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BELLEZZA. CHIRURGIA ESTETICA: USA BATTE ITALIA

Crisi o non crisi, gli italiani sono degli esteti, mettono la bellezza al primo posto e non rinunciano al ritocchino. L’Italia si conferma uno dei primi al mondo nel settore della chirurgia, collocandosi al sesto posto nella classifica mondiale della chirurgia plastica, secondo la ricerca Global study of aesthetic cosmetic surgery procedures, promossa dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps); in vetta alla classifica Stati Uniti,dove ogni anno vengono eseguiti il maggior numero di interventi di chirurgia estetica, seguiti a breve distanza dal Brasile.

Sempre secondo la ricerca dell’Isaps la mastoplastica additiva risulta l’intervento più richiesto negli Stati Uniti, mentre la liposuzione quello più richiesto in Italia, che risulta inoltre quarta al mondo per numero di interventiblefaroplastica (5.9%). La rinoplastica è, invece, particolarmente richiesta in Cina, Giappone e Brasile, mentre non compare nemmeno tra le prime 3 posizioni negli USA.chirurchi-plastici

Con sole 5 posizioni di distanza, però l’Europa è ancora molto lontana dagli Stati Uniti, in quanto condizionata negativamente da alcuni falsi miti. E’ quanto emerge da una ricerca online condotta su un panel di 200 pazienti europei e americani, che si sono sottoposti ad interventi di chirurgia estetica nell’ultimo anno.

Ma quali sono gli errori europei più comuni?

Al primo posto l’età: il 38% degli intervistati ritiene giusto sottoporsi al lifting solo dopo i 60 anni; ma semmai è vero il contrario. Al secondo posto tra i falsi miti troviamo la paura dell’anestesia (per il 30% degli interrogati). Per il 27% del campione il lifting orizzontale è ritenuto più efficace di quello verticale; mentre il 19% degli interpellati preferisce sottoporsi alle punturine di riempitivi piuttosto che ad un vero e proprio intervento chirurgico. Infine il 15% degli intervistati si ispira ai volti dei VIP che vede sui giornali.

LE CREDENZE EUROPEE

 

Lifting dopo i 60 anni

38%

Paura d’anestesia

30%

Lifting orizzontale più efficace

27%

Botox meglio del lifting

19%

Lifting come copia di VIP

15%

“Innanzitutto è sbagliato sottoporsi ad un intervento chirurgico a 60 anni, in quanto la pelle non è più molto elastica, intervenendo a quest’età risulta quindi più evidente la differenza tra il prima e il dopo, dando così un effetto innaturale” – spiega Renato Calabria (chirurgo plastico che opera a Beverly Hills, Milano e Roma e docente presso il Department of Plastic Surgery at the University of Southern California).

“La paura d’anestesia è infondata, in quanto un check-up pre-operatorio completo riduce al minimo le possibilità di eventuali complicanze in sala operatoria.” – continua il Dott. Calabria. Il cosiddetto chirurgo delle dive ritiene che “il lifting orizzontale non è da considerarsi il più efficace in quanto non considera che il viso è sottoposto ad un invecchiamento totale, non localizzato, quindi con esso si risolve il rilassamento di una singola zona del volto”. “In Europa c’è una certa riluttanza all’intervento chirurgico in generale, specialmente nel viso, perché si vedono esempi di visi rifatti non molto rassicuranti, per cui l’approccio dei pazienti è più conservativo, nel senso che si tende a preferire un ringiovanimento con filler; in realtà insistere con riempitivi, quali acido ialuronico o acido polilattico, porta ad avere un viso disarmonico, palesemente rifatto. Un altro modo per creare disarmonia nel viso è dato dal voler copiare l’aspetto di qualche VIP; ogni viso è diverso per forma, volumi e caratteristiche della pelle: il lifting ideale non esiste”.

 chirurgia estetica

Quali sono invece i pareri degli Americani in fatto di chirurgia estetica?

L’americano, soprattutto a Hollywood, tende a sottoporsi al lifting attorno ai 45-50 anni (48% degli intervistati), e un buon 40% non teme l’anestesia perché è cosciente che basta un check-up preoperatorio completo per scongiurare complicanze durante l’operazione. Nel 37% dei casi si sceglie il rivoluzionario lifting verticale anziché quello tradizionale con vettori orizzontali; e un abbondante 35% del campione americano preferisce sottoporsi ad un unico lifting piuttosto che a tante iniezioni di botox. Infine in America si ricorre alla chirurgia per migliorare i propri difetti più che per assomigliare alle celebrities (29%).

I PARERI DEGLI AMERICANI

 

Lifting attorno ai 45-50 anni

48%

Check up preoperatorio completo indispensabile

40%

Lifting verticale più efficace

37%

Lifting meglio del Botox

35%

Lifting come miglioramento

29%

 “Avvicinarsi ad un intervento chirurgico verso i 45-50 anni è la soluzione ideale in quanto i tessuti sono ancora elastici e più reattivi e si possono quindi ottenere risultati migliori ed effetti più duraturi” – prosegue Renato Calabria (chirurgo plastico che opera a Beverly Hills, Milano e Roma e docente presso il Department of Plastic Surgery at the University of Southern California).

“Negli Stati Uniti siamo più cauti in un check-up preoperatorio per assicurare che non ci siano complicazioni postoperatorie. Se un paziente si sottopone ad una visita molto approfondita all’inizio, raramente ha delle complicanze in sala operatoria. Tutti i pazienti che opero, devono aver avuto l’ok dell’internista e dell’anestesista, due medici che sottopongono il paziente ad un check-up molto intenso. In 20 anni che opero non ho mai avuto una complicazione infraoperatoria dovuta all’anestesia; è fondamentale saper dire di no a pazienti che hanno rischi troppo alti” – continua il Dott. Calabria“La rivoluzione in fatto di metodologie consiste nell’utilizzo di vettori verticali che vanno ad aggiustare tutti i difetti, dovuti alla forza di gravità (bocca all’ingiù, zigomo che scende, sopracciglio che cede); se si pensa che l’effetto di gravità è un effetto verticale, che va dall’alto in basso, ovviamente non c’è nessuna ragione di riposizionare in senso orizzontale” – afferma Calabria. “La tecnica perfetta sta nell’unire al lifting verticale un riempimento cutaneo, da svolgersi contemporaneamente: si crea volume iniettando in posizione sottomuscolare grasso e cellule staminali adulte prelevate durante l’intervento”. “Presupponendo che le cellule stesse provochino una neovascolarizzazione dei tessuti e quindi un apporto di ossigeno maggiore ne risulterebbe quindi un effetto di ringiovanimento della pelle, oltre ad un effetto volumetrico”. “È inoltre preferibile, come succede in America, sottoporsi ad un lifting piuttosto che a tante punture di tossina botulinica. Infatti – aggiunge Renato Calabria - con una sola operazione si ottiene un viso più giovane e dall’aspetto naturale. Inoltre meglio usare il lifting per migliorare i propri difetti che per copiare i vip che vediamo sui giornali: ogni volto infatti è unico  –conclude Calabria - con caratteristiche proprie che sono il mix di altri fattori quali alimentazione, stile di vita, uso di cosmetici etc.”

 
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