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Deterioramento cognitivo nuove raccomandazioni dall'Uspstf

Deterioramento cognitivo disponibili le nuove raccomandazioni dellUspstf r

Deterioramento cognitivo, disponibili le nuove raccomandazioni dell’Uspstf

Per l’US Preventive Services Task Force (USPSTF), non ci sono prove sufficienti per valutare l’equilibrio tra benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo nelle persone di 65 anni o più, riconfermando ciò che era già stato dichiarato nel 2014. Ciò vale per coloro che vivono in comunità e che non hanno segni o sintomi di deterioramento cognitivo e non si applica a individui ricoverati in ospedale o che vivono in istituti. Al fine di aggiornare le raccomandazioni del 2014, l’USPSTF aveva commissionato una revisione sistematica sui benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo, vale a dire sia la demenza, definita come il declino significativo di uno o più domini cognitivi che interferiscono con l’indipendenza della persone nelle attività quotidiane e di cui sono affetti 2,5-5,5 milioni di statunitensi, sia la decadimento cognitivo lieve (MCI), in cui invece l’invalidità non è così grave da interferire con il funzionamento quotidiano indipendente. Sono state incluse prove sull’accuratezza dei test di screening, studi su benefici e danni dello screening e dei trattamenti e interventi per gli anziani e i caregiver.

«La revisione si è concentrata sugli adulti più anziani con MCI o demenza da lieve a moderata, poiché questi sono i pazienti che hanno maggiori probabilità di essere identificati mediante screening» si specifica nell’articolo pubblicato su JAMA. L’USPSTF conclude che mancano prove e non è possibile determinare l’equilibrio tra benefici e danni dello screening per il deterioramento cognitivo nelle persone con 65 anni o più. Nel documento vengono inoltre chiariti alcuni aspetti in risposta ai diversi commenti arrivati in seguito alla pubblicazione di una sua bozza sul sito web dell’USPSTF stesso tra settembre e ottobre 2019. Ad esempio, «l’USPST desidera chiarire che la sua dichiarazione I è una conclusione che le prove sono insufficienti per valutare l’equilibrio dei benefici e i danni dello screening per il deterioramento cognitivo e non è una raccomandazione né per né contro lo screening». In ogni caso i medici dovrebbero rimanere vigili ai primi segni o sintomi di compromissione cognitiva, come problemi di memoria o linguaggio.

Fonte: Doctor33

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Salute