Petina Città del Folklore

Ci sono giornate che scorrono via come tante altre. E poi ce ne sono alcune che restano impresse nella memoria di una comunità. Per Petina, il giorno della proclamazione a Città del Folklore appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Il piccolo borgo ai piedi degli Alburni ha vissuto una giornata destinata a essere ricordata a lungo. Un evento che ha coinvolto cittadini, istituzioni e associazioni, trasformando il paese in uno dei simboli della cultura popolare italiana. Oltre cinquecento persone hanno partecipato a una cerimonia che ha saputo unire emozione, orgoglio e senso di appartenenza. Un titolo che premia anni di impegno

La proclamazione di Petina Città del Folklore non rappresenta soltanto un riconoscimento ufficiale. È il risultato di un lungo percorso costruito nel tempo grazie alla passione di chi ha scelto di custodire e valorizzare le tradizioni locali. L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Domenico D’Amato ha organizzato un Consiglio Comunale aperto che è andato ben oltre il protocollo istituzionale. La cerimonia si è trasformata in una vera festa della comunità. Un momento condiviso da centinaia di persone che hanno voluto essere presenti per celebrare una pagina importante della storia del paese.

Spiga Rossa, il cuore del folklore petinese

Dietro questo importante risultato c’è il lavoro costante dell’associazione Spiga Rossa. Negli anni il gruppo ha svolto un ruolo fondamentale nella tutela delle tradizioni popolari locali. Canti, danze, costumi e racconti sono stati custoditi e tramandati con passione. Un impegno che ha permesso a Petina di diventare un punto di riferimento per il folklore e per la valorizzazione della cultura popolare. La proclamazione rappresenta anche il riconoscimento del lavoro svolto da tutti coloro che hanno creduto nella forza delle proprie radici.

La presenza delle istituzioni

Numerose le autorità presenti alla cerimonia. Tra gli ospiti sono intervenuti l’onorevole Franco Picarone, il presidente del Parco Nazionale degli Alburni Giuseppe Coccurullo, rappresentanti delle forze armate e numerose realtà associative. Particolarmente significativa la partecipazione della Federazione Italiana Tradizioni Popolari. A guidare la delegazione il presidente nazionale Gerardo Bonifati insieme ai vertici federali. La consegna ufficiale dell’onorificenza nelle mani del sindaco ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti dell’intera giornata.

Quando il folklore diventa identità

Durante gli interventi è emerso un messaggio chiaro. Il folklore non è soltanto spettacolo. Non è soltanto musica o danza. Il folklore è memoria. È identità. È il racconto di una comunità che riconosce il valore della propria storia. Ogni canto, ogni costume e ogni tradizione custodiscono una parte dell’anima di un territorio. Per questo il riconoscimento ottenuto da Petina assume un valore che va oltre l’aspetto formale. È un tributo a tutte le persone che hanno dedicato tempo, sacrificio e passione alla conservazione delle tradizioni popolari.

Il mosaico che custodisce la memoria

Uno dei momenti più suggestivi è stato lo svelamento del mosaico realizzato dall’artista Mirella di Ceramira. L’opera diventa da oggi un simbolo permanente della giornata. Un segno visibile della memoria collettiva. Un omaggio alla storia del paese e al patrimonio culturale custodito dagli abitanti. Tra le antiche mura del borgo resterà il ricordo di una giornata che ha segnato un passaggio importante nel percorso della comunità.

La Festa della Fragolina protagonista della serata

Le celebrazioni sono proseguite con la tradizionale Festa della Fragolina di Bosco. Un appuntamento molto atteso che ogni anno richiama visitatori e appassionati. Grazie all’impegno della Pro Loco guidata da Antonio Rossi, l’evento ha registrato una grande partecipazione. Particolarmente apprezzato il cooking show dedicato alla fragolina petinese. Protagonisti gli chef Antonio Bedini e Vincenzo De Giorgio, entrambi discepoli della scuola di Auguste Escoffier. Davanti a un pubblico numeroso hanno realizzato un risotto e un secondo piatto di carne capaci di valorizzare uno dei prodotti simbolo del territorio. Il racconto gastronomico è stato affidato al giornalista Dario Bordet, con il coordinamento di Maurizio Varriano, capo redattore della rivista Italia e Folklore.

Petina guarda al futuro senza dimenticare il passato

La proclamazione a Petina Città del Folklore apre una nuova fase per il borgo degli Alburni. Un’opportunità importante per promuovere il territorio e rafforzare il legame con la propria identità culturale. Le tradizioni continuano così a vivere nei racconti delle famiglie, nei canti popolari, nelle feste e nelle manifestazioni che rendono unica questa comunità. Perché la grandezza di un paese non dipende dalle sue dimensioni. Dipende dalla capacità di custodire la propria anima. E Petina, in questa giornata speciale, ha dimostrato di possederne una straordinariamente luminosa.

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