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Previsioni meteo: la loro attendibilità non supera i 3 giorni, infondate scientificamente le proiezioni stagionali.

Determinante la loro qualità per finalità di protezione civile

Le conclusioni della prima edizione di Meteolab


Ricchissima di spunti la prima edizione di Meteolab, il corso di meteorologia e climatologia delle Alpi svoltosi sabato 4 dicembre al Forte di Bard, con circa 200 partecipanti provenienti da diverse regioni del Nord Italia. Il noto meteorologo Luca Mercalli ha insistito in modo particolare sulla dignità della meteorologia come scienza e su quanto la comunicazione di massa sui media, il classico meteo che segue i telegiornali, mal si coniughi con il rigore che l’argomento necessiterebbe. Il meteo dipende infatti da molte variabili: la precisione dei modelli di calcolo, la qualità e competenza dei previsori che li interpretano e l’evoluzione continua delle condizioni nell’arco della giornata. L’insieme di queste variabili mal si coniuga con i meteo giornalieri che riassumono con simbolini di sintesi – la nuvoletta, il sole, il fulmine – condizioni meteo di interi quadranti di cartina geografica. 

Mercalli raccomanda pertanto l’importanza di consultare i bollettini di zona, approfittando dei siti specializzati in rete. Conclusioni condivise dal presidente della Regione Valle d’Aosta e dell’Associazione Forte di Bard, Augusto Rollandin. In riferimento ai cambiamenti climatici che stanno interessando l’area alpina Rollandin ha sottolineato come  “non ci sia futuro per impianti sciistici sotto una certa quota, scelta già effettuata in molte aree rispetto non solo all’onerosità ma anche alla effettiva possibilità tecnica di innevare artificialmente”. Rollandin ha inoltre evidenziato come “l’accuratezza delle previsioni rappresenti uno strumento indispensabile per la protezione civile per prevenire e gestire situazioni di rischio, quali alluvioni, valanghe, incendi”.

 

“La prospettiva di un paesaggio alpino molto simile a quelo appenninico odierno, è quanto ci attende nell’arco dei prossimi 50 anni – ha continuato Mercalli – con improvvise ingenti nevicate alternate a riscaldamenti e scioglimenti altrettanto repentini”. Di qui la prospettiva di attività sciistiche molto intermittenti e strategie turistiche in grado di innescare nei punti di vuoto nevoso alternative valide come quelle del turismo culturale, di cui il Forte di Bard rappresenta un fiore all’occhiello, ma anche le terme e le proposte benessere nel loro insieme.

 

 

 

 

 

Ufficio Stampa Associazione Forte di Bard – www.fortedibard.it

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