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In Italia il record delle bottiglie di plastica!

Anche se la superficie terrestre è coperta per il 71% di acqua, questa è costituita per il 97,5% da acqua salata. L’acqua dolce è per il 68,9% contenuta in ghiacciai e nevi perenni, per il 29,9% nel sottosuolo e solo lo 0,3% è localizzata in fiumi e laghi, e quindi potenzialmente disponibile. Eppure l’acqua accompagna il benessere di ciascuno: idrata, disseta, nutre e purifica. All’interno della dieta non deve mai mancare. Ogni giorno occorre introdurre nell’organismo la giusta quantità, bevendo acqua e mangiando i cibi che hanno un’alta percentuale acquosa.  L’organismo di ogni uomo è costituito dal 60% d’acqua. La percentuale aumenta nei primi mesi di vita. Per far sì che tutti gli organi funzionino al meglio è necessario che il corpo di un bambino ne sia costituito per l’80%. Far giungere molta acqua ai filtri renali è il modo migliore per alleggerire il drenaggio di tossine.

Per disintossicarsi un adulto deve bere almeno due litri e mezzo d’acqua al giorno. Ed ecco che questo consumo d’acqua porta ad un consumo dei contenitori di plastica e secondo dati statistici nello scorso anno sono stati utilizzati circa 2,2 milioni di tonnellate di imballaggi plastici, di cui 409mila in polietilene tereftalato. Solo il 35% del Pet utilizzato per produrre bottiglie di acqua minerale è stato avviato al riciclo. Ma pensate che per produrre 1 chilo di Pet, materiale comunemente utilizzato per i contenitori dell’acqua, sono necessari 2 chili di petrolio. Ma non solo: per ogni chilo di Pet prodotto sono necessari 17,5 Kg di acqua e allora dato che una bottiglia da 1,5 l pesa 35 gr, con 1 Kg di PET si fanno 30 bottiglie. L’Italia è il Paese che consuma più acqua in bottiglia al mondo, con una media di quasi 190 litri a testa; il 65% è in bottiglie di plastica, e circa 9 miliardi di bottiglie che ogni anno percorrono, soprattutto su camion, migliaia di chilometri contribuendo fortemente al riscaldamento globale del Pianeta . Sempre in Italia, solo nel lo scorso anno, per la sola produzione delle bottiglie c´è stata un´emissione di gas serra di circa 910mila tonnellate di CO2 equivalente. Ma anche la fase del trasporto dell´acqua minerale influisce non poco sulla qualità dell´aria: solo il 18% del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni, tutto il resto lo fa su strada. Certo è vero  che la sensibilità e l’attenzione per l’ambiente sono difficilmente improvvisabili specialmente se le priorità della “politica” vanno da tutt’altra parte, ma qualche passo bisogna  farlo in questi tempi di crisi e tagli, perché è importante mettere  al centro nel  tempo attuale gli equilibri ambientali, la vita urbana, gli spazi, gli assetti del territorio. Ritengo che sia importante che ogni comunità faccia la sua parte attraverso un proprio distributore automatico, che esce comodamente dal rubinetto, senza mal di schiena e perdite di tempo e inquinamento. Il consumo di acqua in bottiglia rappresenta una delle principali fonti di produzione di rifiuti urbani e di spesa, perdita di tempo e disagi per i cittadini. L’acqua dei nostri rubinetti è già di ottima qualità e molto controllata, ben più delle acque in bottiglia, ma molte volte il suo “sapore” non la rende “competitiva” con le acque in bottiglia per problemi alle reti. Il Comune investe su questo progetto per fornire un servizio ai cittadini più conveniente rispetto all’acqua in bottiglia, e l’eventuale limitato ritorno economico verrà reinvestito dall’Ente nel sociale ed ecologicamente compatibile per un circolo virtuoso della gestione  della casa comune dei favriesi. 

Autore: Giorgio Cortese

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