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Il pesce che fa bene... a cura della Prof.ssa E. Flachi

azzurro pesce

Alici, sardine, aguglie, sgombri, alaccie & Co. (il cosiddetto pesce azzurro) che popolano i nostri mari, sono davvero speciali. Rientrano, infatti, nella lista dei functional food, ovvero cibi funzionali. Questo elenco (redatto dalla Comunità Europea) identifica gli alimenti che hanno dimostrato una reale efficacia nel contrastare le malattie. Il motivo? Il pesce è la fonte principale di acidi grassi omega-3 che hanno effetti benefici sulle cellule nervose, sul cuore e quindi sulla circolazione in generale. Non solo: alcune ricerche hanno inoltre evidenziato che queste sostanze aiutano a riequilibrare il film idrolipidico e, dunque, aiutano a mantenere in forma anche la pelle.

Dal punto di vista nutrizionale poi, i prodotti della pesca apportano proteine di alta qualità biologica anche molto più digeribili di quelle della carne. E rispetto a quest’ultima, contengono meno grassi saturi che, se in eccesso, possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari). In più sono ricchi di minerali (fosforo, iodio, selenio e ferro) e contengono una buona quantità di vitamine del gruppo B. Per sfruttare queste sue doti è però necessario consumarne una porzione (che equivale a circa 150g) almeno 2-3 volte alla settimana.

È inoltre importante la freschezza  e controllarne la provenienza! Guarda i suoi occhi per sceglierlo bene! Dal pescivendolo o al banco del “super” bisogna fare molta attenzione: il pesce è fresco quando l’occhio appare in rilievo (se è infossato ha già 2-3 giorni), le branchie di colore rosso vivo, la pelle elastica e brillante e la pancia soda. E ancora: trote, pesce persico e anguille, che vivono in acqua dolce, devono avere un odore delicato e gradevole, mentre i pesci di mare devono ricordare il profumo delle alghe. In alternativa è ottimo anche quello surgelato come il nasello o il merluzzo, per esempio, che sono anche molto leggeri in termini di calorie (circa 75 per etto).

Infine, i metodi di cottura: l’ideale e cucinarlo al vapore, alla griglia o al cartoccio. Se è freschissimo è ottimo anche crudo o in carpaccio ma solo se garantito dal preventivo uso dell’abbattitore al ristorante o da una congelazione casalinga di almeno 48 ore per evitare la contaminazione dall’Anisakis, piccolo vermetto oggi frequentemente presente nella lisca del pesce azzurro. Anche molluschi e crostacei fanno parte di un’alimentazione variata ed equilibrata ma è sempre importante valutarne provenienza e freschezza per consumare con tranquillità un piatto nutrizionalmente utile all’organismo. Possiamo tranquillamente inserire, tra le porzioni consigliate, i prodotti conservati (tonno, sgombro, acciughe ecc) nella dose di  50g a porzione (riferita al peso sgocciolato).

Prof.ssa Evelina Flachi - Presidente Fondazione Italiana per l'Educazione Alimentare

Tratto da  Explorando (Bio-Mediterraneo) "italiadagustare" - giugno 2015

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