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Management del diabete gestazionale, ruolo dell'alimentazione

agenzia 8 Diabete Gestazionale:

Alimentazione

un ruolo importante

 

Dr.ssa Linda Vona

 

Quello della gravidanza rappresenta un periodo di grandi cambiamenti nella donna, sia psicologici che fisiologici e che spesso può essere compromesso da patologie più o meno allarmanti: Il diabete gestazionale (GDM) indica un’alterata tolleranza al glucosio di entità variabile, che inizia o viene diagnosticata per la prima volta in gravidanza e che, essendo associata ad un’insulinoresistenza dovuta all’azione di alcuni ormoni di origine fetale, si risolve nella maggior parte dei casi dopo il parto.  Interessa 1 gravidanza su 7 e, pur essendo potenzialmente un fenomeno transitorio, se non ben gestito clinicamente, espone il bambino e la donna a un aumentato rischio di complicanze a breve e lungo termine, motivo per cui il trattamento del diabete gestazionale è fondamentale. E’ ormai chiara l’importanza di una alimentazione sana: secondo la WHO ( World Health Organization) infatti, essa gioca un ruolo fondamentale nella salute, intesa come benessere fisico, sociale e psicologico, e nella riduzione del rischio di malattia, in particolare nel delicato periodo della gravidanza che deve discostarsi da condizioni di malnutrizione, sia per eccesso che per difetto, indipendentemente dalla presenza del diabete gestazionale.  Lo stato nutrizionale materno durante la gravidanza è un fattore determinante nella modulazione del suo peso e condiziona la salute del bambino mediante il recente concetto scientifico di “ foetal programming” secondo cui un ambiente intrauterino avverso condiziona negativamente il metabolismo del bambino che diventerà un adulto maggiormente predisposto ad obesità e patologie cronico-degenerative quali diabete, sindrome metabolica e malattie cardiovascolari. Le parole degli esperti in seguito al “Fifth International Workshop on Gestational Diabetes Mellitus”, sono chiare: la dietoterapia ( Medical Nutrition Therapy, MNT) rappresenta la base per il management clinico del diabete gestazionale: dall’80 al 95% delle donne affette da GDM,  sono in grado di raggiungere un buon compenso glicemico solamente attraverso una dieta adeguata che in gravidanza ha un triplice obiettivo:

  1. Copertura dei fabbisogni gravidici: In questo particolare periodo della vita della donna il fabbisogno energetico e di alcune classi di macro e micronutrienti sono soggetti a variazioni e il raggiungimento dei valori raccomandati di Acido folico, Ferro, Vitamina B12, Vitamina D, Calcio e Omega 3 ( DHA), stabiliti dai LARN del 2014, sono indispensabili
  1. Controllo del peso in gravidanza: un incremento ponderale adeguato è fondamentale per la salute della donna e per il corretto sviluppo fetale.
  1. Controllo glicemico della madre:

L’obiettivo principale della dieta in donne affette da diabete gestazionale è quello di riassestarne il quadro glicemico, eliminando o riducendo le condizioni di iperglicemia. Un trattamento dietoterapico efficace deve avere le seguenti peculiarità:

