del Novecento che nel 1936 avendo deciso di fuggire dalle epurazioni fasciste, cedettero l’attività e la ricetta originale al pasticciere Orlando Bargilli. Da allora, la nota pasticceria ancora le produce, modificandone in parte la ricetta fin ad ottenere quella contemporanea. E a Pescia, non bisogna perdere il sapore inconfondibile degli asparagi verdi e quello dei necci, un piatto tipico composto da farina di castagne, acqua e un pizzico di sale, che somiglia alle più note crepes da farcire principalmente con la ricotta. Considerato oggi un dolce, in realtà, un tempo serviva ad accompagnare piatti salati; posto tra foglie di castagno, ne assume l’aroma. Ma, prima di lasciare questa valle delle delizie, val la pena portare con sé i brigidini, dolci tipici di Lamporecchio: cialde ricurve molto friabili aromatizzate all’anice. Un retrogusto che difficilmente si dimentica!

Tratto da:

Milano 24orenews                         Roma 24orenews          

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