Notti trasfigurate 2021

Tornano le Notti Trasfigurate
Musica a Villa Simonetta 2021 

5, 6, 7, 8, 9 luglio 2021 ore 20.45
Milano, cortile di Villa Simonettavia Stilicone 36
→ ingresso libero senza prenotazione – fino a esaurimento posti 

5 luglio, primo appuntamento
Zephyro Spira. Chanson, frottole e villanesche nel primo Rinascimento
Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Luca Colombo, direttore

giovedì 8 luglio ore 18.30
Notti Trasfigurate anche a Villa Litta, Lainate (MI)
ingresso libero su prenotazione
villalittalainate.it

UanTuUan
esperienza di ascolto immersivo
Cappella gentilizia di Villa Simonetta
ore 19.00 – 20.30 su prenotazione
f.ragazzoni@fondazionemilano.eu
dal 5 al 9 luglio  

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Finalmente, dopo un anno di assenza, tornano le Notti Trasfigurate della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Fondazione Milano e gli studenti salgono nuovamente sul palco. Dopo l’anteprima del 26 giugno a Villa Litta (location presente nel calendario anche l’8 luglio), i concerti estivi della Civica saranno ufficialmente inaugurati il 5 luglio nella loro sede naturale, Villa Simonetta, e proseguiranno fino al 9 luglio, con un calendario breve, costituito da sei appuntamenti, ma contraddistinto da qualità e varietà delle occasioni d’ascolto. Come sempre la rassegna Notti Trasfigurate valorizza gli incroci, spazia tra stili e generi differenti: musica antica, classica, contemporanea, jazz.  Ma soprattutto, e quest’anno in modo particolarmente significativo, Notti Trasfigurate sottolinea il legame profondo e la relazione speciale che, a ogni appuntamento, si rinnova tra i giovani musicisti e gli spettatori.

Il ritorno dei concerti a Villa Simonetta, cari al pubblico milanese, saluta quindi l’attesa rinascita della musica nei luoghi di socialità, il ritorno alla bellezza, all’arte, alla creatività e riaccende i riflettori sull’attività della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado che, anche nei lunghi mesi di chiusura, non si è mai interrotta.

“Il ritorno delle Notti Trasfigurate, la ripresa dei concerti dal vivo in presenza a due anni dall’ultima edizione della nostra rassegna estiva”, afferma Roberto Favaro, nuovo Direttore della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, “sono la testimonianza non solo della grande voglia di fare musica da parte di studenti e docenti, ma anche del fatto che alla Civica Abbado non ci siamo mai fermati, che in questo difficilissimo anno accademico, che si chiude, la formazione e la didattica hanno retto con numeri e qualità particolarmente alti, nonostante la pandemia e le conseguenti restrizioni. È la prova della tenacia e dell’energia con cui guardiamo alla ripartenza pensando già a progetti innovativi e originali”.

 

Sempre nel segno della rinascita e dell’innovazione, la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado nelle sue Notti Trasfigurate introduce UanTuUan (One to One), esperimento di ascolto immersivo: un approccio originale ed esclusivo alla musica e allo spazio che la circonda. All’interno della piccola e preziosa Cappella gentilizia di Villa Simonetta, un solo ascoltatore per volta potrà godere per circa 15 minuti delle musiche suonate dagli studenti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado che si alterneranno, uno alla volta, muovendosi tra strumenti e generi differenti. Sarà l’occasione per vivere un’esperienza unica sperimentando la fusione tra spazio e suono. Le immagini della Cappella racconteranno così storie diverse e le musiche mostreranno di sé nuovi volti grazie alla narrazione evocativa degli affreschi.

