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Malattie autoimmuni, nuova terapia con nanovescicole da staminali

Malattie autoimmuni, scoperta nuova terapia con nanovescicole da staminali

ricerca nanovescicole da staminaliUno studio tutto italiano pubblicato su Scientific Reports mostra un nuovo approccio per il trattamento delle malattie autoimmuni e infiammatorie, che utilizza nanovescicole, strutture che sono in grado di trasportare e rilasciare molecole terapeutiche, ottenute da cellule staminali mesenchimali. Le terapie attualmente a disposizione per i pazienti con malattie autoimmuni sono in grado di rallentare l’evoluzione della malattia ma non di portare a una guarigione. Il nuovo trattamento basato su nanovescicole è invece stato in grado, tramite l’inibizione dell’attivazione dei linfociti T, di impedire la formazione di focolai infiammatori e di danni tissutali nel sistema nervoso centrale nell’encefalomielite sperimentale autoimmune, il modello di sclerosi multipla più utilizzato.«I fattori scatenanti tale patologia non sono noti con certezza ma numerose evidenze cliniche e sperimentali indicano che alla base vi è una reazione del sistema immunitario che individua quale bersaglio dei suoi linfociti il rivestimento dei neuroni, la mielina, compromettendone così la capacità di condurre gli impulsi elettrici. All’infiltrazione nel tessuto cerebrale dei linfociti T è correlata la comparsa dei segni clinici e patologici di disfunzione del sistema nervoso centrale tipici della sclerosi multipla» spiegano i ricercatori, guidati da Bruno Bonetti, direttore dell’Unità operativa complessa Neurologia A dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona, in un comunicato stampa. Utilizzando tecniche di microscopia intravitale, il gruppo di lavoro è riuscito a mostrare che le nanovescicole possono bloccare la migrazione dei linfociti circolanti all’interno del cervello. In tutte le malattie infiammatorie il primo passo della riposta immunitaria è rappresentato dalla migrazione delle cellule immunitarie circolanti dai vasi sanguigni nei tessuti sede della patologia. Gli autori sottolineano che quando si prendono in considerazione malattie infiammatorie non infettive, come le malattie autoimmuni, il processo infiammatorio e la migrazione dei leucociti non hanno un ruolo di difesa dell’organismo, ma un ruolo patologico critico, e provocano un danno tissutale. «L’inibizione del traffico leucocitario costituisce quindi un approccio terapeutico molto potente nelle malattie autoimmuni e l’utilizzo della terapia a base di nanovescicole potrebbe impedire l’entrata di cellule leucocitarie dannose nei tessuti presi come bersaglio dal sistema immunitario» concludono i ricercatori.

fonte: doctor33 – Sci Rep. 2018. doi: 10.1038/s41598-018-25676-2 

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29748664)

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Salute