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L'evoluzione della cecità

L’’evoluzione’  della Cecità

‘DISABILITA’ VISIVA‘ & Oftalmologia Legale

Tutti i ‘punti di vista’ a confronto

DISABILITA VISIVA

Nel corso del XX Congresso SIOL-Società Italiana Oftalmologia Legale - che inizia i suoi lavori proprio nella Giornata Mondiale della Vista (secondo giovedì di ottobre) avviene un opportunissimo confronto scientifico sulla disabilità visiva oggi, che vede contemporaneamente coinvolti Oftalmologi, Medici legali, Politici, rappresentanti dell’INPS, dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) e dell’Agenzia Internazionale Prevenzione Cecità (IAPB Italia).

La perdita parziale o totale della vista è una piaga che da sempre ha afflitto l’umanità, ma che anche oggi costituisce un grave problema che i Servizi Sanitari e Sociali sono chiamati ad affrontare. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità la classifica tra le quattro priorità in campo oftalmologico - insieme al glaucoma, ai vizi di refrazione non corretti e alla retinopatia diabetica - che richiedono interventi immediati specialmente per quanto riguarda l’accesso a percorsi riabilitativi.  Il problema è esploso anche sui mass media con il cosiddetto fenomeno dei falsi ciechi, riempiendo pagine e pagine dei giornali e affollando i dibattiti sui talk show, spesso criminalizzando un’intera categoria di disabili visivi, dimenticando che la cecità non si presenta esclusivamente in termini dicotomici, bianco o nero, ma quasi sempre con una vasta gamma di grigi.  Basta dare uno sguardo ai dati epidemiologici internazionali, per costatare come la disabilità visiva negli ultimi decenni abbia cambiato progressivamente i suoi connotati facendo registrare un fortissimo aumento in termini di prevalenza ed incidenza della cecità parziale e dell’ipovisione con l’interessamento preponderante della fascia d’età della popolazione oltre i 65 anni di età, mentre ad esso si è associata una certa riduzione della cecità assoluta.

Le cause di questo processo devono essere ricercate:

  1. nell’invecchiamento progressivo della popolazione;
  2. nelle malattie invalidanti di tipo degenerativo legate all’età avanzata;
  3. nei progressi della ricerca scientifica, sviluppo della tecnologia, miglioramento delle cure mediche e chirurgiche, che, pur non sconfiggendo la forma patologica, ne limitano gli effetti devastanti.

In termini numerici secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i ciechi nel mondo sono circa 39 milioni, mentre gli ipovedenti 246 milioni.

Il confronto nell’ambito del Congresso SIOL avviene sulle criticità principali che riguardano la Legislazione italiana in materia e sul percorso di accertamento della perdita parziale o totale della funzione visiva; in particolare vengono trattati i seguenti punti:

  • Grossolana/carente definizione legislativa della menomazione visiva. La Legge 138/2001 prevede solo una valutazione dello stato funzionale, prescindendo dalla patologia che l’ha determinato e dagli aspetti anatomici che ne sono alla base.  L’iter diagnostico di accertamento, dove sono assenti i test oggettivi per la quantificazione del deficit visivo. La funzione visiva viene valutata nella norma attraverso vari fattori:
  • test soggettivi e oggettivi che peraltro, seppure di largo uso, non sempre rispondono a criteri di attendibilità e di riproducibilità.
  • Alla discrepanza esistente nella normativa attuale relativa alla concessione dei benefici, per cui gli ipovedenti, che sono la maggior parte e sono coloro che hanno più bisogno di riabilitazione visiva, sono esclusi da molte forme di assistenza.

 

Prof. Filippo Cruciani Segretario Società Italiana di Oftalmologia Legale (S.I.O.L.)

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