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Riduzione colesterolo Ldl, nuova guida dei cardiologi Usa

Colesterolo ipercolesterolemia

Chicago. L’American College of Cardiology (ACC) ha aggiornato il suo percorso decisionale consensuale sull’utilizzo di farmaci non del gruppo delle statine per ridurre il colesterolo LDL nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica (ASCVD). Il documento, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, include alcuni cambiamenti rispetto alla prima versione presentata nel 2016.

«Dalla pubblicazione di quel documento sono emerse ulteriori prove e prospettive da studi clinici randomizzati e da altre fonti, in particolare quelle che considerano l’efficacia a lungo termine e la sicurezza degli inibitori della proproteina della convertasi subtilisina/Kexin tipo 9 (PCSK9) nella prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica»

chicagospiegano gli autori del lavoro, guidati da Donald Lloyd-Jones, della Feinberg School of Medicine di Chicago. Più in particolare, sono stati presi in considerazione gli studi FOURIER e SPIRE-1 e -2, che hanno valutato rispettivamente evolocumab e bocociumab, e ulteriori studi sui tipi di pazienti che hanno più probabilità di beneficiare dell’uso di ezetimibe in aggiunta alla terapia statinica dopo sindrome coronarica acuta. Il contenuto dell’intero documento è stato modificato seguendo queste nuove indicazioni, con una guida più ampia e dettagliata per quanto riguarda il processo decisionale sia nel testo che negli algoritmi. Sono state fornite raccomandazioni riviste per i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica con o senza comorbilità in terapia statinica per la prevenzione secondaria. Infatti, per coloro che sono in tale situazione e hanno un colesterolo LDL di 70-189 mg/dL, la soglia per una diminuzione netta della riduzione del rischio è, come già descritto in passato, un abbassamento del colesterolo LDL di almeno il 50%, ma i medici possono ora considerare un colesterolo LDL inferiore a 70 mg/dL o un livello di colesterolo non HDL inferiore a 100 mg/dL per tutti i pazienti, indipendentemente dalle comorbilità. Per i pazienti in questa gamma di LDL con comorbilità, i medici possono considerare la prescrizione di ezetimibe o PCSK9. Fattori che favoriscono la scelta di ezetimibe includono la necessità di abbassare ulteriormente il colesterolo LDL del 25% e il costo di ezetimibe generico, ma un inibitore PCSK9 può essere preferibile se il paziente necessita di un abbassamento più elevato di LDL. Vengono inoltre elencati i fattori che possono aiutare a identificare i pazienti con ASCVD a rischio più elevato per eventi ricorrenti, tra cui età di 65 anni o più, infarto miocardico o ictus non emorragico pregresso o fumo quotidiano di sigarette.

doctor33

 

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Salute