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Medici di famiglia introvabili, quali le cause?

Medici di famiglia introvabili - quali cause

Medici di famiglia introvabili, le cause?

«La crisi demografica della medicina generale è un effetto del ritrarsi del servizio sanitario nazionale e non di errori di programmazione: è più facile capirlo nelle grandi città. A Milano, anche se avessimo molti giovani per sostituire chi va via, resterebbe arduo trovare chi vada a coprire zone carenti. I motivi economici si sommano a quelli di sicurezza, assicurativi, di mancata gratificazione». Roberto Carlo Rossi presidente dell’Ordine dei Medici meneghino prova a spiegare perché a Milano città manchino 106 medici di famiglia e altri 140 se ne cerchino nell’hinterland. Tra 10 anni, fra i 14 milioni di italiani sprovvisti di curante, ci saranno soprattutto milanesi. Certo, la metropoli è un caso particolare, ma rappresenta un Belpaese dove -per arginare gli esodi- il decreto Calabria ha aperto i bandi a medici ancora iscritti alle scuole di formazione e ha consentito un massimale più alto a chi partecipi ad aggregazioni e case della salute.Le strutture più complesse che sanno minimizzare i costi si prestano tra l’altro meglio ad ospitare giovani medici. Forse presto, il milanese avrà prima di altri meno studi sotto casa e più ospedaletti. Intanto, a Milano, Brescia, Bologna, sono arrivati i primi studi di medicina generale aperti da un centro privato. Per Rossi nel Servizio sanitario nazionale si è rotto qualcosa. «Fa impressione constatare come i cittadini si rivolgano a strutture a pagamento per avere un servizio, il medico di famiglia, che la sanità pubblica offre gratuitamente. Del resto, fa altrettanta impressione leggere oggi un coordinatore degli assessori che lamenta il costo del medico convenzionato rispetto ad altri sanitari non medici, e personalità di governo che danno questo medico per finito. Sui media sistematici attacchi di opinion leader osservano come il medico di famiglia sia superato, anche se poi gli insuccessi dei bandi ci dicono che così facili da sostituire non siamo. Per fortuna ogni tanto ci sono interventi come la presa di posizione di Pier Mannuccio Mannucci pro-medicina generale o la lettera aperta dell’arcivescovo di Milano».Oggi all’aumento delle cause, al rapporto deteriorato con i pazienti (di cui poco si dice di quanto facciano le spese i nostri assistenti) alle incompatibilità che impediscono di crescere non solo a noi ma anche alla sanità pubblica si aggiunge il dato economico, una Milano dove le spese di studio prendono più della metà dello stipendio di un massimalista. Spingere tirocinanti riluttanti in questo contesto lavorativo non è una soluzione. Anzi, sortisce all’esterno l’effetto di far pensare che la preparazione da medico di famiglia sia meno strutturata che in altre specialità, ed allontana ulteriormente i giovani medici dallo scegliere questa importantissima professione. Per aprire la strada ai giovani si dovrebbe sottolineare ovunque l’importanza del nostro lavoro, smetterla con la stupidaggine che guadagniamo di più, tutelare il servizio sanitario pubblico misurando le parole. Ma al contrario si insiste con gli attacchi; i quali spianano la strada a un rapporto medico-paziente parallelo nel privato e, a lungo termine, a una sanità all’americana dove chi non ha soldi non accede alle cure».

By Mauro Miserendino

fonte Doctor33

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