  • Alimenti a ↓ Indice Glicemico (IG) : Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata dal concetto di limitare la classe dei carboidrati, a quello di prestare più che altro attenzione al tipo di carboidrato da inserire nel piano alimentare. Una dieta a basso Indice Glicemico rappresenta la base del trattamento del Diabete Gestazionale: gli alimenti consigliati sono quelli a basso (IG <55), medio ( 55<IG<70) indice glicemico quali farro, orzo, avena, riso, pane e pasta integrali, riso venere o rosso, verdura e il consumo di frutta è limitato a 2 porzioni al giorno, preferibilmente lontane dai pasti.; sono al contrario sconsigliati alimenti con un IG>70 quali prodotti raffinati ( pane, pasta e riso bianco), alcune tipologie di verdura (zucca, carote cotte) e di frutta ( banane, uva, anguria, fichi), mais e patate.  CHO > 175g: l’intake minimo di carboidrati giornaliero non è mai al di sotto di 175 g/day: è stato dimostrato infatti come ridurre i carboidrati al di sotto di questa quota non porti ad alcun beneficio. I carboidrati rappresentano di fatto il carburante sia per la madre che per il feto e la prescrizione di una dieta a ridotto carico glucidico, non solo risulterebbe sbilanciata, ma anche pericolosa e controproducente (Institute of Medicine in the United States). Questa quota, come raccomandato dall’ADA ( American Diabetes Association) è  divisa in 3 pasti principali e 2 snack (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena) intervallati da un periodo minimo di 3 ore in modo tale da permettere alla curva glicemica di assumere un andamento oscillatorio legato ad un senso di sazietà prolungato e ad un miglior controllo glicemico stesso. Zuccheri semplici < 12% dell’intake energetico totale: limitare al minimo bevande zuccherate (succhi di frutta, soft drinks), prodotti di confetteria e del settore dolciario.
  • Grassi 35% dell’intake giornaliero totale ( di cui saturi < 10%): i lipidi solitamente rappresentano il 25-30% (LARN 2014) della quota energetica giornaliera. L’intervento dietoterapico per il Diabete Gestazionale, invece, prevede un intake maggiore in quanto, per via della velocità di assorbimento ridotta, questi permettono di rallentare l’assorbimento glucidico e di modulare di conseguenza i valori glicemici. Di questa quota, solo il 10% sono di natura satura (contenuti in burro, margarine, formaggi grassi, insaccati e prodotti altamente trasformati). Sono consigliati invece alimenti ricchi di grassi monoinsaturi e polinsaturi quali olio extra vergine di oliva, pesce e frutta secca, fonti di Omega 6 e Omega 3, indispensabili per il corretto sviluppo cerebrale del feto.
  • ↑ Fibre: la dieta è caratterizzata da un elevato quantitativo di fibre (>30g/day) assunti mediante frutta, verdura, legumi e prodotti integrali che apportano anche un maggior quantitativo di vitamine, in particolare del gruppo B. La fibra, e in primis quella solubile, ha grandi benefici nel metabolismo glucidico in quanto, essendo indigeribile, rallenta l’assorbimento dei carboidrati fungendo da barriera contro l’azione degli enzimi deputati al loro smontaggio e riduce di conseguenza i picchi glicemici, permettendo di prolungare il senso di sazietà della donna dovuto anche al suo rigonfiamento nello stomaco.  Proteine pari a circa il 20% delle calorie giornaliere totali preferendo le “ Healthy Protein” derivanti da legumi, carni magre, pesce e frutta secca .

Indicazioni pratiche legate al controllo glicemico:

 La classe dei macronutrienti risulta essere molto eterogenea non solo per struttura e caratteristiche chimico-fisiche ma anche per le conseguenti differenze nei tempi di digestione e assorbimento. In termini di velocità al primo posto sono presenti i Carboidrati, seguiti poi dalla famiglia delle Proteine e infine da quella dei Lipidi, motivo per cui grassi e proteine nel pasto, assieme alla fibra, hanno un grande impatto nella risposta glicemica postprandiale in quanto sono in grado di ridurre la velocità di svuotamento gastrico e di assorbimento dei carboidrati. La composizione bromatologica ideale dovrebbe seguire le indicazioni messe a punto dalla “Harward Medical School” che suggerisce l’assunzione dei nutrienti secondo il così detto “piatto sano” caratterizzato dalla concomitante presenza di Proteine, Carboidrati, Lipidi e Fibra.

Alimentazione corretta ma non solo:

E’ inoltre consigliato alla donna, se possibile, e in assenza di complicanze gravidiche, di incrementare i propri livelli di attività fisica (LAF), e in particolare nel periodo immediatamente successivo al pasto. Il consiglio è quello di camminare per un minimo di 30 minuti a passo moderato in quanto, come confermano gli studi scientifici, ciò permette di avere un maggiore controllo dei valori glicemici e in particolare di quelli postprandiali. Camminare all’aria aperta permette inoltre una maggiore sintesi corporea della vitamina D che risulta essere indispensabile per permettere un ottimale assorbimento del Calcio; la carenza di vitamina D è inoltre associata ad un maggiore rischio di diabete gestazionale e parto pretermine.

Conclusioni:

L’efficacia di un intervento dietetico nella gestione del diabete gestazionale è largamente dimostrata. I risultati ottenuti dipendono molto probabilmente sia dalla composizione bromatologica della dieta che dall’effetto della stessa sul controllo del peso delle gestanti. L’arma migliore nel management del Diabete Gestazionale è la sinergia di una dieta adeguata, del corretto incremento ponderale e della conduzione di una vita attiva. Al di là dell’efficacia che la dietoterapia può avere nella gestione della patologia, non andrebbe trascurato il ruolo fondamentale che l’educazione alimentare e interventi dietetici mirati dovrebbero avere in fase preconcezionale, al fine di promuovere il calo ponderale e il miglioramento dell’insulinosensibilità in donne a rischio. La gravidanza deve intendersi come un periodo in cui la donna inizia ad avere maggiore cura di se, imparando che la prevenzione migliore è proprio quella che parte dalla tavola. 

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Salute