Un’iniziativa inedita, fortemente sostenuta dal Direttore Roberto Favaro: “ UanTuUan è un esperimento di ascolto immersivo, di esecuzione esclusiva, di approccio intimissimo alla musica e all’architettura che la accoglie.UanTuUan, cioè One to One, uno a uno, vale a dire un esecutore per un solo ascoltatore nel magico scenario della piccolissima e magnificamente affrescata Cappella gentilizia quattrocentesca di Villa Simonetta. Un connubio sorprendente e unico, dunque, tra suono, pittura, spazio risonante e spiritualità, dove un solo ascoltatore per volta, comodamente seduto, potrà godere per circa 15 minuti delle musiche suonate a distanza ravvicinata dagli studenti della Civica Abbado i quali si alterneranno, uno per volta, in una sorta di ideale staffetta tra strumenti e generi diversi tra loro, dagli archi ai legni, dalla musica classica a quella contemporanea a quella antica. Ma al piacere dell’orecchio, l’ascoltatore solitario e privilegiato unirà quello dell’occhio, gratificato dagli splendidi affreschi quattrocenteschi, dal Compianto su Cristo ai Santi Ambrogio e Girolamo attribuiti a Bernardo Zenale, che ingentiliscono e rendono uniche le pareti della Cappella”.

La Civica Scuola di Musica Claudio Abbado – Fondazione Milano apre la sua rassegna Notti Trasfigurate il 5 luglio nel parco retrostante Villa Simonetta, ma, il 7 e il 9 luglio, subito prima del concerto, a partire dalle 20.30, il pubblico potrà ascoltare la musica anche in luoghi inusuali: gli studenti suoneranno infatti dei pezzi da camera sotto il portico, a cui si giunge attraverso il vialetto che porta all’entrata della Villa, e dalle finestre che si affacciano sul cortile.

L’inaugurazione della rassegna, il 5 luglio, ospita un concerto di musica antica dell’Orchestra Barocca diretta da Luca Colombo, Zephyro spira, con un chiaro riferimento a un sonetto del Canzoniere di Francesco Petrarca, è una delle più note frottole di Bartolomeo Tromboncino ed è al centro di un programma che attraversa le principali strutture poetico-musicali del primo Rinascimento, le più popolari e spumeggianti, affiancate ad altre più eleganti e raffinate: dalla villanesca alla napolitana, dalla chanson vocale e strumentale, genere prediletto dalle corti nord europee e dai musicisti fiamminghi, alla frottola, forma nobile tipicamente italiana precorritrice del madrigale.

La serata del 6 luglio è interamente dedicata alle arie d’opera, con composizioni di Gioachino Rossini, Domenico Cimarosa, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Ruggero Leoncavallo, Gaetano Donizetti, Wolfgang Amadeus Mozart, e alle romanze da camera, con Francesco Paolo Tosti e ancora con Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi.

Mercoledì 7 luglio Johann Sebastian Bach apre un programma dedicato fondamentalmente a due grandi poli musicali, la Germania e la Francia. Il primo brano è la sonata BWV 1020, uno dei capolavori della letteratura flautistica del XVIII secolo, che si suppone Bach abbia scritto con il figlio Carl Philipp Emanuel. La sonata è contraddistinta da una notevole cantabilità e limpidezza espressiva e testimonia la grande passione per il flauto diffusasi in Germania nel Settecento.

Il quintetto in do maggiore di Franz Schubert, noto anche come “quintetto per violoncello”, fa parte dell’ultima straordinaria stagione di composizioni schubertiane. Ultimato a poche settimane dalla morte, il quintetto chiude anche la produzione da camera del musicista austriaco che, nel 1828, scrive: “Ho messo in musica alcune poesie di Heine e ho finalmente terminato un quintetto per due violini, viola e due violoncelli”.

Compositore legato alla Francia è invece Gioachino Rossini, di cui sarà eseguita, nella trascrizione per chitarra di Mauro Giuliani, l’ouverture dell’opera semiseria la Gazza ladra (1817), tratta da La Pie Voleuse ou La servante de Palaiseau, melodramma in tre atti di Théodore Baudouin d’Aubigny et LouisCharles Caigniez.

Francese è anche Eugène Bozza, violinista, compositore e direttore d’orchestra, che ci regala uno dei pezzi più conosciuti e brillanti per tromba e pianoforte, Rustiques. Bozza studiò al Conservatorio di Parigi e, per dieci anni, dal 1938 al 1948, diresse l’Orchestra dell’Opera Comique: della sua produzione, riconosciuta per i tratti tipicamente francesi e caratterizzata da un grande dinamismo, è nota soprattutto la musica cameristica per fiati.

