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Scompenso cardiaco in PS: come migliorare la sopravvivenza

Scompenso cardiaco - Pronto soccorso

Scompenso cardiaco, ecco come migliorare la sopravvivenza in Pronto soccorso

Nei pazienti trattati in Pronto Soccorso (Ps) per uno scompenso cardiaco, la prima visita da un medico entro sette giorni dalla dimissione si associa a una riduzione sia della mortalità sia di nuovi ricoveri in ospedale, secondo quanto conclude uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ), prima autrice Clare Atzema, della Divisione di medicina di emergenza all’Università di Toronto. Ma dai dati raccolti emerge che meno della metà dei 34.519 partecipanti allo studio sono stati visitati entro una settimana dalla dimissione dal PS.

«A differenza dei pazienti ricoverati in ospedale, quelli dimessi dal PS non ricevono valutazioni e analisi giornaliere da parte di medici e infermieri» precisano i ricercatori, aggiungendo che questi soggetti sono lasciati a se stessi nell’organizzare le cure successive.

«In Canada, i costi diretti dello scompenso cardiaco sono di 2,8 miliardi di dollari l’anno» spiega l’autrice, sottolineando che negli Stati Uniti gli accessi in PS per scompenso cardiaco superano il milione l’anno. E poiché i ricoveri ospedalieri sono l’aspetto più costoso dell’assistenza, i sistemi sanitari si stanno gradualmente spostando verso una gestione ambulatoriale, quando possibile, dei pazienti scompensati.

«Su un totale di 34.519 soggetti con insufficienza cardiaca dimessi dal PS in questo studio, il 47% ha visto un medico entro una settimana, mentre l’83,6% ha ricevuto cure entro 30 giorni» riprendono gli autori, spiegando che il 23,5% dei pazienti è deceduto entro un anno dalla visita del pronto soccorso, con il più basso tasso di mortalità, ossia il 21,7%, in quelli sottoposti a visita di controllo entro una settimana dalla dimissione dal PS.

«Questi dati suggeriscono che gli appuntamenti di follow-up programmati per i pazienti scompensati visti in pronto soccorso dovrebbero essere un obiettivo prioritario» afferma Atzema.

E conclude: «Il modo più efficiente per garantire un follow-up tempestivo è quello di fornire un appuntamento prima che lascino il pronto soccorso». CMAJ. 2018. doi: 10.1503/cmaj.180786

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