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Acne tardiva, cosa fare?... di F. Bocchi

 

Acne tardiva cosa fare

Acne tardiva…cosa fare?

La comparsa di acne in pazienti adulti è in aumento, soprattutto nel sesso femminile. Il 54% delle donne oltre i 25 anni presenta durante la sua vita episodi di acne.

Le cause dell’acne ad esordio tardivo o acne dell’adulto non sono ancora del tutto chiare. L’aspetto è più frequente è dato dalla presenza di comedoni (punti neri) chiusi e piccole cisti che tendono ad infiammarsi e si localizza generalmente nella parte laterale del viso: alle guance, mento, collo e zona mandibolare, a differenza dell’acne adolescenziale che si manifesta nella zona T, fronte, naso e mento.

Tra i fattori predisponenti vi sono la genetica, l’inquinamento, il fumo, l’esposizione solare, l’obesità e un’alimentazione sregolata.

Il fattore che sembra però determinare l’insorgenza di pustole e cisti nelle over 40 è lo stress cronico, che aumenta i livelli di ormoni maschili rilasciati dalle ghiandole surrenali con conseguente stimolazione eccessiva delle ghiandole sebacee e un aumento della produzione di sebo.

Il trattamento dell’acne nelle donne adulte va affrontato in modo differente dall’acne adolescenziale. La terapia farmacologica dell’acne orale e/o topica è necessaria in genere nelle forme medio-gravi, mentre in quelle lievi spesso è sufficiente e più accettato un differente protocollo di trattamento. La pelle in età adulta è più delicata e risponde in modo diverso ai vari trattamenti che ritengo vadano personalizzati su ogni paziente.

L’associazione trattamenti medico-estetici, terapie domiciliari e beauty routine ad hoc a domicilio e un make-up appropriato danno ottimi risultati.

Personalmente inizio con una pulizia del viso profonda attraverso la dermorevisione enzimatica, che si basa sull’utilizzo di maschere purificanti e peeling agli acidi della frutta con successiva estrazione dei comedoni e dermoabrasione medicale leggera.

Il passo successivo consiste di solito con uno step in tre fasi con peeling chimici, a base di acido salicilico e piruvico o TCA ad alte concentrazioni se ci siano esiti cicatriziali molto evidenti.

Al termine delle sedute di peeling proseguo con una biorivitalizzazione a base di acido ialuronico e peptidi per dare turgore ed idratazione a pelli assottigliate e disidratate dai trattamenti precedenti.

Le sedute avvengono a distanza di 21 giorni l’una dall’altra e nell’intervallo di tempo ,faccio applicare una volta a settimana maschere biocellulari, a base di acido ialuronico da tenere in posa per 40 minuti.

L’ultimo step è sempre un filler con acido ialuronico “morbido” per riempire eventuali piccole depressioni sul viso, in modo che il risultato finale sia una pelle più levigata, sfiammata e tonica.

Indispensabile una corretta routine di pulizia a casa. Insegno alle mie pazienti l’importanza di struccarti e pulire la pelle due volte al giorno con prodotti leggermente esfolianti e delicati. L’utilizzo di un siero alla polvere di diamante renderà la pelle luminosa e idratata senza ungerla. Di notte consiglio una crema ristrutturante ma dalla texture leggera e durante l’inverno cicli di perle al retinolo da applicare la sera.

Il make-up deve essere privo di oli e siliconi, ma deve avere una consistenza soft e colorata senza appesantire l’aspetto del viso e deve contenere sempre un fattore di protezione solare 50 per evitare macchie e discromie.

Il risultato finale sarà un viso più “bello” e la paziente sarà più propensa a seguire le indicazioni e i trattamenti a lungo termine, per non perdere i vantaggi ottenuti da cure e prodotti specifici.

www.dottoressafrancoise.com

 

 

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