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Il pungitopo "fa bene alle gambe"...

Gambe gonfie rInsieme a vischio e agrifoglio, il pungitopo è una delle piante più utilizzate a Natale per decorazioni e addobbi, essendo in grado di vivacizzare anche il più modesto albero di Natale o il più disadorno centrotavola. Si regala a Natale come portafortuna: il suo frutto, la bacca rossa, rappresenta l'allegria, la fortuna e l'augurio di fecondità e d'abbondanza per l'anno che verrà. Quello che forse in pochi sanno è che questa pianta, chiamata anche rusco (dal nome scientifico Ruscus aculeatus), oltre ad avere caratteristiche botaniche molto particolari, possiede proprietà mediche non indifferenti, note fin dall’antichità. Ne parlava Plinio dicendo che il decotto di radici con il vino veniva usato per le infezioni renali e Dioscoride la considerava "una pianta capace di indurre il flusso urinario e il sanguinamento mestruale" e utile nel trattamento della calcolosi biliare, dell'ittero e del mal di testa. Di fatto il pungitopo si è rivelato avere proprietà diuretiche, sedative ed antinfiammatorie per le vie urinarie, effetti benefici nei confronti di calcoli renali, cistiti, gotta, artrite e reumatismi non articolari. È uno dei fitoterapici più utilizzati in medicina naturale e in erboristeria per il benessere naturale delle vene, in tutte le sue declinazioni. Infatti trova felice impiego, anche in associazione con altri analoghi prodotti di erboristeria, in ogni situazione in cui ci sia da stimolare il ritorno del sangue, nell’insufficienza venosa, quando le gambe sono gonfie e pesanti, stanche o doloranti, nelle emorroidi, nelle vene varicose, nella ritenzione idrica, nella cellulite e più in generale nella cattiva circolazione. Queste benefiche proprietà del pungitopo sono racchiuse nelle sue radici, ricche di saponine, flavonoidi, tannini e oli essenziali dall'azione vasocostrittrice e antinfiammatoria. Nella medicina popolare, per le doti diuretiche che possiede, è usato nella “composizione delle cinque radici”, insieme al prezzemolo, al sedano, al finocchio e all’asparago.

Insomma, il pungitopo sarà un bel regalo di Natale, soprattutto per il bene delle nostre gambe!

Foglie vere, foglie false

pungitopoIl nome pungitopo deriva dalla tradizione contadina di porlo attorno alle scorte alimentari per proteggerle dai topi. Quelle che a prima vista sembrano delle foglie (quelle che pungono) sono in realtà dei fusti modificati che in termini tecnici vengono detti “cladodi”: sono appiattiti e hanno sviluppato funzioni simili a quelli delle foglie, essendo anch’essi fotosintetici. Le vere foglie, di colore rossastro-bianco, caduche e prive di clorofilla, sono inserite al centro dei cladodi e sono lunghe solo alcuni millimetri. I fiori, inseriti isolati o più raramente appaiati all'ascella delle vere foglie, hanno un involucro composto da 6 petali e sono tutti di colore verdastro.

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