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Quando si può sviluppare la sindrome feto-alcolica?

Quando si può sviluppare la sindrome feto-alcolica?

A cura di Sorgente Genetica

screening prenatale t

La gravidanza è un periodo delicato per mamma e bimbo, e la loro salute va costantemente monitorata.  Per questo motivo occorre sottoporsi periodicamente a controlli medici, evitare fumo e sostanze alcoliche, ed eseguire esami di screening prenatale.

Bere alcolici in gravidanza può provocare conseguenze serie per il feto. La sindrome feto-alcolica (FAS) è una patologia permanente molto grave, che si sviluppa nel momento in cui il feto entra in contatto con sostanze alcoliche assunte dalla gestante1. Quando la madre ingerisce alcol in gravidanza, questo arriva velocemente al sangue del feto e non viene metabolizzato poiché non ci sono enzimi adatti a farlo. Sia l’alcol, sia gli scarti delle sostanze alcoliche, si depositano nel sistema nervoso centrale del feto e altri organi, fino a danneggiarli1

La sindrome feto-alcolica è la conseguenza più grave connessa al consumo di alcol in gravidanza, tuttavia possono insorgere anche altre conseguenze quali: anomalie strutturali (es. quelle facciali), rallentamento della crescita, deficit neurologici che portano a disabilità del comportamento e neuro-cognitive1.

Tre sono i modi per scoprire se una gestante sta facendo uso di sostanze alcoliche:

  1. verificare l’uso di alcol della donna in generale;
  2. eseguire il calcolo dei biomarcatori di esposizione del neonato;
  3. eseguire il calcolo dei biomarcatori del consumo di alcol da parte della gestante.

Alcuni studiosi americani hanno proposto di valutare determinati biomarcatori, che possono indicare l’uso di alcol in gravidanza:

  • Acetaldeide associata al sangue intero (WBAA);
  • Alanina Amiontransferasi e Asparato Aminotransferasi (ALT: AST);
  • Gamma-Glutamiltranpeptidasi (GGT);
  • Volume globulare medio (MCV);
  • Transferrina Carboidrato-carente (CDT)2.

È stato evidenziato come il consumo di alcol giornaliero superiore a 30 gr., alteri almeno uno dei precedenti parametri, mentre se due o più biomarcatori risultano positivi, il bimbo può nascere sottopeso e con altezza e circonferenza craniale inferiori alla media2.

La sindrome feto-alcolica può comportare sia disabilità primarie sia secondarie.

Le disabilità primarie sono:

  • malformazioni facciali (occhi piccoli e distanti fra loro, naso corto, labbro superiore sottile, padiglioni auricolari deformi):
  • crescita ritardata;
  • alterazioni nello sviluppo neurologico del sistema nervoso centrale.

Le disabilità secondarie, invece, sono tardive e derivanti dal fatto di non aver trattato le disabilità primarie, e riguardano:

  • problemi a livello mentale;
  • assenza di autonomia;
  • esperienza scolastica negativa;
  • problemi sul lavoro;
  • isolamento;
  • comportamento sessuale non corretto2.

I medici e i ginecologi sono unanimi nel sostenere che è bene non assumere alcol durante la gravidanza. Nonostante ciò, ogni anno nel mondo 199.000 bambini nascono con la sindrome feto-alcolica. Questi dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet Global Health, a seguito di uno studio eseguito da studiosi dell’Università di Toronto. La ricerca ha fatto emergere che il 10% delle gestanti consuma bevande alcoliche, e che in Europa la percentuale raggiunge il 25%. In Italia è stato stimato che 1 donna su 2 beve alcol in gravidanza3.

Quando si aspetta un figlio, occorre seguire scrupolosamente i consigli del proprio medico, sottoporsi a visite regolari e accertamenti. I test di screening prenatale sono consigliati per individuare le alterazioni cromosomiche a carico del nascituro. Il test del DNA fetale, ad esempio, è un esame di screening prenatale che permette di sapere, in anticipo (dalla 10a settimana di gestazione), se il nascituro presenta delle alterazioni a livello cromosomico.

Per maggiori informazioni sul test del DNA fetale: www.testprenataleaurora.it

Fonti:

1. Ministero della Salute – www.salute.gov.it

2. Guida alla diagnosi dello spettro dei disordini feto-alcolici – a cura dell’Osservatorio OSSFAD

3. Fondazione Veronesi – www.fondazioneveronesi.it

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