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Attenzione ai tacchi a spillo ...a cura del Dr. Paolo Mariconti

tacchi a spillo

Il ‘neuroma di Morton’ si presenta inizialmente con la fastidiosa sensazione di avere un sassolino nelle scarpe. Con il termine ‘neuroma’ si descrive l’aumento di volume di un nervo e delle cellule che lo proteggono e lo isolano che, a seguito di un trauma, mettono in atto un inefficace tentativo di riparazione. Il neuroma di Morton è una patologia della parte anteriore del piede: fu il medico americano Thomas G. Morton nel 1876 a descriverne in modo dettagliato le caratteristiche, ma la letteratura medica contiene segnalazioni precedenti. Era un disturbo già conosciuto nel Settecento in Inghilterra alla corte della Regina, studiato dal chirurgo Lewis Durlacher. Il sintomo più caratteristico è il dolore, generato da microtraumi continui che provocano prima infiammazione e poi alterazioni dei tessuti. Ne sono causa ragioni anatomiche, per cui i nervi sono disturbati dal contatto continuo con le ossa, e l’uso di scarpe con il tacco molto alto o troppo strette dove vengono stressate maggiormente le dita. È frequente anche in chi pratica attività sportive ad alto impatto come il jogging e la corsa, che espongono i piedi a traumi ripetuti, o quando si provocano sollecitazioni ripetitive sul piede, comuni per chi gioca a calcio o pratica la danza. Il dolore è tipicamente nevralgico. È descritto come scossa elettrica o bruciore, e può essere accompagnato da formicolio e torpore che interessano anche le dita. I sintomi compaiono di solito dopo una lunga camminata, sono esasperati dall’uso di scarpe scomode e favoriti dalle alterazioni di postura. La diagnosi può essere confermata da idonei esami strumentali, e qualche volta compare anche gonfiore nella zona dolente, responsabile del tipico ‘segno di Mulder: un click che si avverte quando si comprime il piede sui due lati nell’area interessata. I pazienti provano sollievo immediato liberandosi dalle calzature e massaggiandosi il piede. Fondamentale è quindi l'uso di scarpe comode, con tacco basso e punta larga. Possono essere proposti plantari e terapie fisiche a complemento delle terapie. Anche l’agopuntura offre buoni risultati. Qualche volta è necessaria la chirurgia, mentre in genere la cura prevede trattamenti infiltrativi o l’uso di farmaci antinfiammatori e neuromodulatori, in grado di deprimere la suscettibilità dei nervi quando disturbati.

Dr. Paolo Mariconti

 

Dr. Paolo Mariconti

Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com

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Salute