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Il “Guardiano del Dolore” e il 'Puntaspilli umano' ...a cura del Dr. Paolo Mariconti

guardiano del dolore

Il dolore acuto è il segnale d’allarme lanciato dal nostro organismo quando ci troviamo in una situazione che mette in pericolo la nostra incolumità. Il corpo raccoglie il messaggio doloroso grazie ad una rete di recettori nervosi disseminati nell’organismo, ci avvisa che stiamo rischiando un danno e ci spinge a trovare subito una soluzione. Spesso il dolore è il primo segnale che porta il paziente dal medico, la sola ragione per cui si richiede una cura. In questi casi è temporaneo e la sua scomparsa è certa una volta risolta la causa. Purtroppo esistono persone che non sono protette perché non possono percepire dolore a causa di una patologia chiamata analgesia congenita, dovuta a problemi legati allo sviluppo di particolari circuiti nel sistema nervoso. Già durante la prima infanzia si scoprono le sue terribili conseguenze: i piccoli pazienti sono assolutamente indifferenti ai traumi e a patologie di interesse medico o chirurgico, richiedendo attenzioni sempre maggiori. In questi casi, lesioni anche modeste o malattie facilmente curabili diventano incredibilmente gravi perché trascurate. L’analgesia congenita indubbiamente è un fenomeno che sorprende. Sebbene esistano numerose descrizioni di individui insensibili al dolore fin dalla nascita, “Il Puntaspilli Umano” è stato il primo caso ad attirare l’attenzione dei medici. Nel 1932 presso la Società Neurologica di New York si impone prepotentemente all’attenzione la storia di un uomo che non prova dolore. Cinquant’anni, originario di Praga e cresciuto negli Stati Uniti, E. G. Gibson conduce una vita tranquilla. Ma l’elenco degli incidenti nella sua vita a partire dai sette anni di età è lunghissimo, e annovera gravi ferite e lacerazioni, fratture e ustioni, mai accompagnate da dolore. Un giorno alcuni colleghi sono testimoni dell’indifferenza con cui reagisce ad una ferita causata da un grosso chiodo che gli perfora un dito, e lo incitano a tradurre questa sua caratteristica in una fonte di guadagno. Inizia quindi ad esibirsi in pubblico come “Puntaspilli Umano”, diventando la principale attrazione in uno spettacolo teatrale. Negli ultimi tempi casi simili sono stati l’insolito soggetto di telefilm a carattere medico, nei romanzi è il superpotere che tutti i cattivi vorrebbero avere. Stieg Larsson, nel suo “La ragazza che giocava con il fuoco”, ne parla attraverso il personaggio del ‘gigante’ Ronald Niedermann, aspirante boxeur insensibile al dolore, in realtà feroce assassino.

Dr. Paolo Mariconti

 

Dr. Paolo Mariconti

Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com

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Salute