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Un ceppo di probiotici può migliorare la gestione delle coliche infantili


coliche infantili

Secondo uno studio tutto italiano, condotto dai ricercatori dell’Università Federico II di Napoli, e pubblicato su Alimentary Pharmacology & Therapeutics, l’integrazione con il probiotico Bifidobacterium animalis subsp.lactis BB-12 (BB-12) è efficace nella gestione delle coliche infantili. Secondo gli esperti, l’effetto potrebbe derivare da meccanismi immunitari e non immunitari associati alla modulazione della struttura e della funzione della flora intestinale. «Il nostro studio offre le prove a sostegno di un ruolo importante del microbiota intestinale come bersaglio degli interventi contro le coliche infantili. È importante però sottolineare che questo studio si è occupato di un ceppo probiotico ben preciso e caratterizzato, e che i risultati non possono essere estrapolati per altri ceppi probiotici» spiega Roberto Berni Canani, autore senior del lavoro. I ricercatori hanno valutato il tasso di neonati con una riduzione di almeno il 50% della media giornaliera di pianto dopo 28 giorni di intervento con il BB-12. Gli esiti secondari sono stati il numero giornaliero di episodi di pianto, la durata del sonno, il numero di movimenti intestinali e la consistenza delle feci. Per valutare questi esiti, Berni Canani e colleghi hanno randomizzato 80 neonati sani, allattati esclusivamente al seno, con coliche infantili, a ricevere BB-12 o placebo per 28 giorni. Hanno anche valutato la struttura del microbiota intestinale e butirrato, beta-defensina-2 (HBD-2), catelicidina (LL-37), IgA secretorie (sIgA) e livelli di calprotectina fecale. A conti fatti, il tasso di neonati con riduzione di almeno il 50% della durata media giornaliera del pianto è risultato più alto nel gruppo trattato con BB-12, dalla fine della seconda settimana e nessun bambino è andato incontro a recidive dopo l’interruzione del trattamento. Il numero medio di episodi di pianto è diminuito in entrambi i gruppi, ma con un effetto maggiore nel gruppo BB-12. La frequenza media giornaliera delle feci è diminuita in entrambi i gruppi ma con un effetto significativamente maggiore nel gruppo BB-12, mentre la consistenza fecale è risultata simile tra i due gruppi. Infine, nel gruppo BB-12 si è osservato un aumento della presenza di Bifidobacterium, con una correlazione significativa con la riduzione del tempo di pianto, butirrato e HBD-2, LL-37 e valori di sIgA associati a una diminuzione del livello calprotectina fecale. Aliment Pharmacol Ther. 2019 Dec 3. doi: 10.1111/apt.15561

Salute