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Perchè le persone ansiose sono più indecise delle altre

Ansia e indecisione 1

Molto è stato scritto sui vantaggi e gli svantaggi dovuti all’essere ansiosi e dal Regno Unito arriva una nuova ricerca secondo la quale l’ansia è collegata all’incapacità di valutare nel giusto modo certe situazioni.

Il recente studio, condotto da Michael Browning del John Radcliffe Hospital a Oxford insieme a colleghi di istituti tedeschi e statunitensi, è stato pubblicato sulla rivista Nature e conferma che le persone ansiose possono trovarsi in difficoltà quando devono decidere come comportarsi in un contesto il cui esito è imprevedibile. La statistica è una disciplina che fornisce un grande aiuto nelle scelte quotidiane, ma gli ansiosi sono portati a non valutarne correttamente i dettami, dunque a stimare nel modo sbagliato le probabilità che certi eventi si possano verificare più e più volte. Facendo la scelta sbagliata, l’ansioso diventa ancora più agitato, entrando in un circolo vizioso dal quale è complicato uscire.

Browning, insieme alla sua équipe, ha inventato dei test volti a chiarire il comportamento delle persone molto ansiose poste di fronte a circostanze in cui le loro scelte avrebbero potuto avere esiti imprevedibili, forse spiacevoli. Alcuni test erano così strutturati: su uno schermo comparivano due figure geometriche e i partecipanti dovevano sceglierne una; la scelta poteva causare una scossa sui volontari, la cui intensità e il cui intervallo di tempo erano variabili. I test venivano ripetuti più volte e i soggetti potevano cambiare le risposte in base alle probabilità che certe figure fossero collegate più di altre alla scossa elettrica.

Ansia e indecisione 2 r

È in questo momento che appare chiaro come agiscono le persone con alti livelli di ansia: esse risultano meno capaci delle altre di plasmare le proprie scelte in base alle informazioni disponibili. Inoltre, più l’esito delle decisioni diventava incerto più il fenomeno aumentava.

Prendere le decisioni giuste sulla base delle informazioni disponibili parziali è importante nella vita, per esempio quando si devono fare scelte sul proprio futuro, come scegliere l'università, il corso di laurea o il proprio percorso lavorativo. Dall'altro lato del tavolo si trovano i selezionatori del personale, che a loro volta devono prendere decisioni difficili: scegliere la persona giusta è sempre una scommessa e un investimento che fa l'azienda ed essere ansiosi non aiuta a prendere la giusta decisione.

Stessa situazione si incontra in molti giochi di carte, ad esempio il poker texas hold’em, disciplina sportiva i cui insegnamenti si rivelano utili anche per la quotidianità.

Nel poker le scelte gravitano attorno non solo alle nostre carte, ma anche alle carte che pensiamo abbiano gli avversari (il cosiddetto range). Per decidere se giocare una mano oppure ritirarci e, nel caso giocassimo, stabilire quanto puntare, dovremmo conoscere le probabilità che hanno le nostre carte di vincere e le probabilità che hanno i range avversari di vincere. Come nel caso degli esperimenti sugli ansiosi, il giocatore di poker non ha certezze, ma stimoli a comportarsi in un modo o nell’altro. Le probabilità sono determinanti nel compiere certe scelte, per questo il pokerista deve rimanere sempre lucido e non lasciarsi andare, distraendosi, come invece fanno gli ansiosi nell’esperimento condotto da Browning.

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Oltre ad analizzare le scelte dei volontari, gli scienziati capitanati da Browning ne hanno misurato la dilatazione delle pupille durante l’esperimento in quanto fenomeno legato alla risposta neurofisiologica del locus coeruleus e del neurotrasmettitore norepinefrina. In caso di situazione pericolosa, nell’essere umano aumentano sia la pressione arteriosa che il metabolismo; i segnali nervosi partono dal tronco celebrale (dalla zona chiamata locus coeruleus) e tramite il neurotrasmettitore norepinefrina raggiungono i muscoli, che in questo modo rispondono adeguatamente allo stress.

La misurazione ha rivelato che la dilatazione delle pupille non era uguale per tutti i soggetti: i volontari più ansiosi avevano una dilatazione ridotta quando il collegamento fra scelta e scossa era più imprevedibile, confermando perciò dal punto di vista neurofisiologico che l’ansia ha un peso in certe situazioni. In circostanze stressanti o negative è importante rimanere lucidi e non perdere la capacità valutativa né quella di apprendimento, ma le persone ansiose sono meno abili delle altre nel farlo.

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Salute e Benessere