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Come si raccolgono e conservano le staminali del cordone

A cura di Sorgente Genetica

Donna in Gravidanza 2Si sente sempre più spesso parlare di cellule staminali del cordone ombelicale e della loro raccolta e utilizzo in terapie mediche. È normale che chi sta per diventare genitore sia colto da dubbi quali: “La raccolta potrebbe essere dolorosa per il bambino? La procedura è sicura? È vero che è possibile conservare queste cellule per decenni?”.

In questo articolo proviamo a chiarire i dubbi più diffusi.

Il sangue del cordone ombelicale, contenente le cellule staminali, viene raccolto al momento della nascita, in maniera sicura e indolore sia per la mamma che per il bebè. Solitamente è l’ostetrica ad occuparsi della raccolta.  Utilizzando un apposito ago, il sangue cordonale verrà prelevato dalla vena ombelicale e trasferito in un’apposita sacca ematica, contenente delle molecole che ne prevengono la coagulazione.

Il campione raccolto viene consegnato ad un corriere che lo porterà immediatamente alla biobanca seguendo rigorose procedure per mantenerne intatta la qualità. Al suo arrivo, i biologi della biobanca effettueranno opportune analisi ematologiche volte a valutare la cellularità, il volume, l'eventuale presenza di batteri o altri contaminanti che potrebbero compromettere la conservazione del campione.

Una volta terminate le analisi e confermato il buono stato del campione, questo verrà sottoposto ad una serie di trattamenti, come ad esempio la deplezione dei globuli rossi e del plasma, che lo renderanno pronto alla crioconservazione.

La crioconservazione è effettuata all’interno di biocontainers contenenti azoto liquido, la cui temperatura arriva a toccare i -196°C. Per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno delle cellule che potrebbero comportarne la morte, viene aggiunto al campione un agente crioprotettivo, generalmente dimetilsolfossido, DMSO. 1

I biocontainers sono dotati di sistemi di allarme che scattano in caso di cambiamenti della temperatura interna, che potrebbero danneggiare le cellule. Inoltre, come ulteriore precauzione, i biocontainers hanno due fonti di azoto, così da non alterare la temperatura in caso di avarie come un improvviso black-out.

Tutti questi procedimenti e attenzioni permettono di conservare le staminali cordonali per decenni. È stato dimostrato da recenti studi scientifici che staminali del cordone ombelicale conservate per oltre 24 anni mantengono la stessa vitalità e le stesse capacità proliferative e differenziative di quelle appena prelevate dal cordone.2,3

In un articolo scientifico sono stati riportati i risultati di un trapianto di cellule staminali del cordone umano effettuato su un modello animale. Le cellule trapiantate hanno ripopolato il midollo osseo dell’animale e, a distanza di sei mesi dal primo trapianto, sono state prelevate e trapiantate in un secondo animale e sono state in grado di ripopolare anche il midollo di quest’ultimo. 3

Dati questi recenti studi, si evince l’importanza di conservare le staminali del cordone ombelicale per mettere a punto terapie efficaci nel trattamento di numerose patologie.

Per ulteriori informazioni: www.sorgente.com

Fonti:

1. Moise, K.J., Jr., Umbilical cord stem cells. Obstet Gynecol, 2005. 106(6): p. 1393-407.

2. Broxmeyer, H.E., et al., Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors from 21- to 23.5-year cryopreserved cord blood Blood. 117(18): p. 4773-7.

3. Broxmeyer, H.E., Cord blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.

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