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Ospedali in affanno: Medici di famiglia chiamati a fare argine

Allarme estate, ospedali in affanno: Medici di famiglia chiamati a fare argine

Allarme Estate 2018 - medici di famigliaEstate complicata, come sempre, per chi resta in città o chi vi fa turismo. Gli ospedali e i pronti soccorso si spopolano. Ma quest’anno i medici di famiglia, tra chi va in vacanza e chi resta, sono in prima fila nel fare le prove generali degli accordi nazionali, con l’ultimo che chiede loro di fare filtro agli accessi in ospedale. Almeno nelle grandi città. A Napoli il segretario Fimmg Luigi Sparano lancia l’allarme: «La città rischia di trasformarsi in un deserto sanitario, nel quale l’incidente potrebbe essere dietro l’angolo. Soprattutto ora che Napoli vede un tale afflusso turistico». La medicina generale chiamata a fare da argine si rivolge all’Asl, mentre gli ospedali sono in affanno, al Cto i primari hanno chiesto di chiudere il Ps oltre un certo orario, al Pellegrini oculistico i temi sono simili, restano il Cardarelli e il Loreto Mare ad arginare le richieste.

E Roma? La Regione Lazio sta disponendo affinché una ventina di ambulatori aprano sabato e domenica, anche nei luoghi di villeggiatura, in particolare ai circa 350mila anziani che si rivolgono ad essi piuttosto che ai Ps. Ed è stato previsto il raddoppio dei turni dei medici che vi operano per dimezzare le attese. Seicento chilometri a Nord, l’Ats Città di Milano si appresta a varare un numero verde pubblico mirato agli over 65. «Il medico di Continuità Assistenziale che si recasse in casa di un anziano a seguito di una richiesta, a propria discrezione ne valuterà e segnalerà la fragilità al numero verde. In particolare il paziente che comunque non sia da ospedalizzare sarà indirizzato dall’Ats ai servizi sociosanitari del Comune», spiega Giovanni Campolongo presidente Snami CA lombardo. Sempre da Snami a Milano Ugo Tamborini sottolinea per i medici di famiglia che «malgrado il peso di un’ottantina di zone carenti da riempire, la medicina del territorio ha un tessuto in grado di far fronte alle esigenze della popolazione: i pazienti si distribuiscono tra i medici restanti e quanto cresce è il carico medio, l’ottimale, da 1 medico per 1300 residenti a 1 per 1500-1700. Il lavoro magari aumenta ma nessuno è lasciato solo. Andrebbe peraltro sensibilizzata la pazientela: una volta che il medico, in vacanza, metta il sostituto, nessuno dovrebbe “disertare” recandosi in Pronto soccorso. Come purtroppo succede. È una questione di educazione». E torniamo a Napoli, dove il territorio fa suo l’allarme partito dagli ospedali. «In Campania ci siamo predisposti ad arginare la domanda dei residenti cronici attrezzandoci con le aggregazioni funzionali, ma quanto è ancora su carta, previsto dal decreto regionale 53 di quest’anno, va fatto partire da Regione ed Asl», dice Luigi Sparano. «Il progetto riguarda per ora gli affetti da insufficienza respiratoria per i quali i nostri studi andrebbero dotati di spirometro ed andrebbe avviata una formazione. E riguarda un collegamento informatizzato tra studi e ospedali, in prospettiva per censire e prendere in carico la popolazione fragile, effettuando presso di noi ecg ed ecografie. Se vogliamo essere all’altezza dei tempi e delle stagioni dovremmo partire. Tanto più che i pazienti vanno in Ps spesso non per condizioni di oggettiva gravità ma per avere una diagnosi rispetto a un sintomo che li preoccupa». C’è poi il tema dell’afflusso crescente di turisti, per il quale la stessa Regione si chiede se attivare un servizio di guardia turistica, come nella penisola sorrentina, e ha convocato un incontro con i sindacati. «Qui il servizio non c’è ancora ma la questione è all’ordine del giorno. I sindacati sono convocati, l’idea è di ampliare la recettività di alcuni studi mmg verso i turisti, costituendo postazioni di riferimento per i cittadini non residenti».

fonte: doctor33

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Salute e Benessere