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Il futuro della medicina a Milano è around the corner

 

La Realtà Virtuale che riconosce e cura le demenze

è all’Auxologico di Milano

L’aumento della popolazione mondiale ha come effetto l’aumento delle persone che invecchiano, e tra esse, il numero di persone che convivono con diagnosi di demenza, che secondo l’OMS, entro il 2050 triplicherà, passando dagli attuali 50 milioni a 152 milioni. In Italia, si stima circa un milione di persone colpite da demenza e tre milioni di familiari che vivono con loro - afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sono dati che fanno riflettere e che evidenziano come questa patologia sia una priorità di salute pubblica e sociale anche in riferimento alla sostenibilità dei costi che in futuro si ripercuoteranno sul Sistema Sanitario Nazionale.

A Milano, all’Istituto IRCCS Auxologico, è in funzione da circa un anno un laboratorio altamente innovativo che riconosce e cura le demenze.

Le due stanze ‘Cave’ sono un piccolo gioiello nascosto di Realtà Virtuale applicata alla Medicina, l’ho scoperto allo Smau 2017 andando alla ricerca di soluzioni innovative dove fossero coinvolti temi di Digital & Care.

Ho voluto provare personalmente l’esperienza immersiva con la realtà virtuale, nel laboratorio che aiuta gli anziani con difficoltà cognitive, e non solo, ad orientarsi e ad allenarsi a compiere quei gesti di semplice quotidianità di cui la patologia li sta privando. Esperienza molto interessante, che mi ha permesso di ‘toccare con mano’ il grado di evoluzione delle tecnologie a servizio della scienza e della medicina proprio qui, a Milano: around the corner.

Mi introduce il Dott. Marco Stramba –Badiale, Direttore del Dipartimento Geriatrico-Cardiovascolare e del Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Riabilitazione dell’Anziano e Medicina Cerebrovascolare dell’Auxologico di Milano. “Siamo l’unico Istituto in Europa - afferma il Dott. Stramba –Badiale, che ha introdotto due sistemi di realtà virtuale, ovvero Realtà Virtuale immersiva per la riabilitazione all’interno di un reparto ospedaliero.”

Il dispositivo – spiega Stramba-Badiale - consiste in una ‘stanza’ con 4 schermi molto sofisticati e proiettori altrettanto performanti, all’interno della quale vengono simulati degli ambienti, sia interni che esterni come ad esempio una casa, un supermercato o un parco; Il paziente,- continua Stramba- Badiale - che può essere una persona che soffre di deficit cognitivi, avere difficoltà di memoria o difficoltà ad eseguire determinati compiti, viene accompagnato da un operatore, un fisioterapista o uno psicologo all’interno del ‘Cave’. Quindi, al paziente vengono fatti indossare degli occhiali 3D (come quelli dei cinema 3D) ai quali sono stati aggiunti dei sensori e gli viene fornito un joypad con cui potrà interagire con gli spazi virtuali. All’interno del ‘Cave’ sarà immerso in ambientazioni ove potrà muoversi, andare da uno spazio all’altro entrare ad esempio in un supermercato e simulare degli acquisti o andare al ristorante”.

Se il problema è relativo alla memoria - aggiunge Stramba-Badiale - vengono svolti compiti di ricerca di oggetti o percorsi guidati. Il tutto, per una durata di circa una trentina di minuti per ogni seduta.”

Le potenzialità del device sono molte - illustra ancora il Dott. Stramba-Badiale - perché le ambientazioni che si possono costruire sono svariate. Inoltre, si può individualizzare il trattamento riabilitativo-cognitivo a seconda dei deficit riscontrati nella singola persona.

Il ‘Cave’ può essere utilizzato anche per l’anziano fragile – spiega ancora Il Dott. Stramba – Badiale – è stato dimostrato, anche con metodi tradizionali che l’esercizio fisico accompagnato al training cognitivo può migliorare la situazione della persona anziana e ridurre le conseguenze della fragilità dell’anziano. A questo proposito – aggiunge ancora Stramba-Badiale - stiamo attuando un progetto finanziato dal Ministero della Salute per verificare se la Realtà Virtuale può migliorare questa condizione, con l’ausilio di una cyclette collegata a sensori e posta in uno dei due ‘Cave’ dove si simula un percorso e la velocità dello stesso.”

Nel laboratorio ‘Cave’ dell’Auxologico vengono trattati anche gli stati d’ansia, lo stress o le fobie che sono un altro campo di applicazione della Realtà Virtuale.

Si utilizzano tecniche di rilassamento educative che sfruttano la visualizzazione del ritorno di quanto l’individuo si sta rilassando e quanto la sua ansia si sta riducendo, grazie a sensori collegati a cardiofrequenzimetro e al ‘Cave’, cosichè, anche l’immagine si modifica, che in questo caso è l’immagine di una cascata d’acqua che diminuisce la sua portata man mano che l’ansia del paziente diminuisce.  Oltre agli stati d’ansia possono essere trattate con Realtà Virtuale anche le fobie; del vuoto o di animali ad esempio.

La prospettiva futura per la tecnologia di Realtà Virtuale nel nostro Istituto sarà l’integrazione con la tecnologia robotica – conclude il Dott. Marco Stramba-Badiale - per la riabilitazione di pazienti affetti da patologie in cui si ha un deficit di forza dell’arto superiore come ad esempio l’ictus cerebrale.”

                                                                                                         Silvia Pogliaghi            

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Salute