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Emicrania episodica - risultati positivi con Erenumab

Emicrania episodica

Emicrania episodica: lo studio Liberty pubblicato su Lancet

I pazienti con emicrania episodica che hanno provato e fallito da due a quattro precedenti trattamenti preventivi, trattati con erenumab, una terapia mirata anti-Cgrp, hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più, del numero di giorni di emicrania. Sono alcuni dei dati dello studio Liberty pubblicato su Lancet. Lo annuncia una nota di Novartis in cui si sottolinea che i pazienti trattati con erenumab “hanno presentato un miglioramento significativo in tutti gli endpoint primari e secondari dello studio”.

Erenumab, spiega l’azienda, è stato specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania, mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP-R), il quale svolge un ruolo critico nella malattia.I dati dello studio dimostrano che, rispetto al placebo, dal basale all’ultimo mese di terapia (settimane 9-12): l’endpoint primario ha dimostrato che i pazienti trattati con erenumab hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più del numero di giorni di emicrania (30% vs 14%), i pazienti trattati con erenumab hanno presentato, in quasi il triplo dei casi, una riduzione di almeno il 75% dei giorni di emicrania (12% vs 4%); il 6% dei pazienti trattati con erenumab è risultato completamente libero da episodi di emicrania (numero di giorni di emicrania ridotto del 100%), rispetto a nessun paziente con placebo.

Inoltre, i pazienti trattati con erenumab hanno riscontrato una sostanziale riduzione del numero di giorni mensili di emicrania (MMD, monthly migraine das) (1,8 MMD in meno vs 0,2), hanno sperimentato riduzioni significative del numero di giorni mensili di utilizzo dei farmaci per il trattamento acuto dell’emicrania (riduzione di 1,3 giorni vs aumento di 0,5). Nel complesso, la tollerabilità e la sicurezza sono state simili a quelle del placebo.

«Questi risultati forniscono un’autentica speranza ai pazienti che da anni convivono con il dolore e la disabilità dell’emicrania mentre passano ripetutamente da un’opzione terapeutica all’altra, a causa della mancanza di efficacia o dell’insorgenza di effetti indesiderati intollerabili – afferma Uwe Reuter, Managing medical director presso la Charité Universitätsmedizin». I dati, commenta Danny Bar-Zohar, global head of Neuroscience Development presso Novartis Pharmaceuticals, «confermano erenumab come un’opzione terapeutica preventiva sicura ed efficace per i pazienti di tutto lo spettro dell’emicrania, compresi quelli che soffrono di forme particolarmente difficili da trattare. Questi pazienti meritano un’opzione di trattamento preventivo che permetta loro di essere maggiormente presenti sul lavoro, a casa e con gli amici. Con erenumab stiamo aprendo una nuova strada, mentre ridisegniamo la cura di questi pazienti emicranici che finora non sono riusciti a trovare terapie preventive efficaci».

(fonte doctor33)

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Salute