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Malva Omnimorbia: storia, miti, leggende...

malva

Il nome della malva che anticamente era anche chiamata "Omnimorbia" (cura per tutti i mali) viene fatto derivare dal latino mollire - ammorbidire - e testimonierebbe di come, findall'antichità, se ne conoscesse ed apprezzasse la spiccata virtù emolliente. Essa si usa sia internamente che esternamente, in tutti i casi di irritazione ed infiammazione: le foglie e i fiori sono ricchi di mucillagini ed agiscono, infatti, da lenitivi e calmanti. Oltre a ciò, questa pianta è uno dei rimedi più efficaci e sicuri contro la costipazione soprattutto negli anziani e nei bambini assumendone una bella tazza di infusione prima di coricarsi ed eventualmente un'altra durante la giornata. Anche per l'uso cosmetico, la presenza delle sue mucillagini la rendono una sostanza rinfrescante ed addolcente, utile in tutti i casi di pelliparticolarmente arrossabili, fragili e sensibili alle intemperie o ai raggi solari. Proprio per le sue qualità “ammorbidenti" viene usata con successo come antinfiammatorio generale dell'organismo, bechica, emolliente, lenitiva. Può trovar impiego anche nei casi si colon irritabile, acidità gastrica, infiammazioni del tratto gastrointestinale, stipsi, infiammazione delle vie respiratorie, tracheite, tosse stizzosa, irritazioni della bocca.

Storia, miti e leggende
I filosofi della scuola pitagorica la ritenevano una pianta sacra, tipicamente solare,emblema di saggezza e punto d'incontro tra il mondo celeste e quello terreno. Per queste ragioni, si astenevano dal consumarla come verdura, convinti che questa scelta avrebbe potuto agevolare il loro processo di liberazione dal ciclo delle rinascite (credevano alla teoria della reincarnazione). Era abitudine sotterrare rami di malva in prossimità delle stalle, con l'intento di proteggere il bestiame da incantesimi e malefici. Un potente talismano da tenere a contatto del corpo era costituito da un pezzo di radice essiccata, avvolta in un panno di colore scuro. Nel Medioevo un test molto in auge per verificare la fertilità femminile consistevanell'innaffiare una pianta di malva con l'urina di una donna. Se dopo tre giorni la pianta appariva piena di vitalità, il responso era favorevole, al contrario, l'appassimento decretava la sterilità della donna. Nel linguaggio dei fiori, la malva simboleggia l'amore materno e la mansuetudine.

Decotto antinfiammatorio

In un litro d’acqua bollire 4-5 minuti 5 cucchiai della miscela composta da:

  • Malva foglie 30 gr
  • Altea radice 30gr
  • Angelica 10gr
  • Calendula fiori 10gr
  • Finocchio semi 10gr

Lasciare in infusione 10-15 minuti, poi filtrare e, se si desidera, dolcificare con miele o zucchero.

foto Gabriella 180x

 

Gabriella Fiumani De Simone

Erboristeria Officinale Mediolanum

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