Con il I movimento del quartetto op. 60 n. 3 di Johannes Brahms si torna in Germania.

La composizione del quartetto per violino, viola, violoncello e pianoforte, conclusasi nel 1875, iniziò quando Brahms, turbato dalla malattia dell’amico Schumann e insoddisfatto della sua opera, decise di abbandonare la composizione, che riprese quasi vent’anni dopo la sua prima concezione: del quartetto venne però mantenuto il carattere intenso e struggente. Ed è proprio Robert Schumann a chiudere il programma del 7 luglio con l’Allegro brillante dal quintetto op.  44. Un’opera che mostra l’interesse che negli anni giovanili Schumann nutrì per il quintetto d’archi: per acquisire la tecnica che sta alla base di questa forma musicale Schumann studiò con diligente attenzione la produzione di Haydn, Mozart e Beethoven.

La serata dell’8 luglio si sdoppia in due location, Villa Simonetta, con le due formazioni di studenti dei Civici Corsi di Jazz e il trio Intra-Vaggi-Arco, che propone delle composizioni legate al tema dell’improvvisazione (quanto questa è veramente improvvisata?), e Villa Litta, che ospita I Civici Cori e l’Orchestra della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado con un programma che ruota intorno al Magnificat di Baldassare Galuppi, ma che accoglie anche la Sinfonia KV 134 in la maggiore di Mozart e il Concerto RV 533 in do maggiore di Vivaldi (ore 18.30).

Il ciclo Notti Trasfigurate si conclude il 9 luglio con un affascinante viaggio nella musica da camera. Si parte con Georg Philipp Telemann, uno dei musicisti più prolifici e popolari d’Europa, considerato da molti dei suoi contemporanei il più illustre compositore tedesco. Telemann scrisse musica da camera per varie combinazioni di strumenti ed è presente nella giornata finale della rassegna con i concerti per 4 violini TWV 40:201 e 40:202.

Di Franz Schubert, a seguire, si ascolteranno l’Introduzione e le variazioni per flauto e pianoforte ispirate al lied Trockne Blumen (fiori appassiti) della raccolta Die schöne Müllerin (La bella mugnaia), su testi del poeta romantico Wilhelm Müller, e gli scintillanti Allegro moderato e Allegro vivace dal Duo op. 162 per violino e pianoforte.

Si entra poi in terra russa con Pëtr Il’ič  Čajkovskij e la rielaborazione virtuosistica di alcuni temi della sua opera Evgenij Onegin, basata sull’omonima capolavoro di Puškin, che, dopo un iniziale momento di perplessità, impegnò totalmente le energie del compositore russo (“Che profondità poetica nell’Onegin!” affermò Čajkovskij, dopo aver letto il testo, nel 1877).

Il brano seguente, su testo di Louis Gallet, è il malinconico Élégie del 1869, composizione di Massenet, autore molto apprezzato nella musica da camera e più particolarmente nella romanza da salotto, tanto apprezzata dalla società francese del secondo Ottocento.

Sempre per flauto e pianoforte è l’Invocations Danse de prêtresses, primo ammaliante movimento della Suite di Philippe Gaubert, musicista francese nato nel 1879. La Suite, pubblicata per la prima volta nel 1922, è un pezzo di rara esecuzione nel repertorio per flauto: è costituita da quattro movimenti, ognuno dei quali si richiama a un celebre flautista del tempo.

Si passa poi ai quattro pezzi per clarinetto e pianoforte del viennese Berg, scritti nel 1913, dedicati ad Arnold Schönberg e pensati come omaggio alle due Sonate op. 120 di Brahms.

Chiude la serata il I movimento della sonata per flauto e pianoforte di Sergej Prokofiev del 1943, composizione di vivace freschezza inventiva che, negli intenti del compositore, avrebbe dovuto corrispondere, tanto nella forma quanto nel contenuto, “alla grandezza dell’epoca”.

Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
Villa Simonetta – via Stilicone 36 Milano tel. 02.97.15.24
a.arcidiaco@fondazionemilano.eu
musica.fondazionemilano.eu

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