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Consumo di proteine. Ecco le raccomandazioni della Sipps

Consumo di proteine  raccomandazioni della SippsIn tema di proteine, essenziali nella crescita dei bambini ma anche potenzialmente nocive specie per i più piccoli, arrivano nell’ambito del progetto nutrizionale Nutripiatto www.nutripiatto.nestle.it le raccomandazioni della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale). Fondamentali in tutte le fasi della vita, ma soprattutto in età pediatrica, le proteine sono i mattoni necessari a costruire nuovi tessuti e a riparare quelli danneggiati. Ricordando le 5 categorie alimentari considerate fonte primaria di proteine (carne, uova, pesce, legumi, latte e derivati), la SIPPS sottolinea che i bambini di età inferiore ai 3 anni non devono superare il 12% di apporto proteico giornaliero. Gli esperti precisano inoltre che la giusta ripartizione nell’arco di una settimana sono 4 porzioni di legumi, 4 di pesce, 1 uovo a settimana, 1 porzione di carne rossa, 2 porzioni di carne bianca e 2 porzioni di formaggio. Tuttavia, le proteine sono contenute, in quantità inferiori, anche in altri alimenti: pasta, cereali, orzo, farro, avena, frutta secca, castagne, persino alcuni frutti e ortaggi. Basti pensare che una porzione di crusca di frumento ha lo stesso contenuto proteico di un vasetto di yogurt. «È importante prestare attenzione al nostro introito proteico e consumare una sola fonte primaria di proteine a ogni pasto da scegliere tra legumi, carne, pesce, uova o latte e derivati, mai combinandole nello stesso pasto» spiega Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS. E Lisa Mariotti, nutrizionista pediatrica presso il Dipartimento medicina dell’infanzia e dell’età evolutiva dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, aggiunge: «Dai 3 anni in poi, sulla base delle indicazioni del LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana, 2014) per l’apporto proteico, è bene rimanere nell’intervallo di riferimento 12-18% sulle calorie giornaliere, in quanto un consumo eccessivo può portare a complicanze renali, a sovrappeso/obesità e a modifiche dell’appetito». Conclude Leo Venturelli, Responsabile comunicazione SIPPS: «Le proteine non sono tutte uguali: quelle di origine animale si definiscono complete, dato che una singola porzione dell’alimento che le veicola soddisfa il fabbisogno proteico dell’organismo. Al contrario, quelle vegetali quali i legumi sono definite incomplete, ossia una singola porzione non copre il fabbisogno proteico dell’organismo; per raggiungerlo è necessario un’altra fonte alimentare. Il classico esempio è la pasta e fagioli: combinando legumi e cereali la qualità proteica migliora grazie alla reciproca integrazione, raggiungendo il fabbisogno ideale». (fonte Doctor33)

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