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Tecnologie digitali in chirurgia ortopedica

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TECNOLOGIE DIGITALI IN CHIRURGIA ORTOPEDICA

Digitalizzazione, chirurgia robotica e, nel futuro più che mai prossimo, intelligenza artificiale, realtà aumentata e machine learning sono e saranno sempre più protagonisti in sala operatoria. Quali siano i passaggi chiave nel processo di gestione di questa innovazione tecnologica in sanità, passaggi che vedono più interlocutori interagire per renderla sostenibile, sono il tema principale al centro del dibattito del convegno “Sanità 4.0 e innovazione in ortopedia: una sfida di sostenibilità”, organizzato a Roma, in collaborazione da Value Innovation Access e British Embassy, con il contributo di Smith&Nephew.

Principale ambito di applicazione di queste nuove tecnologie in chirurgia ortopedica sono gli interventi per danni alle articolazioni maggiori. Si tratta di circa 200 mila procedure di artroprotesi l’anno, secondo i dati 2017 registrati dalle Schede di dimissione ospedaliera (SDO), dal Programma nazionale esiti (PNE) e del Registro italiano artroprotesi (RIAP), che vedono l’intervento all’anca (oltre 108 mila casi) e la sostituzione dell’articolazione di ginocchio (poco più di 80 mila interventi) farla largamente da padroni. Dopo la sua introduzione in Italia nella prima decade del secolo anche in ortopedia, negli ultimi anni si è registrato un incremento del ricorso alla robotica come supporto al chirurgo ortopedico durante questi interventi.

Ad oggi, ammontano complessivamente a circa 4 mila le protesi articolari impiantate in modo assistito con robot nel nostro paese; numeri ridotti, se raffrontati al ricorso ad analoghe tecnologie in altri campi chirurgici, come l’urologia in cui viene effettuato circa il 60 per cento delle 18 mila procedure chirurgiche robotizzate effettuate ogni anno in Italia, o alla chirurgia generale o ancora alla ginecologia. Tuttavia, il potenziale della chirurgia robotica – anche in ortopedia – è immenso. Lo testimoniamo, pur se con stime, gli analisti che indicano in oltre il 20 per cento il tasso annuo di crescita del mercato mondiale della chirurgia robotica e dei robot chirurgici, pronti a integrare all’interno delle consolle, intelligenza artificiale, big data e algoritmi di machine learning, per fare della chirurgia robotica un’attività sempre più performante, flessibile e sostenibile, «ma sempre in aiuto e a sostegno della mano e del cervello del chirurgo, perché ricordiamoci che il robot mette in pratica solo ciò che l’uomo idea e progetta», ricorda Falez.

E il paziente? Le analisi del RIAP mettono in luce come, sempre riferiti al 2017, gli interventi di protesi di ginocchio sono stati effettuati su pazienti con età media generale di 70 anni, per la protesi totale, e di 67 anni per quella parziale, per il 68 per cento femmine e il 32 per cento maschi, con l’artrosi primaria come causa principale per la sostituzione dell’articolazione (95 per cento del totale).

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Salute e Benessere