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La sindrome dell’arto fantasma ...a cura del Dott. Paolo Mariconti

dolore da arto fantasma

Si stima che oltre il 90% delle persone che hanno subito un’amputazione sentano la parte del corpo mancante ancora presente. La letteratura scientifica ha descritto sensazioni fantasma alle mammelle, ai visceri e ai denti, ma nella quasi totalità dei casi il dolore fantasma riguarda gli arti. Le sensazioni fantasma sono state descritte per la prima volta dal medico Ambroise Paré nel 1866. L’espressione “arto fantasma” compare però solamente nel 1872 in un racconto dal titolo “Il caso di George Dedlow” pubblicato sull’Atlantic Montlydal noto neurologo americano Silas Weir Mitchell. La storia narra di un uomo che si risveglia in ospedale dopo l’amputazione degli arti inferiori avvenuta a sua insaputa, lamentando un acuto dolore alla gamba sinistra. Sono stati descritti numerosi casi di sensazione fantasma comparsi soprattutto quando prolungate sofferenze avevano colpito l’organo amputato o perduto. In un’elevata percentuale di casi è presente un dolore simile per qualità e intensità a quello precedente all’amputazione, peggiorato dall’angoscia e dalla frustrazione per la perdita subita e dalla confusione generata dalla percezione illusoria della presenza dell’arto. Quest’ultimo può possedere inizialmente forma e grandezza simili a quello reale e muoversi nello spazio come si muoveva il vero arto durante le normali attività quotidiane. Col passare del tempo, però, diventa meno definito anche se si continua a percepirne la presenza. Queste sensazioni ingannevoli tendono a scomparire nell’arco di un anno dall’amputazione ma in alcuni casi si cronicizzano. Il dolore degli attacchi può essere intermittente o continuo. L’intensità è estremamente variabile e va dal leggero fastidio a percezioni intollerabili che interferiscono in modo determinante sulla qualità della vita di chi ne soffre. Sono alterati i ritmi del sonno e tutte le attività relazionali. La situazione spesso non è risolvibile solamente con trattamenti farmacologici o strumentali: per far fronte a questo problema, grazie alle nuove conoscenze in ambito neurobiologico, sono state messe a punto tecniche di terapia basate sull’impiego della realtà virtuale che hanno dato risultati molto promettenti.

Dr. Paolo Mariconti

 

Dr. Paolo Mariconti

Specialista in Anestesia e Farmacologia
Esperto in Medicina del Dolore
guarireildolore@gmail.com

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Salute