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Paziente affetto da conseguenze neurologiche della cirrosi epatica: Procedura d’avanguardia

Cirrosi Epatica

Procedura d’avanguardia per un paziente affetto da conseguenze neurologiche della cirrosi epatica

Affetto da gravi conseguenze neurologiche della cirrosi epatica, un paziente è stato sottoposto alla chiusura per via venosa della comunicazione anomala che si era aperta fra la vena renale sinistra e la vena proveniente dalla milza. L’operazione è stata eseguita da un’equipe interdisciplinare di clinici dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova; radiologi interventisti: Dott. Giulio Barbiero e Dott. Michele Battistel della Radiologia diretta dal Prof. Diego Miotto, gastroenterologi: Dott. Marco Senzolo dell’Unità Trapianti Multiviscerali diretta dalla Prof.ssa Patrizia Burra, con il coordinamento clinico del Prof. Piero Amodio e della Dott.ssa Sara Montagnese della Clinica Medica a Orientamento Epatologico diretta dal Prof. Paolo Angeli dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova.

La cirrosi epatica può causare saltuari disturbi mentali come l’encefalopatia epatica. Questi disturbi possono divenire persistenti, simili a una condizione di demenza alla quale si alternano momenti di incertezza dell’espressione verbale con comportamenti bizzarri e inadeguati che rendono il paziente disabile, costringendolo ad una condizione di completa dipendenza.
Ciò talvolta è causato da alterazioni della circolazione del sangue all’interno dell’addome: si aprono nuove comunicazioni che sottraggono il sangue dei visceri all’azione depuratrice del fegato e lo riversano, non depurato, nella circolazione generale.Un catetere è stato introdotto per via percutanea mini-invasiva attraverso la vena femorale, spinto fino alla vena renale sinistra e introdotto nella comunicazione anomala con la vena proveniente dalla milza. Quindi, è stato introdotto del materiale pro-coagulante che ha impedito il passaggio di sangue nella vena renale e lo ha re-diretto verso il fegato per essere depurato.
La manovra si è conclusa positivamente e il paziente di 70 anni ha ripreso la sua vita di prima, riacquistando buona parte delle sue funzioni mentali.La multidisciplinarietà ha permesso di realizzare a Padova e per la prima volta in Veneto, con successo, questa nuova procedura d’avanguardia effettuata in pochi centri al mondo.

Dr.ssa Luisella Pierobon

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Salute